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Consiglio comunale: fusione tra Asp. Per l’espansione delle Fiere nasce “CibusTech”

Giornata infuocata in Municipio. Mentre poco lontano si consumavano le sorti del Parma Calcio, ancora in bilico, sotto i Portici del Grano andava in scena l’ennesima puntata del Consiglio Comunale.

Tante, tantissime, le questioni. A spiccare ancora l’aeroporto, la questione asili e disabili, le Asp ad Personam e l’innovazione per le fiere.

Oltre 50 i “temi caldi”, tra interrogazioni, comunicazioni e delibere.

LE INTERROGAZIONI

INCENERITORE – “Che il Paip di ugozzolo sia un tema incandescente come le sue ciminiere non è una novità. “Iren non ha versato a oggi alcuna somma” dice Folli rispondendo a Dall’Olio sugli oneri legati al termovalorizzatore”.

E poi annuncia che il Comune ha diffidato Iren.  “Abbiamo inviato lo scorso 13 maggio una diffida per una somma di circa due milioni e 200mila euro”.

Tra le comunicazioni ne spicca una sull’ AEROPORTO VERDI – Cattabiani conferma quanto annunciato questa mattina da il Mattino di Parma: l’Unione Industriali stanzierà 5 milioni di euro per garantire due anni di vita al Verdi. 

Poi, via libera con le due delibere di spicco, Fiere e Asp.

NEWCO PER ATTIVITA’ FIERISTICHE –  Due le delibere in discussione: la costituzione di una nuova società – CibusTech – che gestisca le attività fieristiche. La seconda, il cambio dello statuto.

Apre Ferretti, che spiega come l’operazione sia stata meditata e ponderata, come si tratti di fare una newco con le Fiere di Colonia, si parla di CibusTech  per ottenere risultati migliori.

La nuova società sarà gestita al 50% coi partner tedeschi. Obiettivo: riportare la fiera alla biennalità ingolosendo anche partner esteri, come espositori ma anche in qualità di visitatori. nella peggiore delle ipotesi, si stima un incasso, al 2025, di 19 milioni di euro.

E se i tedeschi si scocciano? Potranno vendere solo a Fiere di Parma.

La delibera, come prevedibile, passa con l’assoluta maggioranza. 

CAPITOLO “ASP” – Si dibatte sul  progetto di unificazione di Asp Parma con l’azienda alla persona della Bassa Est San Mauro Abate. Laura Rossi definisce l’operazione vantaggiosa per l’azienda e gli enti soci : tutti dovranno accettare le delibere. E l’ultima parola spetterà alla Regione.

Anche la relazione di Marco Giorgi, amministratore unico di Asp, va nella stessa direzione della Rossi: vede solo vantaggi. : “Dall’unificazione deriverebbero numerosi  benefici, come migliori contratti coi fornitori, la riduzione dell’organico, evitando alcuni turni, con 150 mila euro di risparmio annui e una privatizzazione ridotta all’osso”.

Al Comune di Parma, per la cronaca, spetterebbe l’81% delle quote.

Ma Maria Teresa Guarnieri, polemizza: “Sulla gestione dei servizi non si può dare nulla per scontato. Si riparte con la situazione economica difficile delle due aziende, che gli enti soci devono riuscire a coprire. Il Comune di Parma come pensa di far rientrare Asp dai 4 milioni di perdita pregressa? E’ necessario parlare di un piano di rientro”.

Ma Laura Rossi non ci sta: “Asp è una realtà risanata, con i conti in ordine – si pavoneggia la delegata al Welfare – non ha bisogno di avere indietro immediatamente quei 3 milioni e nove, è un’operazione che possiamo dilazionare, non è questo il momento per farlo, ma è una cosa che abbiamo in programmazione”.

La delibera passa: 23 a favore, quattro astenuti.

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