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Hanno vinto i genitori, le scuole non chiuderanno al sabato

La Provincia ha valutato con attenzione le numerose obiezioni che aveva suscitato la proposta, avanzata nei mesi scorsi alle scuole secondarie, di chiudere gli edifici scolastici il sabato e riorganizzare le lezioni su cinque giorni per l’anno scolastico 2015 2016.
Così, oggi il consigliere delegato Gianpaolo Serpagli ha reso noto che la Provincia ha avanzato alle scuole una proposta alternativa.

“La necessità di tagli alla spesa resta purtroppo ineludibile a causa della riduzione molto consistente delle entrate nel bilancio della Provincia – ha affermato Serpagli – Ma abbiamo anche ascoltato genitori, studenti, insegnanti e dirigenti scolastici che nelle scorse settimane hanno espresso numerose contrarietà alla chiusura il sabato. Ecco le nuove misure che abbiamo proposto nel corso della Conferenza Provinciale di Coordinamento del 15 gennaio scorso e che sono state accolte da amministratori locali e dirigenti scolastici. E’ stata ipotizzata, in accordo con le scuole, un risparmio sugli orari di accensione e spegnimento degli impianti e un contenimento delle ore extrascolastiche, che porterà ad un risparmio stimato di circa 100.000 euro. Inoltre la Provincia ridurrà del 30 % circa la quota per classe che ora viene assegnata agli istituti scolastici in base alla legge 23/96 e che negli ultimi anni è stata di 358 euro. Inoltre, in uno spirito di fattiva collaborazione con le scuole, valorizzeremo ogni ulteriore soluzione organizzativa che porti a un migliore utilizzo delle risorse disponibili.”

Via libera quindi a tutti gli istituti a definire, nella loro autonomia, gli orari per l’anno scolastico 2015 – 2016 ma allo stesso tempo resta confermato il risparmio ipotizzato novembre di 160 mila euro sul bilancio provinciale.

“Siamo riusciti ad accontentare tutti – ha dichiarato Serpagli – grazie al lavoro dei nostri tecnici e alla collaborazione delle scuole. I tagli che il Governo ha compiuto sui bilanci delle Province sono noti e abbiamo dovuto a nostra volta ridurre le spese su tutte le voci di spesa, ma sulla scuola abbiamo tagliato meno che sugli altri settori.”

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