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Dell’Utri: “Via Burla? Un lager”

Via Burla Parma

“Abbiamo un ordinamento carcerario ottocentesco, primitivo, che non ottempera alla rieducazione, non vedo i bagliori del pensiero contenuto nella nostra Costituzione. Io ho fatto un’esperienza a Parma di due anni e quattro mesi a Rebibbia: Parma è un lager, Rebibbia a confronto è un hotel a cinque stelle. Ogni carcere è un principato: ci sono regole per ogni carcere, non c’è una certezza in niente. Il carcere è fatto per punire non per l’espiazione e la rieducazione, e se uno deve soffrire che soffra pure”.

Lo afferma Marcello Dell’Utri intervenendo al Congresso del Partito Radicale in corso nel carcere romano di Rebibbia.

“Ci sono due Paesi – spiega Dell’Utri – uno quello dei detenuti, l’altro è quello che c’è fuori, che inizia con il ministro di Grazia e Giustizia e tutti i suoi rappresentanti. Ci raccontano cose che fanno sperare l’altra Italia che è detenuta ma purtroppo non accade nulla o quasi nulla, le cose non cambiano mai; c’è una grande viscosità.

Grazie a nome di tutti i miei colleghi detenuti, che sono qui e anche di quelli che ho conosciuto e non sono qui – dice poi rivolgendosi ai radicali – siete gli unici che vi occupate veramente di giustizia e detenzione, osserva l’ex senatore facendo presente come Radio Radicale sia una delle voci più ascoltate in carcere».

Dell’Utri riesce anche a essere ironico: “Tanti di noi stiamo in cella a fare cosa? A guardare la televisione. Ora io non posso parlar male della televisione… però devo dire che se non ci fosse in carcere sarebbe meglio: abbrutisce. E invece la biblioteca, è un ‘flatus vocis’. Ancora non ho visto quella di Rebibbia ma a Parma, dove ero diventato bibliotecario, non c’era, era un magazzino. Ho cominciato a mettere a posto gli scatoloni un pò per volta ma ho lasciato il lavoro a metà perchè sono venuto a Roma”.

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