Home » Senza categoria » Slow Food: la salute passa per la tavola

Slow Food: la salute passa per la tavola

L’Italia è da sempre considerata la patria del cibo, le cui tradizioni culturali ci hanno reso famosi in tutto il Mondo, attirando l’attenzione di milioni di turisti desiderosi di assaggiare le antiche ricette che sopravvivono ancora oggi sulle nostre tavole.

Non è un caso quindi che proprio nel nostro Paese sia nata l’associazione no profit internazionale Slow Food, che negli anni si è diffusa a livello globale, con rappresentanze presenti in oltre 160 paesi, divenendo un punto di riferimento per quanto concerne la buona alimentazione, il rispetto della biodiversità e il sostegno alla produzione dei piccoli agricoltori e produttori, con l’obiettivo di custodire le competenze che sono essenziali per il nostro futuro.

Come nasce Slow Food

Slow Food nasce a Bra, comune piemontese in provincia di Cuneo, nel 1986 dall’idea del suo fondatore, il gastronomo Carlo Petrini, con l’intento di creare un movimento internazionale basato sul mangiare sano, vivendo il pasto come un piacere, in contrasto all’odierna società nella quale il cibo spazzatura e la produzione massiva la fanno da padroni. Inizialmente nota con il nome ArciGola, nel tempo la sua importanza è cresciuta, diffondendosi in tutto il Mondo e promuovendo le buone pratiche alimentari, fondamentali per la salute e la sopravvivenza dell’umanità.

Il motto dell’associazione “Buono, pulito e giusto” riassume pienamente la mission dell’associazione no profit che ha come obiettivo principale promuovere il mangiare sano, la tutela dell’ambiente e delle biodiversità e il supporto a quelle realtà che utilizzano le antiche metodologie di produzione e coltivazione, rispettando i tempi dettati dalla natura e dando uno slancio continuo alla qualità e al piacere sensoriale del cibo.

La chiocciolina simbolo dell’associazione è ormai divenuto un marchio riconoscibile di affidabilità e competenza enogastronomica e rappresenta perfettamente quella “lentezza” necessaria e indispensabile che lo “slow-food” porta avanti ormai da quasi 40 anni.

L’attenzione alle tematiche di Slow Food è stata tale da coinvolgere enti e istituzioni governative ed internazionali e, nel 2004 l’associazione ha fondato l’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo, una frazione di Bra, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Regione Emilia-Romagna, oltre a una casa editrice con la quale pubblica costantemente guide, manuali, saggi e itinerari enogastronomici che ben illustrano la sua filosofia.

Slow Food ha anche creato una Fondazione per la Biodiversità, ponendo l’attenzione sulla salvaguardia dei sistemi ecologici e la varietà degli organismi viventi che li caratterizzano.

Slow Food: l’importanza della formazione

Mangiare bene e alimentarsi in modo sano, lo sappiamo, può davvero fare la differenza per la salute di tutti noi, a prescindere dall’età e dalla propria condizione. Una evidenza che viene però spesso ignorata, stante la velocità e i ritmi frenetici che la società ci impone, costringendoci a rendere il pasto un momento da portare a termine nel minor tempo possibile mediante l’uso di prodotti intermedi o finiti industriali che purtroppo sempre con maggiore frequenza affollano gli scaffali dei supermercati. 

In questo senso, assume quindi massima importanza la consapevolezza e la conoscenza della corretta alimentazione, un elemento che deve essere assimilato fin da piccoli, con una formazione specifica che, soprattutto negli ultimi anni, sta prendendo sempre più piede anche all’interno dell’ambiente scolastico.

Sono sempre di più infatti i programmi educativi che contemplano l’apprendimento della giusta alimentazione, con campagne mirate e appuntamenti nazionali e internazionali dal grande richiamo di pubblico in età scolare per riscoprire davvero il gusto e il “sapore vero” del buon cibo.

Tra le iniziative più importanti organizzate da Slow Food, c’è sicuramente “Terra Madre”, una rete mondiale creata nel 2004 che ogni anno si dà appuntamento per condividere le criticità dell’agricoltura intensiva e dell’industria alimentare di massa delle varie comunità internazionali impegnate a proteggere le tradizioni culturali e gastronomiche locali della propria area geografica d’appartenenza. Incontri che spesso vedono la partecipazione di scuole e università, che hanno capito l’importanza prioritaria di far conoscere a bambini e ragazzi quei concetti che non possono più rimanere sconosciuti, fondamentali per il futuro di tutti noi.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*