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Parmacotto: si fa più concreto il concordato ma PM chiede il fallimento

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Si fa sempre più concreto il concordato per Parmacotto. Oggi, 23 novembre, le parti si sono riunite in sede civile del Tribunale di Parma davanti al collegio di giudici presieduto da Pio Massa. Un’udienza breve ma che ha suscitato il vivo interesse dei vari creditori. Nelle prossime settimane i giudici decideranno ufficialmente se confermare o meno l’omologa del piano.

Presente anche il pm Dal Monte titolare dell’inchiesta per truffa a carico di Marco Rosi, ex patron dell’azienda, che aveva richiesto la revoca del concordato. La richiesta è stata rigettata perché il caso è passato di competenza ai commissari giudiziali nominati dal tribunale: Antonella Lunini e Luca Orefici.
Oggi Dal Monte ha chiesto il fallimento opponendosi alla decisione dei giudici.
Il Tribunale del Riesame di Modena, il mese scorso ha revocato anche il sequestro dei 10 milioni perché la responsabilità aziendale è andata in prescrizione. I soldi sono tornati nelle casse di Parmacotto.
Ancora non c’è la certezza ma diventa quindi più concreto il concordato di continuità che aveva trovato favorevoli molti creditori e che in pratica consiste nella cessione dell’azienda a questi ultimi. I giudici si esprimeranno definitivamente nelle prossime settimane.

 

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