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A Diari di Bordo lo scrittore Gazmend Kapllani :’l’Europa ha una lunga storia ma una corta memoria-Siamo tutti migranti’

 

di Titti Duimio

Libreria Diari di Bordo ha ospitato lunedi’8 ottobre lo scrittore internazionale Gazmend Kapllani venuto in Italia da Boston dove vive per ritirare a Cassino il PREMIO INTERNAZIONALE LETTERATURE DAL FRONTE, giunto alla sua XlI EDIZIONE.
A dialogare con l’autore Darina Zeqiri e Ilir Gjika dell’Associazione Scanderbeg Parma che rappresenta la comunita’ albanese della nostra citta’.

Presente all’incontro anche il direttore editoriale della casa editrice Del Vecchio Anna Del Zoppo.

Albanese di nascita ma cittadino del mondo Kapllani ha presentato a Parma il suo libro ‘Breve diario di frontiera’ edito da Del Vecchio nella collana Forme Lunghe, storia di migrazione e di ricerca di liberta’ di un uomo in fuga dalla miseria intellettuale di un regime senza futuro.
Anni ’90, illusioni captate da Rai1 clandestina con antenne di fortuna e la netta sensazione che il mondo succedesse altrove, “vivere sotto un regime totalitario in un paese grande e’ come essere in una prigione, ma in un paese piccolo come l’Albania era peggio, era come vivere in una camicia di forza-dice Kapllani– non si ha nemmeno il privilegio delle emozioni, tutto e’ controllato, codificato e catalogato e niente puo’ essere lasciato al caso o alla fantasia.”
Venire in Italia era l’unico modo per riconnettersi con tempi e spazi normali e cosi’ si affrontano le frontiere, con la speranza di potersi inventare un futuro semplicemente normale. E questa e’ la storia del doloroso prezzo da pagare per un diritto.

“Quelli che hanno paura di te sono quelli che leggono poco….e non c’e’ niente di peggio dell’avversione di un povero cristo per un altro povero cristo…i ricchi teorizzano il razzismo e i poveri lo applicano nella pratica facendo la guerra ad altri poveri affinche’ i poveri diventino sempre piu’ poveri e i ricchi sempre piu’ ricchi” legge Antonello Saiz dal libro dell’autore.

“Nel libro di Kapllani c’e’ molto di piu’ della storia di un immigrato, c’e’ la storia e la memoria di tutti noi ognuno migrante di qualche pezzo di mondo” sottolinea Alice Pisu.

“Questo libro non e’ scritto per chi ha vissuto l’esperienza dell’Albania ma e’ scritto per ognuno di noi perche’ l’immigrazione e’ parte della storia umana e appartiene a tutti, l’Europa ha una lunga storia ma una corta memoria e non si ricorda che la migrazione e’ parte di lei, il 30% dell’Europa del sud nel secolo scorso e’ emigrata per cercare condizioni migliori e ha superato frontiere.
Il tema tema del libro e’ la frontiera, quella della guerra fredda, un continente spaccato in due pezzi isolati con in mezzo un muro, una frontiera inventata non per tenere fuori gli altri ma per tenere dentro se’ stessi e poi le frontiere affrontate per cercare la liberta’, il confine tra pubblico e privato che viene negato nelle dittature che incontra l’altro mondo dopo 50 anni.
La differenza tra i numeri statistici e la storia la fanno gli individui e il racconto personale che c’e’ dietro ogni uomo, ogni immigrato e ogni profugo tramuta la storia in vita vissuta e appartiene alla totalita’ del genere umano-spiega l’autore- Quando mi chiedono cosa penso dello ius soli rispondo di telefonare ai loro cugini in America, partiti il secolo scorso.”

La letteratura ci regala questo, ci fa vivere la vita altrui nella quale ci si riconosce e ci fa conoscere gli essere umani nelle loro storie e per questo nelle dittature i libri sono considerati sovversivi e spesso messi all’indice come sintomi di critica e di liberta’.

Sindrome da frontiere, una malattia inclassificabile che chi non ha mai vissuto costretto in confini fisici e mentali non puo’ capire, una sottile paura ogni volta che intraprendi un viaggio per uscire da te e andare verso qualsiasi altro mondo che non ti appartiene. Questo descrive Kapllani con imprevedibile e solida ironia, quell’ironia impedita a chi i confini li subisce ancora e cerca solo di sentirsi parte del mondo.

Un libro che parla del sacrificio e dello sforzo fatto da chi vuole solo cercare un interlocutore e tocca temi di bruciante attualita’ suggerendo con inaspettata leggerezza di provare a stare in ascolto, senza frontiere.


https://diaridibordo.jimdo.com

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