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Aeroporto Verdi: cassa integrazione per 25 dipendenti. Chiacchio (Cgil): “Amaro in bocca dopo la conferenza dalle tante promesse”

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A meno di una settimana dalla grande presentazione all’aeroporto Verdi arriva una notizia un po’ meno rincuorante. Il 10 ottobre scorso era stato annunciato dal presidente del Verdi, Dalla Rosa Prati, che l’aeroporto di Parma avrebbe avuto un roseo futuro puntando soprattutto sul cargo. Una conferenza stampa che ha visto la partecipazioni di numerose personalità pubbliche e cariche ufficiali: tra cui Stefano Bonaccini, Federico Pizzarotti, Filippo Frittelli, Alberto Figna. (leggi Aeroporto Verdi: 12 milioni dalla Regione e 5 dagli industriali, si punta sui cargo). 

Oggi la notizia che la Sogeap, società che gestisce il Verdi, ha chiesto la cassa integrazione per per 25 lavoratori. Intanto, a breve, anche la cancellazione dei voli Parma-Londra di Ryanair dal 1 novembre.

Ora i dipendenti sono in trattativa, mediati dai sindacati. Una mancanza di liquidità avrebbe costretto l’azienda a chiedere tali misure. La cassa integrazione verrebbe anche motivata dal fatto che, in vista della cancellazione di alcuni voli, l’aeroporto penserebbe di ridurre le ore di apertura dello scalo e quindi avrebbe bisogno di meno personale.

Non c’è stata ancora una lettera formale ai sindacati da parte dell’azienda ma di fatto è tutto ufficiale. Questa mattina si è già tenuto un incontro tra le parti per parlare della situazione e il prossimo 25 ottobre si terrà il prossimo. I 25 dipendenti che si son visti arrivare la prospettiva di una imminente cassa integrazione sono soprattutto quelli operativi. I dipendenti dell’amministrativo non sembrano essere toccati dalla nuova misura di taglio dei costi. “Sembra un tentativo maldestro di fare cassa e una richiesta che non risolverà di certo i problemi. Le cose non cambieranno molto se ci saranno due o tre persone in meno in turno quando mancano 2,5 o 3 milioni di euro per far funzionare tutta la macchina dell’Aeroporto Giuseppe Verdi. Sono palliativi più che correttivi” ha dichiarato Paolo Chiacchio, segretario generale Filt Cgil.

Secondo Chiacchio la volontà dell’azienda sarebbe quella di poter chiamare i dipendenti solo a necessità, una sorta di lavoro a chiamata quando vengono programmati dei voli in più. La richiesta poi arriva senza tanti sentori di allarme. “Vorrebbero una maggiore flessibilità ma non è ammissibile che una persona non sappia se il giorno dopo dovrà fare solo due ore o di più. O che possa lavorare solo un giorno e due no -continua il segretario di Cgil – La posizione del sindacato è che non si possa chiedere la cassa integrazione per fare soldi invece che per dei reali esuberi. Per quanto riguarda la concessione di alcuni part-time si parla di decisioni individuali, nel caso ci siano dipendenti che volessero richiederlo l’azienda sarà ovviamente ben disposta ma quello che la Sogeap chiede oggi è la cassa integrazione. Se non ci sono soldi torniamo indietro a 2 anni fa quando si è rischiata la liquidazione”.

Solo l’anno scorso i conti del Verdi erano stati rimpinguati dagli industriali di Upi con 5 milioni di euro. Soldi che hanno riportato l’aeroporto ad avere liquidità, a quanto pare, per poco più di un anno.

Le dichiarazioni fatte lo scorso 10 giugno in pompa magna “lasciano con l’amaro in bocca – commenta Chiacchio – Non ci convince il fatto che abbiano fatto una conferenza stampa sullo sviluppo che ha sentito il presidente della Regione promettere 12 milioni per ampliare le infrastrutture e solo qualche giorno dopo si chieda il taglio dell’organico. Inoltre manca totalmente un piano industriale vero. Non c’è chiarezza nemmeno sui tempi di questi progetti futuri”. Secondo i sindacati un ridimensionamento del personale potrebbe essere coerente solo se si disponesse di un programma effettivo che converti l’attività e si indirizzi realmente ai Cargo. Programma che al momento sembra fumoso. “Si parlava di una conversione a tre anni ma come ci arriviamo al 2018? Con un aeroporto chiuso o con dipendenti che lavorano un giorno si e uno no?” conclude amaramente Chiacchio.

(aribe)

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