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Lo Xiaomi 18 Pro avrà una caratteristica dei nuovi Samsung: ecco l’annuncio

Xiaomi ha confermato che i prossimi Xiaomi 18 Pro e 18 Pro Max vedranno il debutto in Cina il 23 settembre. Le prime indiscrezioni promettono specifiche ai vertici assoluti del mercato Android: un comparto tecnico pensato per garantire prestazioni di calcolo grafico e generale tra le più elevate mai viste su uno smartphone del marchio cinese. Tra le novità più interessanti c’è l’integrazione dello schermo privacy, la funzione resa celebre al grande pubblico dal Samsung Galaxy S26 Ultra: Xiaomi la riprende con un’implementazione che, secondo le prime indiscrezioni, risulta persino più versatile di quella della concorrenza coreana.

 

Vediamo come funziona questa tecnologia e quali sono i casi d’uso più interessanti per chi sta valutando uno di questi due nuovi flagship di fascia altissima.

Prestazioni al vertice per i nuovi flagship Xiaomi

Il pannello dietro lo schermo dei nuovi Xiaomi 18 Pro e Pro Max utilizza una matrice di sub-pixel RGB completa, punto forte di una tecnologia chiamata internamente SuperPixel 2.0. Questa è ciò che garantisce una nitidezza paragonabile a una risoluzione 2K a fronte di un minor consumo energetico: un compromesso tecnico tutt’altro che scontato da ottenere. Questo livello di efficienza si accompagna a un comparto prestazionale pensato per gestire senza rallentamenti anche i carichi di lavoro più intensi, dal multitasking spinto fino alle applicazioni più esigenti in termini di risorse grafiche e di calcolo.

 

Non stupisce che un salto di qualità del genere nelle prestazioni generali si traduca in vantaggi concreti anche per chi usa lo smartphone per l’intrattenimento digitale più esigente: dal mondo dei casino online ai videogiochi per smartphone, recentemente sempre più caratterizzati da esperienza “competitive” per cui la reattività è fondamentale.Il colosso cinese ha inoltre confermato che la coppia di flagship arriverà sul mercato cinese prima delle varianti internazionali, seguendo la consueta strategia di lancio scaglionato adottata dall’azienda negli ultimi anni per i propri modelli di punta più attesi.

Lo schermo privacy: come funziona e a cosa serve davvero

La funzione dello schermo privacy è stata introdotta nel mercato mainstream con il Samsung Galaxy S26 Ultra e porta tale nome perché attraverso una combinazione di hardware e software è in grado di alterare fisicamente la direzione della luce emessa dai pixel: il contenuto resta perfettamente visibile guardando il display di fronte, mentre la luminosità percepita crolla drasticamente oltre i sessanta gradi di angolazione laterale, rendendo lo schermo illeggibile a chi guarda di sfuggita.

 

Tale implementazione è stata raffinata ulteriormente da Xiaomi, ben oltre il lavoro fatto finora da Samsung. Lo schermo di Xiaomi, infatti, è in grado di funzionare in tale modalità anche in contesti finora esclusi dalla concorrenza come le finestre flottanti, la modalità split-screen e alcune notifiche sulla schermata di blocco, senza richiedere impostazioni aggiuntive da parte dell’utente.

 

Tra i casi d’uso più immediati c’è naturalmente la protezione della privacy durante conversazioni private o quando sullo schermo compaiono dati sensibili, ma la funzione si rivela utile anche per chi preferisce tenere riservate le applicazioni che si tengono aperte sul telefono, come quella riservata a una partita di blackjack giocata mentre ci si trova sui mezzi pubblici, senza che occhi indiscreti possano osservare lo schermo da un’angolazione laterale.

 

Resta da vedere quanto rapidamente altri produttori Android seguiranno l’esempio di Samsung e Xiaomi: il 2027 sembra essere l’anno di questa nuova tipologia di schermi, resta da capire se ci sarà ulteriore spazio di manovra andando avanti.

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