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Enolibreria Chourmo: il connubio perfetto, libri e buon vino fanno cultura in Oltretorrente

di Titti Duimio  

Chourmo in provenzale, significa la ciurma, i rematori della galera. A Marsiglia, Le galere, le conoscevamo bene. Per finirci dentro non c’era bisogno, come secoli fa, di aver ucciso il padre o la madre. No, oggi bastava essere giovane, immigrato o non… Lo scopo del Chourmo era che la gente si incontrasse. Si ‘immischiasse’ come si dice a Marsiglia. Degli affari degli altri e viceversa. Esisteva uno spirito Chourmo. Non eri di un quartiere o di una cité. Eri Chourmo. Nella stessa galera, a remare! Per uscirne fuori. Insieme”

Cosi’ lo scrittore Jean-Claude Izzo nel secondo romanzo della sua trilogia (Chourmo-Il cuore di Marsiglia 1996) spiega il termine chourmo, e cosi’ si chiama l‘enolibreria a Parma nel cuore dell’Oltrettorrente, anima multietnica della citta’.

‘Per uscirne fuori.Insieme’ ma fuori da dove? Lo abbiamo chiesto ad uno dei titolari e fondatore del locale Antonio Chiari, medico dentista prima e commerciante di mobili e tappeti orientali poi, appassionato di libri e ricercatore di idee.

‘Ho aperto questo posto 3 anni fa con due soci per contrastare la disattenzione cronica di questa societa’ all’elaborazione di un pensiero critico, velocita’ e cultura d’immagine unita ai micro impulsi quotidiani che arrivano dal web hanno appiattito e modificato il sistema di conoscenza e di relazioni. Nel passato si leggeva un libro, si vedeva un film o si ascoltava musica con il lusso del tempo per metabolizzarne il messaggio e per assorbirne l’essenza, costruendo pezzo dopo pezzo un pensiero autonomo che creava un modo di vivere e vedere le cose. Ora gli input sono velocissimi e immediati, ci si nutre di informazioni rapide e parcellizzate che si inseguono a ritmo frenetico togliendo spessore all’ascolto e alla capacita’ di memoria. Da qua volevamo uscire restituendo un luogo in cui la lettura di un libro fosse accompagnata dal piacere di un gesto contemplativo di un bicchiere di buon vino. Siamo passati dal lecture-brain al digital-brain, dalla ricerca di un’elaborazione di senso alla mancanza di senso pre-confezionata: bisogna ricostruire un percorso utilizzando la tecnologia senza farsi annullare, ce lo insegna la storia: Socrate contestava il passaggio dalla cultura orale a quella scritta e, in tempi piu’ recenti, anche la televisione che ha sostituito vecchi modi di fare informazione e formazione, tutto sta nell’utilizzare gli strumenti senza perdere la centralita’ del pensiero del singolo e il nutrimento per la memoria.’

Fornire pause di riflessione ad una quotidianita’ caotica, attimi di rigenerazione e di contemplazione da contrapporre all’imperativo dell’azione costante, questo propone l’associazione culturale Chourmo con le sue iniziative che spaziano dalla musica all’arte figurativa, dalle conferenze filosofiche alla presentazione di libri.

‘Tutto al di fuori del cosiddetto mainstrem- specifica Antonio Chiari– con cadenza quindicinale e senza inflazionare l’offerta di eventi, contro l’obbligo di proposte continue che rendono tutto un ‘eventificio’ perenne per soddisfare il bisogno di divertimento che trovo ridondante e volgare al limite del pornografico!’

Quello che e’ certo e’ che questo non e’ un luogo provinciale, potrebbe essere in qualsiasi altra citta’ europea per parlare della stessa cosa con lo stesso linguaggio ideale e visionario, tra mobili antichi recuperati nel pieno rispetto dell’ambiente, scaffali di libri selezionati che raccontano idee e progetti e suggeriscono percorsi liberi. Come i vini proposti per ‘incontrare’ nuovi dialoghi, tutti rigorosamente bio e prodotti naturalmente quasi per ricordare che c’e’ ancora un modo di vivere che non richiede artifici e funziona perfettamente sfiorando l’eccellenza.

Alle pareti, nel giorno di chiusura di stagione, le fotografie di una giovane promettente artista Alessia Leporati che, nella perfetta filosofia del luogo, esprime il suo progetto artistico senza voler spiegare altro di quello che lo scatto di un attimo ha isolato dal tempo in un ‘per sempre’ soggettivo solamente suggerito.

Fotografia di Alessia Leporati- Le memorie di Ariel 2016

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