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Pizzarotti al musicista interrotto: “Povero vigile, mettiti nei suoi panni”

Il sindaco Pizzarotti scrive a Valerio, il musicista di strada di cui tanto si è parlato in questi giorni dopo che un vigile gli ha imposto di smettere di sunare poichè privo delle autorizzazioni.

Evidentemente ha tanto tempo il sindaco, in fondo, come fanno notare i lettori in risposta al suo post su Facebook, perchè non preoccuparsi dei veri problemi della città, l’oltretorrente, il degrado,  l’immigrazione, le famiglia in strada?

Ecco il testo pubblicato  su Facebook:

Valerio, il musicista che domenica non ha potuto chiudere la performance musicale in via Cavour perché sprovvisto di permesso, mi ha scritto pubblicamente e, com’è giusto e mi ha espressamente chiesto, gli rispondo altrettanto pubblicamente (ma se vorrà ci sentiamo anche al telefono). In questi due giorni mi hanno scritto diversi artisti di strada, con cui ho avuto il piacere di dialogare. Li ringrazio tutti per il confronto. L’amministrazione non è contraria ai musicisti di strada, anzi, nel nuovo regolamento allarghiamo e semplifichiamo le possibilità, ma sempre senza amplificazione. Il punto della vicenda è questo: ognuno deve sapersi mettere nei panni dell’altro, perché se è vero che a Valerio mancava il permesso, ed è un dato oggettivo, è altrettanto vero che la cortesia è un elemento importante del rapporto tra cittadini, e tra cittadini e istituzioni. Chi conosce la mia storia e il mio lavoro, sa che alla base dei rapporti tra persone pongo incondizionatamente la pacatezza e la volontà di confronto. Lo esigo da me stesso, e lo chiedo agli altri.

Se quindi comprendo Valerio, al tempo stesso però chiedo a Valerio e a tutte le persone che hanno espresso l’opinione sulla vicenda di comprendere il ruolo del Vigile. Spesso tendiamo a non capire una funzione che ha una importanza vitale e delicata per la città, e proprio perché delicata va capita e compresa in ogni suo aspetto, quindi contestualizzata e mai banalizzata. E’ vero, con Valerio è stato “sgruso” (come diciamo noi a Parma), ma io ringrazio tutti i vigili che si impegnano nel quotidiano lavoro a contatto con i parmigiani e con le problematiche più o meno grandi che investono oggi le nostre città. Essere un vigile non è un ruolo facile, credetemi, per questo dobbiamo comprendere. Non giustificare, ma comprendere. Per me la loro divisa e il loro stemma valgono molto anche se, come può capitare a tutti, può esserci una giornata più difficile dell’altra. E non è vero che non controllano abusivi o spacciatori, ma per quanti indagini e sequestri si possano fare, ci saranno altri abusivi e leggi poco efficaci contro lo spaccio che al momento rendono difficile risolvere le situazioni. E finché sarà più grande lo spazio dato alla foto di uno spacciatore, rispetto all’arresto di delinquenti, l’immagine delle forze dell’ordine sarà sempre negativa.

Detto questo sono felice che sabato verranno a suonare in città tanti artisti, li aspetto con entusiasmo, purché la loro arte si esprima “per” la musica e non “contro” qualcuno che, se vogliamo, ha avuto l’unico “torto” di applicare un regolamento che la nostra Comunità si è data. ‪#‎Parma‬ è città di musica, e per questo aperta agli artisti di strada. Se riuscirò, mi farebbe piacere essere presente e conoscere direttamente Valerio e tutti i ragazzi con lo strumento in mano.

Concludo: parlando di mettersi l’uno nei panni dell’altro – perché questa in sostanza è la storia – mettetevi nei miei. Vorrei che tra i parmigiani, nei quotidiani, nelle strade si parlasse di più di vicende gravi che hanno minato la serenità della nostra città, e meno di vicende come questa. Vorrei che si assumesse una scala di priorità tale da smuovere le coscienze civili, purtroppo molto spesso sopite. L’altro giorno, per l’appunto, ho citato la mafia e il fatto chela nostra Giunta si stia muovendo per contrastarla e, Dio voglia, dalla nostra città debellarla. Allora propongo a Valerio e a tutti gli artisti che sabato saranno in piazza di unire l’utile al dilettevole: sabato venite a suonare per la vostra e la nostra musica, ma nelle prossime settimane o mesi organizziamoci, venite a suonare a #Parma contro la mafia. Vi invito con la mano tesa: unite la vostra arte per una giusta causa. Unite ciò che più amate per un qualcosa di cui vorrei si parlasse di più, sempre e con maggior determinazione.

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