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Qui Collecchio: la quiete dopo la tempesta (e prima del tornado)

E’ tornata la calma apparente sul centro sportivo di Collecchio. Splende il sole, e la squadra si allena all’aperto. Partitella finale, Mirante che giochicchia col figlioletto di Lodi, Donadoni che calcia le punizioni facendo un sol boccone di Iacobucci e dimostrando che il piede è quello buono di sempre.

Ci sono alcuni tifosi, alcuni cronisti, aria di normalità. Perché domenica si è giocato, e il clima, a ben pensarci, era lo stesso. Di surreale serenità, di apparente, normalità.

Perché dopo le settimane da prima pagina le garanzie fornite da Tavecchio hanno ridato al Parma una provvisoria quiete. All’uscita dall’allenamento i visi sono sereni: “ci hanno pagato tutto”, scherza Lucarelli con alcuni tifosi, salendo in auto.

Non resta che ridere, e attendere, in questo stato di pace surreale. Equilibrio precario, destinato però a finire. Bisogna solo capire quando finirà, ora le date clou sono due: il 12 marzo, data ultima per presentare alla Procura eventuali piani di rientro, e il 19, data dell’udienza pre fallimentare.

Seguiranno ore forse giorni di fibrillante attesa, per sapere se verrà incesso l’esercizio provvisorio, se arriverà un curatore fallimentare, se ci sarà l’asta del titolo sportivo, chi presenterà offerte. Che ne sarà delle promesse di Tavecchio, e della cordata americana pseudo interessata ai ducali. 

Saranno mesi decisivi per il futuro e la categoria. Alla quiete dopo al tempesta, seguirà un tornado dopo il quale niente sarà come prima.

Il Parma potrebbe non finire la stagione, o terminarla con serenità già conscia del proprio destino per l’anno prossimo.

Intanto, domani è prevista una doppia seduta. L’ultima, prima del 12. L’ultima, in attesa della nuova tempesta.

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