La Fondazione Franco Maria Ricci in collaborazione con il Comune di Parma e l’associazione 24FPS presenta giovedì 1° ottobre alle ore 21 presso il Cinema Astra di Parma la proiezione del film dedicato a Milo Manara alla presenza dell’artista e della regista Valentina Zanella. L’occasione è l’apertura della mostra VISIONI. Milo Manara nel Labirinto in programma al Labirinto della Masone dal 3 ottobre 2026 al 6 gennaio 2027, promossa dalla Fondazione Franco Maria Ricci e realizzata in collaborazione con COMICON.
“Manara” è un documentario realizzato per l’ottantesimo compleanno dell’artista celebrato lo scorso anno, che rende omaggio a questo protagonista della cultura italiana raccontandone l’opera, la vita e le passioni. Con la regia di Valentina Zanella e scritto da Tito Faraci, Federico Fava e Valentina Zanella stessa, il film è una produzione K+ con il contributo di Regione Veneto e con il sostegno di Veneto Film Commission.
Tra i più importanti autori del fumetto contemporaneo, Milo Manara ha costruito nel corso di oltre cinquant’anni un universo figurativo capace di dialogare con la letteratura, il cinema e la grande tradizione artistica occidentale. In questo documentario che ne celebra la carriera, sono stati chiamati a festeggiarlo anche uno straordinario gruppo di sodali, colleghi e ammiratori tra scrittori, musicisti, fumettisti e personalità dello spettacolo: Paolo Bacilieri, Boris Battaglia, Matteo Bussola, Paolo Conte, Gisèle De Haan, Elodie, Fumettibrutti, Jacques Glénat, Mario Gomboli, Tanino Liberatore, Vincenzo Mollica, Luisa Manara, Frank Miller, Nicola Piovani, Valeria Parrella, David Riondino, Fulvia Serra, Cristina Taverna.
L’ingresso alla proiezione è gratuito e libero fino a esaurimento posti. Prenotazione consigliata (whatsapp o sms) 366 2376453.
Dal 3 ottobre al Labirinto della Masone sarà poi possibile visitare la mostra VISIONI. Milo Manara nel Labirinto, che attraverso una significativa selezione di tavole originali, illustrazioni e materiali preparatori provenienti dall’archivio dell’artista, da collezioni private e da prestatori internazionali, propone uno sguardo inedito sull’opera di Milo Manara seguendo un filo che attraversa gran parte della sua produzione: quello del labirinto, inteso come spazio dell’immaginazione, del mito e della ricerca interiore. L’esposizione invita a percorrere questo immaginario da una prospettiva nuova, mettendolo in relazione con il Labirinto della Masone e con l’universo culturale di Franco Maria Ricci, profondamente segnato dall’opera di Jorge Luis Borges.
Per Borges il labirinto rappresentava una costruzione mentale e narrativa, simbolo dell’infinito, della conoscenza e delle possibilità del racconto; Franco Maria Ricci ne ha realizzato una traduzione architettonica; Manara, infine, ne sviluppa una personale interpretazione all’interno della propria produzione fumettistica e illustrativa, costruendo mondi in cui realtà, immaginazione e memoria si intrecciano continuamente. È da questo dialogo che prende forma il percorso espositivo, assumendo il labirinto come filo conduttore capace di far emergere rimandi, affinità e suggestioni tra opere appartenenti a stagioni diverse della produzione di Manara.
Per l’occasione, Milo Manara ha realizzato una tavola originale e inedita dedicata al Labirinto della Masone, un omaggio che va ad arricchire il percorso espositivo con una testimonianza unica del dialogo tra l’artista e il luogo che ospita la mostra.
Dal 2 ottobre, inoltre, sarà visibile nel Museo del Labirinto della Masone una delle macchine zootropiche di Virgilio Villoresi realizzata ad hoc, dal titolo “Babele Fantasma“. Regista e artista visivo, Villoresi porta avanti da anni una ricerca sulla sperimentazione artigianale dell’immagine, attraverso un linguaggio sempre personale e riconoscibile. Qui lo zootropio prende forma dalla Torre di Babele, figura profondamente legata all’immaginario di Franco Maria Ricci e a quell’universo di labirinti, architetture impossibili e visioni fantastiche che attraversa la sua storia editoriale. All’interno della Torre, Villoresi immagina un percorso onirico e perturbante, popolato da figure ispirate all’universo visionario di Alberto Martini, artista particolarmente caro a Ricci: personaggi enigmatici abitano la costruzione come presenze fantasmatiche, la percorrono, la possiedono e sembrano condurre lo spettatore sempre più in profondità nel suo mistero. Attraverso il movimento dello zootropio, le figure immobili prendono improvvisamente vita e la Torre si trasforma in una piccola macchina delle meraviglie; un gioco di apparizioni e illusioni ottiche che riconduce alle origini stesse del cinema e alla fantasmagoria, quando luce, movimento e persistenza della visione bastavano a evocare fantasmi e a rendere visibile l’impossibile.
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