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Nevio Scala tra passato e futuro: “La Juve? Tra qualche anno. L’Europa? Ai tifosi chiedo di starci vicino come lo fecero nei sette anni meravigliai col mio Parma”

Sogna di “rivivere il primo anno del mio Parma, quando il mio primo desiderio era riempire il Tardini”, e altri sette anni di gioia infinita. “Quello che abbiamo avuto e vissuto è stato una cosa unica, ripeterla sarà difficile, ma potremmo farne una copia nuova. Vorrei rivivere tutto, dal giorno che sono arrivato a quando me ne sono andato tra gli appalusi”.

Nevio Scala non si scompone, e alla premiazione del San Bernardo D’Oro – patrono di Fontevivo, Comune che per volontà del sindaco, ventuno anni compiuti proprio oggi, Tommaso Fiazza e del suo vice Matteo Agoletti, tifosissimi del Parma, ha voluto dedicare un’onorificenza speciale, nel giorno del patrone, al presidente di Parma Calcio 1913 – parla di presente e futuro.

“Se la Curva mi canterà di nuovo Nevio Scala portaci in Europa? Sarà un’emozione senza fine. Ai tifosi chiedo solo pazienza, se ci staranno vicini perché no?”. Al suo fianco, Lorenzo Minotti. A volte lo chiama Presidente, altre Nevio. Scappa anche qualche Mister. E ci ridono su.

Genuini, sereni. Come il Parma che rinasce dalle cenere di un disastro. Pulito, almeno. “Siamo biologici per questo – commenta Scala – vogliamo distinguerci da quello che è stato il passato, dare un esempio al calcio. Ancora non mi capacito di quanto fatto qui nelle ultime stagioni, ma il passato non importa, guardiamo avanti”.

E l’avanti sono centinaia di tifosi che lo idolatrano come fosse un nuovo Dio. Tanti sono li per lui. Tanti, hanno scoperto il calcio grazie a lui, tanti volevano lasciare, a giugno, mollare il calcio, ma torneranno al Tardini. Sempre per lui. “Nemmeno io pensavo di tornare a Parma, al Tardini. In verità non pensavo più al calcio ammette. Ma a una chiamata di Parma non si può dire di no”.

Per ricominciare. Con uno staff “del quale mi fido, che ho allestito e voluto. Dò consigli a Gigi Apolloni? Ogni tanto mi scappa fatto, ma cerco di evitare, non voglio invadere”. Ma chi non si prenderebbe consigli da Scala, che ha scritto la storia, ed ora ha un nuovo appuntamento con la gioia del calcio fatto per il piacere di giocare? “Rivedo in questo gruppo l’entusiasmo che aveva il mio”.

E quasi si commuove. “Wembley, Copenaghen? Parliamo delle amichevoli recenti. La squadra mi sta piacendo. Abbiamo avuto un sacco di difficoltà burocratiche, di rallentamenti, ma ci stiamo allineando. Ora manca un centravanti con determinate caratteristiche, lo stiamo cercando”.

E sul girone: “Dobbiamo rispettare tutti ma non temere nessuno, non importa in che girone capitiamo. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre possibilità e del nostro compito”. Vincere, ovviamente. “Non mi ispiro a nessuno, chiosa Scala. Non ho presidenti di riferimento, ma posso dire che mi piaceva il Barcellona di Guardiola, e la Juventus in Italia è avanti un paio di anni sulle altre”.

E proprio tra un paio d’anni, perché no, un Parma – Juve, chiede una tifosa passando: “Tra due anni e mezzo” – chiosa Scala, ridendo. Poi aggiunge: “In amichevole, eh”. Chissà che non sia anche in qualcosa di più. “Portaci in Europa, Nevio Scala”. (Francesca Devincenzi)

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