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“Desiderio Antico”: il docufilm sul viaggio del parmigiano Giorgio, malato di Sclerosi multipla, ad Auschwitz: “Per sentirsi vivi e insieme”

di Titti Duimio

 

Presentato venerdi’ 26 gennaio, presso la sede di A.N.M.I.C. (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) di via Stirone 4, il docufilm ‘Desiderio Antico-Viaggio ad Auschwitz: la vita rende liberi’ a cura di Alberto Rugolotto, giornalista di Tg Parma.

Il docufilm sara’ proiettato la sera del 1 febbraio all’Auditorium dell’Assistenza Pubblica di viale Gorizia 2 alle ore 21.
Il documentario racconta la realizzazione di un ‘antico desiderio’ di un parmigiano di 55 anni, Giorgio Foglia, malato di sclerosi multipla, reso possibile grazie all’affetto e all’impegno della moglie Emma e del figlio Alberto con amici e volontari, supportato tecnicamente da Anmic e Assistenza Pubblica ed economicamente da Olmedo s.p.a Special Vehicles e Aricar specializzata in ambulanze.

Erano presenti Alberto Mutti presidente Anmic Parma, Luca Bellingeri presidente Assistenza Pubblica Onlus, Alberto Rugolotto curatore del docufilm insieme al giornalista Giuseppe Milano e Alessandro Nidi autore delle musiche, oltre a Emma Tassi-Carboni moglie di Giorgio Foglia interprete principale del viaggio.

“Credevo di conoscere bene lo statuto dell’associazione che presiedo e invece da oggi ho scoperto che riusciamo anche a realizzare sogni. Il sogno di Giorgio era qualcosa da tutelare e ci siamo mossi per poterlo esaudire, l’incontro con l’Assistenza Pubblica e’ stato il tassello mancante. La solidarietà innata della nostra città e la volontà delle nostre associazioni hanno dato corpo a questa ‘mission impossible’ diventata realta’’ ha detto Alberto Mutti in apertura.

“Abbiamo immediatamente accolto la richiesta di Emma perche’ ci e’ sembrato doveroso e indispensabile partecipare a questo sogno al di la’ di ogni difficolta’ pratica” ha aggiunto Luca Bellingeri di Assistenza Pubblica Onlus.

“Ho cercato di riassumere le mille sfaccettature di questo viaggio fatto di commozione, di difficolta’ ma anche di sorrisi e di gioie, di risate e di allegria che apparentemente stridono con il contesto ma parlano di vita, la vera mission del viaggio” racconta Alberto Rugolotto che insieme a Giuseppe Milano, direttore di Tg Parma,  ha documentato 4 giorni di viaggio verso Auschwitz.

Non cerca pietismi Emma ma complice consapevolezza di una scheggia di vita immersa di umanita’, quell’umanita’ “che forse sta venendo a mancare e rende sfuocato il vero senso della vita” commenta Emma, la moglie di Giorgio.
Con l’ironica leggerezza della profondità di chi coglie nel disagio un’opportunità di ascolto e traduce la sua esperienza in una lezione di vita, Emma racconta perche’ era cosi’ importante realizzare il sogno di suo marito Giorgio “la malattia prosciuga i dettagli, scarnifica le esigenze e scopre la vera essenza di una persona e, forse, il vero significato di un’appartenenza all’unisono con la vita intera. Resta intatta l’anima pura come un cristallo. Un’idea del mondo, una filosofia di vita che aspira al recupero delle origini, un ‘desiderio antico’ che rivela un’esigenza di conoscenza e di consapevolezza vitale. La magia dell’empatia ha fatto il resto”

“Cercavo un respiro comune – riferisce Giorgio Foglia in un’intervista comparsa sul notiziario dell’Assistenza Pubblica di Parma- respirare con loro per ritrovare un’origine, per capire. La mia malattia mi impedisce i movimenti e l’autonomia, una costrizione simile al destino delle persone rinchiuse qui, ad Auschwitz, alle quali e’ stato impedito di scegliere. Forse volevo regalare loro un cenno di libertà e di volontà che mi ha fatto arrivare fin qui e che a loro e’ stato impedito”

“Un unico rimpianto- prosegue Giorgio Foglia– Avrei voluto rimanere solo per un attimo, per riconoscermi, per ascoltare le loro parole e per sentirmi parte dell’umanità ma non e’ stato possibile.”

“Andare ad Auschwitz e’ un’urgenza di ritorno all’origine…Ma la vita non e’ distrazione, e’ invece attenzione-si legge sul progetto di viaggio ‘Desiderio antico’ di Giorgio Foglia- Ed e’ un atto profondamente vitale affermarlo in un’epoca in cui prevale l’intorpidimento, l’anestesia, la disattenzione, la trascuratezza. Recuperare lucidità, estetica e attenzione. Amore. Non distogliersi dalla vita ma starci. Attraversarla in tutta la sua meravigliosa e terribile vastità. Un viaggio per sentirsi vivi e insieme.”

 

 

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