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Amedia Milan: l’hotel che ha smesso di ospitare e ha iniziato a vibrare

photocredit: COURTESY OF ag.beyond the rules

Milano, ore 19. Una lounge. Cocktail laccati. Luci basse. Ma qualcosa vibra fuori asse.
Non è la solita apertura modaiola con bollicine e playlist Spotify. È altro. È Mystic Art Cocktail, ed è andato in scena all’Amedia Hotel Milan come se fosse una performance segreta nel retro di un concept store di Tokyo.

In consolle: Antonio Di Martino, DJ e architetto del suono, uno che non fa intrattenimento ma atmosfere. Niente drop da apericena, solo ritmo che scivola sotto pelle.

VIDEO LOUNGE – AMEDIA – federica_foschi_general_manager

Al centro della visione: Federica Foschi, direttrice dell’hotel e mente lucida. Una che non vuole solo ospiti: vuole persone sveglie, presenti, dentro.

Il concept? Curato da Beyond the Rules. E il nome non mente.
Tutto è stato orchestrato come un set a bassa voce, ma altissima intensità. Nessun logo gigante, nessuna influencer distratta. Solo dettagli che parlano.

Tipo: il personale di sala che sorride davvero. Gli sguardi che si incrociano senza bisogno di badge. 

Le mani che toccano tessuti come se ascoltassero.
Lo staff Amedia? Presente. Dentro. Vivo. Parte integrante della coreografia emotiva. Non figuranti. Non comparse. Ma esseri umani che abitano il racconto con naturalezza.

E poi c’è lei: Elena Brovelli.


Che ormai non è più solo una rivelazione. È un dispositivo. Un codice. Un portale morbido verso un altrove che ha la consistenza del raso, ma lo spessore di un’onda d’urto.

Le sue opere, già viste da Porsche, al Festival di, Sanremo passando per Milano Unica, Fondazione De Marchi, Fondazione FIRA e una personale su 800mq durante la Design Week, non sono in mostra. Sono lo spazio.

Dentro la Immersive Room, il pubblico si muove come in un rituale muto: parole sospese, un video in loop, la sensazione costante che qualcosa si stia trasformando sotto i tuoi piedi.

E poi: l’epilogo. O forse l’inizio.
Una pesca di parole. Un Ching portafortuna da tenere nel portafoglio e leggere solo quando serve. Se serve.

Mystic Art Cocktail è quello che succede quando chi fa ospitalità si stanca di fare “ospitalità”.
E decide di creare uno spazio dove nulla è casuale e tutto è reale.

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