
20091101 – ROMA – CRO : CARCERI: SUICIDIO BLEFARI, IMPICCATA IERI SERA CON LENZUOLA.
Un interno del carcere di Rebibbia, a Roma, in un’immagine d’archivio.
La neo brigatista Diana Blefari Melazzi, condannata all’ergastolo per l’omicidio del giuslavorista Marco Biagi, si e’ impiccata ieri sera, attorno alle 22:30, utilizzando lenzuola tagliate e annodate. La donna – secondo quanto si e’ appreso – era in cella da sola, detenuta nel reparto isolamento del carcere Rebibbia femminile. Ad accorgersi quasi subito dell’accaduto sono stati gli agenti di polizia penitenziaria che – si e’ inoltre appreso – avrebbero sciolto con difficolta’ i nodi delle lenzuola con cui la neo brigatista si e’ impiccata in cella e avrebbero provato a rianimarla senza pero’ riuscirvi.
ANSA / ALESSANDRO DI MEO / ARCHIVIO / PAL
Dodici edizioni in serre diverse sedi sperse sul territorio dell’Emilia-Romagna; 128 persone coinvolte, 27 donne e 101 uomini, delle quali ben 75 hanno portato a termine il percorso formativo con successo. Sono i numeri che riassumono l’attività di Pro.Digi, il progetto di formazione digitale rivolto alle persone in esecuzione penale, o sottoposte a misure di comunità, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale, e promosso da AECA (capofila), CEFAL Emilia-Romagna e CIOFS FP Emilia-Romagna ETS.
Il progetto, che punta a creare una seconda opportunità per persone in situazione di fragilità, accompagnandole a maturare competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione, oltre che finalizzate al reinserimento lavorativo, ha preso il via nel maggio del 2024 presso la sezione di Alta Sicurezza degli Istituti Penitenziari di Parma, ed è poi stato replicato altre due volte nel carcere parmense, per tre edizioni a Fidenza, nella struttura terapeutica Casa di Lodesana; alla Sezione femminile della Casa Circondariale di Bologna “Rocco D’Amato”, alla Casa Circondariale Costantino Satta di Ferrara, per due volte al carcere di Reggio Emilia, al carcere di Castelfranco Emilia (MO) e presso la struttura residenziale di via della Beverara 129, a Bologna.
In tutte le strutture sono stati realizzati, grazie ai fondi del Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale, laboratori informatici dotati di pc e stazioni di ricarica che hanno permesso ai corsisti di godere gratuitamente delle tre fasi del progetto formativo: La prima di riallineamento delle competenze dei partecipanti con corsi di lingua italiana o di pre-alfabetizzazione digitale; la seconda con moduli di formazione digitale, oltre che con cicli di accompagnamento orientativo; la terza fase con il supporto ai corsisti nel loro percorso di inserimento lavorativo, in collaborazione con gli enti partner.
Ad oggi risulta che 15 delle persone coinvolte nel progetto abbiano visto realizzato il proprio progetto di inserimento lavorativo, grazie anche alle competenze apprese frequentando Pro.Digi. Sono tante le soddisfazioni che docenti e corsisti si sono portati a casa da questa esperienza
A Casa di Lodesana uno dei corsisti era incredulo dopo aver ricevuto la telefonata di una carrozzeria che gli offriva un posto di lavoro esattamente 37 minuti dopo aver inviato il suo Curriculum appena finito di redigere con l’aiuto dei formatori.
Al carcere di Ferrara, un formatore racconta di come durante la simulazione di un colloquio di lavoro, un detenuto molto timido sia riuscito a presentarsi con sicurezza, suscitando un’esplosione di entusiasmo e ricevendo l’incoraggiamento e da parte dei compagni di corso. È emblematica la storia di A.M. una giovane donna che ha iniziato a frequentare le lezioni di Pro.Digi presso il carcere femminile di Bologna.
Tornata in libertà, A.M. ha interrotto la frequenza, ma la sua passione per la tecnologia, e la sua voglia di tornare a mettersi in gioco iscrivendosi all’università, l’hanno convinta a chiedere di poter concludere il percorso, e di poter così approfondire ulteriormente e scoprire nuove applicazioni dell’informatica, che le saranno utili nella vita di tutti i giorni. Così A.M. ha continuato il suo percorso in via della Beverara e ora è felicemente iscritta all’Università di Bologna nella facoltà di Scienze della formazione e sta lavorando in un doposcuola cittadino.
Gli esiti del progetto Pro.Digi sono stati diffusi ieri, nel corso dell’evento conclusivo del progetto, intitolato “Formazione digitale in carcere: un’opportunità di riscatto sociale”, e svoltosi presso gli spazi dell’Associazione Baumhaus, a Bologna. Hanno partecipato come relatori, oltre ai rappresentanti di AECA, CEFAL Emilia-Romagna e CIOFS FP Emilia-Romagna ETS, anche Luigi Vitellio, Direttore Operativo dell’ITS Academy Adriano Olivetti; Francesca Romana Valenzi, Dirigente Ufficio III Detenuti e Trattamento del Prap Emilia-Romagna e Marche; Antonella Cortese, Responsabile di Liberi Dentro Eduradio&TV e Francesca Ragazzini – Resp. Area Interventi formativi e per l’occupazione Reg. Emilia-Romagna. Ha tirato le somme Francesco Urban – Responsabile di progetto e Referente per il monitoraggio dei progetti Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale.
“In Italia oltre il 54% della popolazione tra i 16 e i 74 anni non possiede competenze digitali di base, un dato superiore alla media Ue – sottolinea Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale -. La rapida diffusione di nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, ha inoltre accentuato il divario tra le competenze acquisite e quelle richieste dal mercato del lavoro, contribuendo alle difficoltà occupazionali dei target più fragili della popolazione. Per contribuire a contrastare questi effetti negativi e coglierne tutte le opportunità è nato il Fondo per la Repubblica Digitale, una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. In particolare il bando Prospettive, nell’ambito del quale è stato selezionato e sostenuto il progetto Pro.Digi, ha accompagnato lo sviluppo delle competenze digitali di donne e uomini disoccupati e inattivi tra i 34 e i 50 anni per offrire loro migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. Il sostegno a Pro.Digi, rivolto principalmente a persone in esecuzione penale o sottoposte a misure di comunità, si inserisce quindi in un più ampio impegno volto a fare del digitale una reale opportunità e leva di inclusione per il Paese, senza lasciare indietro nessuno”.
“Il generale apprezzamento che abbiamo riscontrato, nelle carceri e fuori da esse, per Pro.Digi – racconta Giacomo Sarti di Cefal, Coordinatore dell’equipe multiprofessionale del progetto – ci fa capire come vi sia un gran bisogno di fornire alle persone che vivono in una situazione di fragilità e di emarginazione più o meno prolungata, i necessari strumenti per affrontare con maggiore sicurezza le sfide del lavoro e, più in generale, della vita. Pro.Digi ha svolto un ruolo sociale importantissimo, e ci auspichiamo che possa diventare un modello formativo da imitare e da replicare in tutte le carceri italiane, e anche al di fuori di esse.”
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it
Il Caffè Quotidiano Quotidiano online completamente freepress