Home » Cultura&Spettacoli » Teatro delle Briciole quale futuro? ‘Ecco il nostro grande racconto dei fatti’-Armenzoni e Belledi spiegano il loro punto di vista

Teatro delle Briciole quale futuro? ‘Ecco il nostro grande racconto dei fatti’-Armenzoni e Belledi spiegano il loro punto di vista


Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo la lunga lettera di Flavia Armenzoni e Alessandra Belledi che ripercorre le tappe della querelle tra Teatro delle Briciole e Solares Fondazione delle Arti iniziata la scorsa estate con la rimozione dall’incarico dell’intera direzione artistica del teatro e che ancora non ha trovato una soluzione per garantire la produzione teatrale di una delle più importanti e riconosciute eccellenze culturali della città proprio nell’anno 2020 in cui Parma rappresenta la cultura italiana.

“Dopo un lungo silenzio concordato per una serie di motivi- ci spiegano Armenzoni e Belledi-vogliamo rispondere ai tanti cittadini e colleghi che non hanno capito la nostra vicenda e la nostra posizione . Abbiamo scritto questo nostro “grande racconto” raccontando il nostro punto di vista”

SULLA VICENDA TEATRO DELLE BRICIOLE E FONDAZIONE SOLARES QUALE FUTURO PER IL TEATRO DELLE BRICIOLE ?

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA- IL NOSTRO GRANDE RACCONTO

Il mondo teatrale e i cittadini di Parma continuano a chiedersi e a chiederci quale è il futuro del Teatro delle Briciole. Abbiamo rispettato la volontà comune di iniziare l’anno 2020 con un’atmosfera più serena. Ora ci sembra il momento di rimettere al centro delle questioni fondamentali e fornire i chiarimenti che molti ci chiedono, perché alcuni elementi della vicenda si sono persi.

Partiamo da quello che per molti è stato l’inizio: la delibera del Cda del 27 giugno 2019.

Quello che per il Consiglio di Amministrazione della Fondazione viene dichiarato un “ribaltone” necessario per il bene della Fondazione stessa, causato dal lungo periodo di conflittualità personali tra Direzione del Teatro delle Briciole (Area Teatro delle Fondazione) e Cda di Solares, per noi è una revoca senza motivo di un incarico della direzione artistica e organizzativa con termine a fine 2020. Revoca illegittima, perché il nominativo della direzione deve, per statuto, essere indicato dal socio fondatore di riferimento, e un gesto irresponsabile verso il Teatro delle Briciole, i suoi lavoratori, il suo pubblico.

Motivi di conflittualità personali tra il Presidente della Fondazione e la Direzione del Teatro del Teatro delle Briciole? I contrasti ci sono a causa di anni di sterile confronto e di visioni gestionali incompatibili. E’ però elusivo del problema sostenere che la crisi nasce da questi, anzi è un tentativo di sviare.

La questione è davvero oggettiva e la sua oggettività è assolutamente documentabile.

Vogliamo ripercorre le tappe di questo “grande racconto”:

IL PASSATO – la fusione – le prime difficoltà.

I motivi della fusione tra il Teatro delle Briciole e l’allora Cooperativa Edison ,che fa nascere Solares Fondazione delle Arti, sono ricordati nella conferenza stampa del 28 giugno 2019 e vanno ricondotti al contesto politico, economico e culturale di quel periodo (2005-2007).

Le aspettative erano di creare un’unica realtà multidisciplinare che contenesse quattro aree di attività – teatro, musica, arte visiva/eventi, cinema d’essai – per rafforzare il rapporto con le istituzioni locali e regionali, implementare progetti territoriali e non, trovare benefici strutturali realizzando economie di scala.

Lo statuto di Solares indica: “La Fondazione prosegue l’attività artistica, senza cambiarne contenuti e indirizzi, della società cooperativa “NEONEMO – S.C.”(ex-Edison) e della Società Cooperativa “TIDIBI’ – S. c.” (già Teatro delle Briciole) ”.

L’obiettivo primario non è mai stato l’integrazione fra le aree di attività.

Presupposto della nuova struttura è sempre stato innanzitutto il mantenimento delle attività stabili

-Teatro delle Briciole, attività musicali, rassegne del Cinema Edison-, e la loro autonomia economica organizzativa e progettuale, così come indicato in statuto.

Nessun progetto “multidisciplinare” poteva sostituirsi o realizzarsi con le risorse ordinarie dei budget dei settori esistenti. Negli anni non sono stati mai reperiti finanziamenti ulteriori e specifici per progetti trasversali tra le aree.

E per essere molto chiari, attingere alle risorse del Teatro delle Briciole per coprire costi di altri settori della Fondazione, non è la realizzazione del progetto multidisciplinare immaginato nella fusione.

Le quattro aree hanno sempre avuto autonomia gestionale ed economica, nonché finanziaria.

Pertanto le difficoltà della Fondazione sono con evidenza riconducibili, fin dai primi anni, alla progettualità dell’Area Arte/Eventi, che invece in precedenza aveva un’attività florida e una parte istituzionale molto più consistente.

Come membri del Cda, come direttrici, come soci fondatori, ci siamo sempre mosse con la volontà di trovare soluzioni solide, che rispettassero le normative e una corretta e trasparente amministrazione delle risorse, nella convinzione che fosse un bene per tutta la Fondazione tutelare il patrimonio Teatro delle Briciole ed evitarne una trasformazione progettuale. Un’ attività stabile e continuativa della Fondazione che ha sempre dimostrato di avere sostenibilità economica e finanziaria.

Quando dal 2008, per problemi legati anche alla crisi economica mondiale, non si realizzano importanti progetti previsti nell’Area Arte/Eventi, come consigliere proponiamo una ristrutturazione aziendale del settore in sofferenza che, purtroppo, deve passare anche da una riduzione del personale del settore Arte, in accordo con i sindacati.

Contemporaneamente i responsabili del settore in crisi (Arte/Eventi), e consiglieri di amministrazione, si concentrano nel cercare progetti extraterritoriali, soprattutto internazionali, che portassero risorse, esplorando nuovi mercati e cercando nuove attività. Peraltro non tutte le proposte hanno trovato l’approvazione unanime del Cda di allora, sempre più spesso procedure e progetti sono deliberati senza il nostro voto favorevole.

A fronte della mancanza di prospettive efficaci a breve e medio termine, alla ricerca di una soluzione duratura, nel 2013, i consiglieri Armenzoni e Belledi (Area Teatro) e Bandini (Area Musica) propongono al Cda un’operazione di natura straordinaria: uno studio di fattibilità per la separazione delle aree di attività di spettacolo dal vivo (Teatro e Musica) in un soggetto giuridico autonomo. Un’operazione che avrebbe portato a:

• Salvaguardare un patrimonio importante della Fondazione: le attività di spettacolo dal vivo (Teatro e Musica).

• Garantire il volume delle sovvenzioni percepite.

• Garantire la corretta destinazione dei contributi così come prevista dalle normative.

• Consentire la continuità dei due settori in grado di mantenere un equilibrio economico, patrimoniale e

finanziario e in grado di integrarsi progettualmente.

• Garantire la continuità di lavoro a tutte le risorse umane stabili della fondazione che la proposta

trasferiva totalmente nel nuovo soggetto.

• Rispettare l’esclusiva dello spazio voluto dalle normative dei contributi pubblici ministeriali e

comunali

• Favorire l’accesso al credito senza creare potenziali conflitti d’interessi tra le aree.

• Favorire la possibilità di creare una struttura snella ed elastica per il settore Arte/Eventi che non aveva commesse stabili .

Analisi elaborate non attraverso proclami sui giornali, ma indirizzate nelle sedi opportune e condivise con i lavoratori, con il Comune di Parma e con i sindacati.

La proposta è bocciata dal Consiglio, nonostante il parere favorevole del collegio dei revisori di allora, per le stesse motivazioni per cui in questi mesi non si è arrivati alla formulazione del progetto di separazione: l’incertezza della sostenibilità di entrambe le strutture da essa derivanti. Il Cda delibera invece una revisione dei costi strutturali che affronta e risolve solo in parte le problematiche.

Per volontà dell’amministrazione comunale dal 2014 sono separate le concessioni dei due spazi della Fondazione: il Teatro al Parco per il Teatro delle Briciole e il Cinema Edison per il resto delle attività della Fondazione. Anche le convenzioni delle attività sono separate con evidenza.

Nello stesso anno il decreto ministeriale ammette una sola domanda per struttura e costringe l’area musica all’uscita della Fondazione. Esce un consigliere di amministrazione – rappresentante della Società dei Concerti, che pur provenendo dall’ex cooperativa Edison – negli anni sosteneva insieme con noi un cambiamento radicale delle procedure e della progettualità dell’Area Arte/Eventi. Ogni processo gestionale in consiglio diventa più difficile perché sempre imposto dalla maggioranza appartenente all’area Arte/Eventi, che, secondo noi, stenta a riconoscere la propria crisi progettuale.

In questi difficili anni il nostro obiettivo è sempre stato quello di salvaguardare il Teatro delle Briciole, il cammino artistico e progettuale, una dimensione economica adeguata ai livelli di qualità attuali, affiancata da una correttezza amministrativa e gestionale e una disponibilità finanziaria tale da garantire corretti tempi di retribuzione per i lavoratori e i collaboratori.

Lo statuto della Fondazione evidenzia : “le sovvenzioni e i contributi sono vincolati alla realizzazione di specifiche attività culturali e di spettacolo. Finanziamenti e altri vantaggi di cui godono i soci, quali ad esempio i finanziamenti ministeriali o di altri enti pubblici, che vengono da questi trasferiti alla Fondazione per la prosecuzione delle attività, dovranno essere totalmente destinati all’attività per la quale si sono ottenuti “. Proprio per una più corretta applicazione dello statuto e delle normative sui contributi pubblici, da parte delle consigliere Armenzoni e Belledi (Teatro delle Briciole) viene studiato e proposto un passaggio risolutivo per la gestione finanziaria e organizzativa delle aree di attività, questione al centro divergenze con gli altri consiglieri, di cui vengono informati immediatamente lavoratori, istituzioni e sindacato.

Il 29 maggio del 2014 in Consiglio di amministrazione, con parere favorevole del Collegio dei Revisori, viene approvata l’adozione di una contabilità sezionale per i diversi settori di attività, oltre a una gestione separata e leggibile in contabilità dei flussi di cassa – entrate e uscite dei vari settori – di cui viene fatta una ricostruzione puntuale per gli anni precedenti. Delibera che ha permesso al Teatro delle Briciole, dal 2015 al 2018, di godere con serenità di una piena autonomia gestionale e finanziaria, mantenere i bilanci del teatro in equilibrio, far crescere il progetto culturale, sia artisticamente sia economicamente.

Nel 2016 l’area Arte ha reintegrato tutte le risorse di pertinenza del Teatro.

L’Area Arte ha realizzato il Sale della Terra di Salgado, che porta frutti economici, e si verifica una prospettiva molto prestigiosa che porterebbe incassi importanti senza investimenti iniziali: un documentario su Papa Francesco a firma di Wim Wenders.

In accordo con il Presidente Andrea Gambetta, le direttrici Armenzoni e Belledi non rinnovano le cariche in Cda, la via della separazione futura è una strada condivisa; con i documentari e altri progetti importanti avviati è ipotizzabile una futura sostenibilità di entrambe le strutture.

Qualcuno sostiene che la nostra uscita dal Cda possa aver recato un danno al Teatro delle Briciole. Chi fa questa affermazione non conosce il funzionamento del consiglio, in cui ormai eravamo in netta minoranza. Nessuna possibilità di indirizzare le analisi e le soluzioni verso la strada che riteniamo più corretta per la Fondazione. Tentare un controllo dall’esterno, come soci fondatori, ci è sembrata l’unica strada possibile verso un cambiamento netto e non più rimandabile.

Infatti, in questo periodo di estrema difficoltà, nessuno può negare che noi abbiamo dato l’allarme per tempo, molto prima del giugno 2019, come spesso ricordato, a tutti gli organi e i soggetti coinvolti. Ma per molto tempo si è preferito ascoltare la versione che erano inutili allarmismi, dovuti a un conflitto personale.

IL PRESENTE – IL FUTURO

Già nella primavera del 2018 si evidenziano le difficoltà finanziarie della Fondazione che si ripercuotono anche sul Teatro delle Briciole. Subito cerchiamo confronti con il Cda per ribadire il nostro disappunto sulla gestione delle risorse finalizzate di pertinenza del Teatro delle Briciole, la mancanza di adeguate pianificazioni economiche e finanziarie del resto della Fondazione. Vogliamo ottenere relazioni sulle problematiche, e avere prospettive concrete, dare un termine alle procedure di emergenza.

Richiediamo la riunione dei soci fondatori in cui, il 18 dicembre 2018, proponiamo come soluzione la separazione del Teatro delle Briciole. Ipotesi condivisa dal socio fondatore Comune di Parma che la ripresenta più volte al Cda, anche nel mese di giugno. Nella nostra analisi è questa la vera ragione della revoca del 27 giugno 2019. Grazie all’intervento tempestivo del Comune di Parma, il 2 luglio 2019 sono stati ripristinati temporaneamente gli incarichi e i contratti della Direzione, in vista della definizione di una separazione tra l’attività teatrale (Teatro delle Briciole Centro di Produzione teatrale) e quella dei settori arte/cinema, la cui soluzione tecnica è stata affidata a una commissione che a oggi non è arrivata a una proposta condivisa. La separazione del Teatro delle Briciole da Solares rimane un miraggio.

In questi mesi, per poter continuare l’attività, la direzione ha chiesto al Consiglio di amministrazione delle garanzie, da noi ritenute indispensabili per poter traghettare il Teatro delle Briciole verso una prospettiva certa, solida e definitiva – la separazione. Tali garanzie sono state da subito condivise e approvate dai lavoratori e collaboratori, sempre in riunioni informali, unica modalità a noi concessa.

Abbiamo chiesto al Consiglio di Amministrazione, la copertura economica e finanziaria per le attività teatrali, prima di procedere con contratti e formalizzazioni per la Stagione 2019-2020.

Nella situazione che abbiamo descritto, ci sembra buon senso, e non un dissidio tra soci o una questione di organizzazione interna. E’ una richiesta finalizzata soprattutto a dare certezza economica ai lavoratori e collaboratori, come più volte sottolineato da parte nostra anche per iscritto.

La recente affermazione del Cda che siano state accettate tutte le “richieste” dell’ex-direzione è un racconto che tutti sanno non corrispondere al vero. Le risorse per la stagione a oggi non sono ancora arrivate, e la separazione è molto lontano dall’essere siglata.

Quindi dei quattro punti fondamentali per proseguire nella gestione della stagione teatrale, solo due vengono concessi e solo il 4 dicembre, da parte del Cda : l’autonomia gestionale e finanziaria e l’incarico della direzione fino alla fine del 2020.

Il 4 dicembre dichiariamo per tanto che la nostra direzione è terminata.

Per noi mancano le condizioni indispensabili per poter avviare e gestire l’intera e complessa stagione 2019/2020. Non ci vengono fornite prospettive per la fine della gestione emergenziale . Non abbiamo notizie di un piano aziendale del resto della Fondazione. Il Cda non ci ha mai garantito la disponibilità delle risorse economiche e finanziarie per questa stagione, di cui è bene che si prenda la piena responsabilità. Noi ribadiamo l’insanabile divergenza sulla gestione delle risorse di pertinenza esclusiva dell’attività teatrale, che ha portato il Teatro delle Briciole a una grave sofferenza.

Da quel giorno la nostra più grande preoccupazione è stata quella di mettere in luce, insieme alla cittadinanza e alla comunità teatrale, l’importanza del progetto culturale che potrebbe essere a rischio. Quello che qualcuno ha interpretato come “personalismi”, la maggior parte dei lavoratori e collaboratori del Teatro delle Briciole ha apprezzato, invece, come un giusto riconoscimento all’operato di tutti.

Stiamo continuando quotidianamente a operare come socie fondatrici. Quando si arriverà a predisporre chiaramente e in forma sostenibile la separazione del Teatro delle Briciole dal resto delle attività della Fondazione, siamo pronte a rimettere a disposizione il nostro sapere e la nostra esperienza. Ci auguriamo con tutto il cuore che possa proseguire il percorso di questo patrimonio della città, del mondo teatrale nazionale e internazionale, un patrimonio di competenze professionali preziose e rare .

Siamo, però contrarie con fermezza alle soluzioni accennate e indicate dal Presidente della Fondazione in vari momenti, ma mai presentate con completezza, quali:

• un’importante contrazione dei costi del Teatro delle Briciole con la conseguente perdita di competenze, qualità progettuale, dimensione attuale dei contributi.

• un’apertura verso investitori privati senza una chiarezza condivisa d’intenti gestionali e artistici.

• un progetto evolutivo della Fondazione che debba per forza comprendere il Teatro delle Briciole senza che sia stato condiviso e approvato anche dai soci fondatori.

• un progetto “multidisciplinare” che comprenda una sala cinematografica o altro al Teatro al Parco con conseguente diminuzione dell’attività teatrale e il rischio di perdere il requisito di Centro di Produzione, oltre alla convenzione con il Comune, in esclusiva per le attività teatrali a causa del regolamento legato ai bandi.

• un “salvataggio” della Fondazione da parte di una struttura che non rispetti la progettualità storica, identitaria e culturalmente indipendente del Teatro delle Briciole

• “mettere addirittura in dubbio la permanenza di un teatro dentro al Teatro al Parco” come riportato in consiglio comunale

La nostra direzione ha sempre operato a stretto contatto con i lavoratori artistici, impiegati e tecnici del Teatro delle Briciole, condividendo in maniera trasparente e sincera le analisi di tutti i fatti passati e le possibili soluzioni sul presente e sul futuro. Il tutto, purtroppo, in riunioni informali, perché la Cgil non ha mai ritenuto opportuno dare ascolto al nostro punto di vista, se non in un primo informale incontro con il sindacalista l’1 febbraio 2019, che invece ha avuto un’interlocuzione costante con il Cda e il Comune di Parma; né ci è mai stata data la possibilità di poter parlare a una riunione sindacale, come soci o come direttrici.

Siamo convinte che non si possa più operare senza avere la certezza di una soluzione definitiva. Per noi, lo ribadiamo, è la separazione delle due anime della Fondazione con il valore e la dimensione attuale del ramo d’azienda Teatro delle Briciole, senza che questa venga ulteriormente depauperato.

Questa nuova fase deve, nelle nostre intenzioni, immaginare inedite soluzioni progettuali, artistiche, gestionali e direttive del futuro Teatro delle Briciole, per connettere nuove energie e competenze, sempre guidati dall’idea che debba esistere da una parte solidità ed esperienza professionale, dall’altra un doveroso ricambio generazionale.

Forse la frase “ ritorno alle origini” o “riportare “ l’attività teatrale alla cooperativa TiDiBì, ha tratto in inganno qualcuno, che ha pensato al ritorno a una vecchia e consunta cooperativa con le stesse persone. Mai stata nostra intenzione mantenere cariche societarie e direttive a vita, come qualcuno sta dicendo in giro. Purtroppo un rinnovamento si potrà realizzare solo quando sia disegnata e siglata una prospettiva futura certa e definitiva.

A questo punto ci poniamo la domanda: chi sono le Briciole? Un’anima artistica e progettuale che, da anni, mantiene una chiara identità ereditata dal passato con una forte prospettiva di ricambio generazionale? O un luogo, delle mura, una struttura che potrebbero rispondere e corrispondere a qualsiasi direzione venga da ora in poi , o a qualcuno che deve a tutti i costi mettere a posto i conti delle Fondazione certo non messi fuori posto dall’attività teatrale?

Noi abbiamo sempre considerato il Teatro delle Briciole – non la Fondazione Solares – come un corpo unito – testa mani gambe ecc. dove tutte e tutti – direzione artistica, artisti, impiegati, organizzatori, tecnici, collaboratori, del passato e del presente, sono in egual misura questo corpo; pezzi che portano all’identità artistica e progettuale che conosciamo e che è riuscita, come corpo unito, a realizzare progetti miracolosi, se rapportati alle potenzialità strutturali e alle risorse disponibili in questi anni. Un’intensa attività capillare e quotidiana, rivolta alle nuove generazioni, produttiva e formativa , a cui si affiancano progetti unici e identitari, come S-Chiusi, le Invasioni degli animali, la Festa dei 30 anni, Panchine, Rent a Movement, le Conferenze Anomale, il documentario di Rai 5 del 2017, la Conferenza del terzo tipo del 28 ottobre 2019…

Se si vuole operare un rinnovamento o una rinascita del Teatro delle Briciole, a nostro parere, bisogna farlo a corpo unito e con tutti i pezzi; Tutti i lavoratori, nutriti dalle personalità artistiche che hanno fatto la storia , ma rispettando l’importante lavoro di ricambio generazionale che si è avviato in questi anni e che ha formato un gruppo di artisti dai 30 ai 40 anni, molti del territorio , ma anche di altre città, che con dedizione, contratti precari e onestà , stanno realizzando spettacoli e progetti e formazione per le nuove generazione da lungo tempo a livello nazionale e internazionale.

In questi ultimi anni, abbiamo sempre rifiutato una politica di razionalizzazione dei costi che riguardasse i lavoratori, come più volte proposto dal Cda, e anche recentemente ci siamo opposti fortemente alla proposta di licenziamento di alcuni lavoratori a tempo indeterminato del settore teatro.

E per questo, nelle nostre analisi economiche , quel corpo è sempre stato unito e ha avuto come unica ipotesi quella di trasferire nel nuovo soggetto tutti, tutti i lavoratori stabili del Teatro.

Una nota ci preme fare: non vorremmo, in questa ricostruzione, dimenticare il Cinema Edison, il cui destino è stato ingiustamente occultato dalla nostra vicenda e ce ne dispiace molto. In fondo ha subito una cosa simile: il responsabile della programmazione allontanato per divergenze con il Cda, anche lui pretendeva che venissero pagati regolarmente lavoratori e collaboratori.

Flavia Armenzoni

Alessandra Belledi

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*