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Culatello, Spalla Cruda e Mariola diventano presidi Slow Food. Firmata l’intesa con la Regione

Siglato l’accordo tra Regione Emilia Romagna e Slow Food Italia per valorizzare il patrimonio enograstronomico regionale, promuovere un’agricoltura sostenibile, attenta al rispetto della biodiversità, al recupero dei sapori e delle tecniche produttive tradizionali e con un forte legame con cultura e tradizioni locali. L’obiettivo è dare sostegno ai 13 presidi Slow Food emiliano romagnoli: produzioni di eccellenza tra cui spiccano anche il Culatello di Zibello, la Spalla Cruda e la Mariola.

L’accordo prevede uno studio di progetti, un programma di iniziative per far conoscere le produzioni locali e l’arricchimento del patrimonio dei presidi Slow Food. A breve, infatti, si parla già dell’inserimento nella lista del carciofo violetto di San Luca, della ciliegia moretta di Vignola, della pecora cornigliese e della pesca dal buco incavato. Non mancheranno le occasioni di promozione dei prodotto sui mercati nazionali e internazionali, con un’attenzione particolare a quei prodotti che si differenziano per biodiversità e per valore di conservazione del patrimonio locale.

 

Puntiamo – ha sottolineato l’assessore Simona Caselli – a mettere l’accento sulle piccole realtà produttive, che rischiano di rimanere nascoste, ma che hanno prodotti di grande qualità. Sarà valorizzato anche l’importante lavoro delle persone, che custodiscono tecniche e tradizioni contadine, in grado di rivitalizzare interi territori”. Soddisfatto anche il presidente di Slow Food Gaetano Pascale che ha ribadito l’importanza dell’accordo per la valorizzazione delle produzioni locali: “La qualità e la complessità del cibo, per essere compresa appieno, deve essere raccontata, spiegata e fatta vivere. Solo mettendo in stretta connessione produttori e consumatori l’agricoltura di qualità, rispettosa dell’ambiente e dei lavoratori, può diventare la leva attraverso la quale in futuro miglioriamo i sistemialimentari, affinché possano garantire salubrità, equità sociale ed economica, ma anche tutelare un patrimonio storico, culturale e paesaggistico legato indissolubilmente al cibo”.

I presidi Slow Food dell’Emilia-Romagna 

Sono tredici, ad oggi, i presidi Slow Food del territorio emiliano romagnolo; 35, invece, le aziende impegnate nella produzione:

  • Anguilla marinata in Aceto delle Valli di Comacchio
  • Culatello di Zibello
  • Mariola delle aree collinari piacentine e della Bassa Parmense
  • Mortadella di Bologna
  • Pera Cocomerina dell’Alta Valle del Savio
  • Raviggiolo dell’Appennino Tosco Romagnolo
  • Razza Bovina Romagnola
  • Razza Suina Mora romagnola a rischio scomparsa
  • Sale marino di Cervia
  • Salmerino del Corno alle Scale
  • Salumi rosa del Bolognese e del Cento-Pievese
  • Spalla Cruda della Bassa Parmense
  • Vacca Bianca modenese

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