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‘Il piacere ricomincia da Traversetolo ‘-Vittorio Sgarbi in visita al museo Renato Brozzi

Il Piacere ricomincia da Traversetolo”. Ha subito pronto il “titolo” per la sua visita a Traversetolo e, in particolare, al museo Renato Brozzi e alla mostra sulla scultura animalista italiana tra Otto Novecento, Vittorio Sgarbi. E, da raffinato conoscitore ed estimatore dell’artista locale, gioca sul rapporto di amicizia e committenza che legava lo scultore e incisore con il poeta Gabriele D’Annunzio.

Mattinata traversetolese, che ha un po’ il sapore della ripartenza post lockdown, per il critico e storico dell’arte, nonché saggista, politico e opinionista Sgarbi, che ha visitato gli spazi museali e l’esposizione accolto dal sindaco Simone Dall’Orto e dagli assessori Elisabetta Manconi e Michele Lanzi. Narratrice dell’allestimento è stata per lui Anna Mavilla, curatrice onoraria del museo nonché, con Alfonso Panzetta, della mostra.

Un tuffo nel passato, per Sgarbi, che ha ricordato come, negli anni ’70, avesse l’occasione di frequentare Traversetolo quando si recava a trovare Mario Lanfranchi, regista e grande collezionista d’arte, nella sua villa cinquecentesca a Santa Maria del Piano. E una immersione, anche, tra le opere di un artista, Renato Brozzi, per il quale ammette di avere da sempre nutrito una grande passione. Tanto da possedere, da collezionista raffinato qual è, una delle sue opere, l’“Aquilotto appollaiato su sperone di roccia” che, in esemplare simile su base diversa, è anche in esposizione.

Un bellissimo museo, e un allestimento fatto a regola d’arte”: lo studioso si è dimostrato entusiasta ed è stato generoso di complimenti verso gli amministratori e i curatori della mostra, della quale ha apprezzato non solo i tanti capolavori e gli autori rappresentati, “da riscoprire e valorizzare”, ma anche la cura degli allestimenti, “che intelligentemente mettono a confronto, sullo stesso animale rappresentato, le sensibilità diverse di artisti differenti”. “Traversetolo – ha aggiunto – si deve sentire onorata di avere avuto un artista come Brozzi”.

Con la verve che lo contraddistingue ha seguito con attenzione tutto il percorso e apprezzato molte opere in mostra, commentandole da profondo conoscitore con Anna Mavilla: dalle Rondini di Tomai all’Allegoria marina, un piatto in argento sbalzato di Cornelio Ghiretti con cornice in ferro battuto di Umberto Bellotto, dalla Cagnolina gravida di Troubetzkoy ai Cuccioli di leone di Tosalli, dalla Gazzella egiziana di Righetti ai Trofei di caccia e pesca di Minari.

E, naturalmente, Sgarbi ha manifestato grande interesse per tutto quanto in esposizione di Renato Brozzi, tanto da voler andare ad ammirare, una volta uscito dal museo, anche la Vittoria angolareposta sulla facciata del municipio e da arrivare ad appassionarsi e a offrire suggerimenti artistici concreti sul nuovo ingresso del museo che, a breve, verrà aperto.

Museo Renato Brozzi

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