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Stroncata un’associazione a delinquere per ricettazione di bici e moto: 8 arresti. Già emesse le prime condanne

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Veloci più delle moto che rubavano in giro per il Nord Italia, sono arrivate le prime condanne per gli indagati dell’Operazione Centauro. In sedici sono sfilati in sede di udienza preliminare davanti al giudice Alessandro Conti, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, furto e ricettazione di moto e biciclette di pregio. In nove sono stati rinviati a giudizio e ai primi di febbraio dovranno comparire davanti al tribunale di Parma, tra i quali anche i 5 latitanti ancora ricercati all’estero. Per altre sei persone, che hanno deciso di avvalersi dei riti alternativi, il giudice Conti, accogliendo le richieste del pm Giuseppe Amara, ha già emesso le condanne.

Al capo del gruppo, Serghey Urancovschi, giudicato con rito abbreviato, sono stati inflitti 4 anni e 2 mesi di reclusione, mentre hanno patteggiato Vitali Uranchovschi 3 anni e 10 mesi, Mihail Postu 2 anni e 4 mesi, Andrej Rusu 2 anni e 2 mesi, Nicolae Baciu un anno e 10 mesi, e Lidia Balatel 10 mesi e 20 giorni di reclusione. Dei sei condannati, soltanto i primi tre si trovavano agli arresti in carcere.

Organizzati, veloci, abili. Pluripregiudicati, con base a Parma, magazzino di stoccaggio della refurtiva a Milano, negozi da svaligiare in nord e centro Italia. Ma non solo, per un giro d’affari da decina di migliaia di euro a “botta.

Come dimostra il loro “giro”, qui documentato: Operazione Centauro.

Una banda di criminali dell’Est Europa, moldavi, alabanesi, romeni, plurioregiudicati per reati di genere, è stata sgominata dall’operazione “Centauro” condotta dai carabinieri di Parma, coordinati dal pm Amara.

Tra l’ottobre 2012 e maggio 2013, 22 razzie ai danni di concessionarie di moto e negozi di biciclette d’alta fattura, tra cui tre Yamaha “R1″ fatte sparire lo scorso Aprile da Moto Shop, alla Crocetta.

Uno dei tanti colpi. Altri a a Forlì, Cesena, Collecchio, Bologna, Reggio Emilia, Montecchio, Fano. La banda puntava moto da cross e motociclette di gran valore. Harley Davidson, Ducati, Kawasaki, Yamaha: merce che nel magazzino di Milano veniva smontata, portata all’estero con furgoni capaci di non attirare l’attenzione, poi rivenduta.

A Cesena sparirono 33 bici, sollevate con un cavo. Un furto da 74mila euro. Nel marzo del 2013, a Cavriago, 177 televisori del valore di 300mila euro, refurtiva recuperata.

Complessivamente, su un milione e quattrocento mila euro di merce rubata, solo poco più di 3oo mila euro non sono stati recuperati.

Lo scorso giugno, dopo un’accurata attività di pedinamenti, intercettazioni, ritrovamenti finti “casuali” per non insospettire i banditi, il gip Artusi ha emesso 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere per accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione.

Otto uomini di nazionalità ucraina, rumena e moldava sono stati rintracciati e arrestati. Quattro si trovavano in Italia, quattro invece sono stati fermati dalla polizia estera su mandato di cattura europeo tra Francia e Germania. Sette sono già nelle partrie galere, uno è in Austria, estradato lì a scontare una pena precedentemente comminata.

Altri cinque sono latitanti, identificati, all’estero, braccati. Tra loro il capobanda, ventinove anni, romeno, una collezione di alias, residente a Parma con la madre, la sorella e la moglie.

Su altre 17 persone pendono, a vario titolo, una trentina di capi d’imputazione, per favoreggiamento, aiuti vari. Mogli, madri, amiche e amici che li ospitavano, prestando loro cellulari e mezzi per spostarsi tra Italia e estero, rubare e sparire.

Impenetrabili dagli italiani, per non far filtrare nulla, residenti in Italia, ma senza lavoro fisso. Abili, veloci, esperti. Ora, in carcere, o con le forze del’ordine di ogni nazione alle calcagna. E per alcuni è già arrivata la sentenza di condanna. Ma per loro i guai non sono affatto finiti. Per i furti commessi in altre province, infatti, gli atti sono stati trasmessi alle procure della Repubblica competenti per territorio.

 

 

 

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