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Il ‘Guru’ sbarca in Normandia: dopo Auschwitz Giorgio Foglia parte per rivivere un’altra tappa storica dei valori di comunità

di Titti Duimio

Omaha Beach, questa la meta di quest’anno di Giorgio Foglia e del suo team di supporto sostenuto dall’associazione Cerbiatto Ribelle, dall’Assistenza Pubblica e da Anmic per il viaggio nelle radici della nostra civiltà dopo l’emozionante esperienza di ‘Desiderio Antico’ ad Auschwitz, luogo simbolo di sofferenza e di privazione della dignità umana che senza alcuna retorica è arrivato come un messaggio di riflessione collettiva ben oltre l’orrore che contiene.

Dopo un anno di eventi ‘A Casa del Guru’ con incontri, musica, racconti di vita e soprattutto senso di comunità, l’associazione guidata dalla moglie Emma è riuscita a organizzare la difficile trasferta in Normandia con l’aiuto dei volontari della Assistenza Pubblica e di Anmic e la collaborazione di tanti amici che riconoscono in Giorgio la profondità di pensiero e di valori che gli hanno valso il soprannome di ‘Guru’.

“Mi interessa respirare e rivivere le tappe della nostra storia recente e dei valori fondanti del vivere civile che sono usciti dalle esperienze devastanti della guerra- dice il Guru Giorgio Foglia-La privazione della libertà e il grande sforzo umano per restituircela è un racconto che riguarda anime, donne e uomini che con il loro sacrificio corale hanno nobilitato il pensiero umano e il concetto di rispetto reciproco”

E recuperarne l’essenza aiuta a ristabilire un equilibrio vitale tra pensiero personale e l’azione collettiva, un gesto che ritrova i simboli del vivere civile e diventa esso stesso simbolo di un percorso di accrescimento socialmente doveroso.

Un atto culturale quello del Guru nel senso più puro del termine perché fare cultura significa, forse e anche, amplificare e comunicare pensieri critici condivisi che suscitano dialettica in confronto e dialogo, scambio e dubbio nel rispetto totale di tante unicità in relazione.

“Ascoltare l’altro e sentirne le emozioni, le paure, le fragilità e le contraddizioni serve ad ognuno di noi per arricchirsi e restituirsi agli altri in modo reciproco e costruttivo- continua Giorgio- bisogna ri-imparare a ‘nutrirsi’ degli altri e delle diversità per con-vivere pienamente e non sopra-vivere agli altri.”

“Siamo tutti dei sopravvissuti, ormai-sottolinea Emma Tassi Carboni, moglie del Guru e fondatrice dell’associazione Cerbiatto Ribelle che già nel nome contiene l’elegante e pacifica ma ferma contestazione ad un sistema che somma individui senza costruire relazioni-impegnati ad autoaffermarci nella gara performante di una corsa individuale alla perfezione, o almeno a quello che i modelli sociali impongono. Giorgio stesso è un sopravvissuto alla malattia, come sono stati dei sopravvissuti gli uomini sbarcati il D-Day sulle coste della Normandia in una eroica azione collettiva in cui ogni gesto singolo si fondeva in un’unica mission e dove in tanti hanno perso la vita in nome di un bene comune di cui forse non erano nemmeno pienamente consapevoli.”

Sbavature e debolezze sono perdenti, disagi, malattie, incertezze, dubbi e diversità non rientrano nei parametri e restano a margine di un sistema che si specchia in se stesso, uniforme, mono-tono e autoreferenziale.

“Si parte giovedì 22- dice Emma-da via Digione a Digione la prima tappa per poi proseguire verso Parigi dove troveremo un  caro amico senegalese che si unirà a noi verso nord. Due giorni a Lisieux e l’atteso incontro con Omaha Beach e dintorni per poi rientrare lunedì 26 a Parma. La squadra è la stessa del viaggio ad Auschwitz e quest’anno nostro figlio Alberto con un amico riprenderanno i momenti del viaggio in un docu-film che presenteremo al ritorno”

E la malattia di Giorgio (sclerosi multipla primaria progressiva) e il sicrescesoloneldolore, la compassione, la retorica della ‘vita è bella’ oltre ogni disagio poco c’entrano con queste scelte di grande spessore umano e profondità etica, un percorso che profuma di politica, quella buona e dimenticata che mette pensieri ed esperienza a servizio di un’idea di società, che propone progetti a media e lunga gittata per un mondo basato su valori imprescindibili mai dati per scontati o addirittura dimenticati.

La malattia di Giorgio e la sua immobilità sono solo strumento di un movimento continuo e produttivo che genera vivacità intellettuale e pellegrinaggio costante nell’animo altrui in cerca di significati e significanti del vivere civile. Insieme.

Buon viaggio Guru.

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