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Crac Parma, parla Gobbi. “I tifosi a Carpenedolo? Li capisco, anch’io mi sento tradito da chi ha amministrato questa società”

Il Parma torna ad allenarsi, dopo de giorni di riposo. In realtà, se la squadra ha beneficiato di due giorni, c’è chi lunedì è andato a Roma per incontrare Carlo Tavecchio in Figc.

Tra questi, Massimo Gobbi.

L’INCONTRO CON TAVECCHIO – “L’incontro con Tavecchio? E’ stato positivo, abbiamo parlato con Tavecchio della nostra situazione e di quello che vogliamo che si parli nel Consiglio Federale, di alcune regole che devono cambiare. Abbiamo fatto una piccola conquista, domani si parlerà di due punti: controllo su chi acquista almeno il 10% delle società e norme più stringenti sull’iscrizione ai campionati” – spiega.

!Tavecchio è disponibile, perchè anche a lui interessa che il calcio migliori. Il fondo? Sembrerebbe interessato, ma non ci ha detto nulla di più. Ci ha fatto il nome di questo fondo, poi non so come andrà, dobbiamo aspettare”.

LO SCOGLIO E’ IL DEBITO SPORTIVO – Tavecchio continua però a ripetere che per i potenziali acquirenti uno scoglio importante potrebbe essere rappresentato dall’ingente debito sportivo.

“Se i curatori ci hanno parlato di una rinegoziazione del debito? Con loro abbiamo parlato di altro, di come sarà la procedura, ma è una cosa che sapevamo già da tempo. Il debito è talmente alto che dovrà essere ridiscusso. Io sono assolutamente a disposizione, e anche gli altri ragazzi che sono ora nel Parma. Sugli altri tesserati non lo so, ma penso convenga anche a loro. Se c’è la speranza che il Parma si salvi va inseguita, i curatori ci hanno spiegato che entro il 15 aprile dovranno dire se l’esercizio provvisorio può andare avanti, ma sono molto ottimisti. Noi dovremo valutare le delibere da qui alla fine del campionato del Consiglio Federale, continuiamo a giocare guardando questi aspetti, per cui non so cosa succederà da qui a fine stagione. Domani c’è il Consiglio Federale, ce ne saranno altri e noi saremo vigili e pronti a tornare a Roma per ridiscutere con Tavecchio affinchè queste richieste vadano a buon fine. Se ci fermeremo non torneremo più indietro. Vedremo se anche le società hanno la volontà di cambiare questo sistema o vorranno rimanere in un calcio che ha permesso che il Parma arrivi a questo punto. Siamo stati ad una riunione dell’Aic, abbiamo esposto la nostra situazione e ci siamo messi a disposizione perchè quello che è successo qui succede ogni anno nelle Leghe minori. Ci siamo messi a disposizione per far sentire anche la loro voce. In quell’occasione abbiamo incontrato una sala piena di referenti di società fallite negli anni, sono quasi 900 giocatori, è assurdo che si arrivi in questa situazione“.

STIPENDI E ARRETRATI – “Gli stipendi? Ci pagheranno due mesi e dieci giorni, dal 20 marzo al 31 maggio, quando ci sarà l’ultima partita di campionato”. Inter-Parma è in dubbio? “Nel caso che domani non arrivino buone notizie dal Consiglio Federale, c’è ancora tempo per far sì che ci siano altri incontri, è ovvio però che quello di domani sarà un segnale che prenderemo in considerazione. Penso che giocheremo, ma poi torneremo a ridiscutere se dovesse esserci un esito negativo. Sono stati mesi molto difficili, abbiamo pensato principalmente a cose extracalcio che al campo e a quello che dovevamo fare.  Per chi li ha vissuti è stato un incubo. Noi ci spendiamo affinchè non succeda più. Abbiamo pensato più di una volta di non giocare più, ci sono stati alti e bassi, giorni in cui c’erano segnali positivi e giorni in cui invece sembrava che avremmo chiuso. Noi cerchiamo che questo serva. In campo faremo il possibile e cercheremo di onorare la maglia, la nostra professionalità, dando il massimo anche per rispetto di tutti, tifosi in primis”.

SERIE B o SERIE D – In quanti giocherebbero in Serie B con il Parma? “Non saprei, penso che ce ne siano molti che sarebbero disposti, non devo essere io a dirlo. Io sarei disponibile, sono in scadenza, mi libererò e valuterò quelle che saranno le proposte. In Serie D? Non  in questo periodo siamo completamente immersi in altro, facciamo parte di una società fallita, si sta dialogando con la Figc per cambiare determinate norme, c’è un campionato da portare avanti, vogliamo vincere e fare dei punti da qui alla fine”.

I TIFOSI “IN MARCIA SU CARPENEDOLO” – “Penso che sia comprensibile, c’è rabbia verso chi ha portato questa società in questa situazione. E’ un segnale che danno. Il rapporto con i tifosi? Abbiamo avuto vari confronti con loro, abbiamo spiegato le nostre ragioni, è comprensibile la loro voglia di combattere le istituzioni nel modo più eclatante. Quando abbiamo deciso se continuare a giocare o meno non nascondo che ci abbiamo messo parecchio. Abbiamo deciso questo per provare a salvare il Parma, i suoi dipendenti, il Settore Giovanile che forse è il patrimonio più grande che ha il Parma. Sono qui da 5 anni, mi sono battuto alla morte per salvarmi gli altri anni, quindi ci stiamo spendendo con tutte le forze per salvare il Parma in Serie B. Io mi sento molto tradito da chi ha amministrato il Parma, è stata una delusione enorme anche a livello umano. Spero che le indagini abbiano esito positivo, perchè chi ha portato il Parma allo sfascio completo deve pagare, perchè è giusto così”.

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