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Dalla Coppa UEFA alla fase campionato: com’è cambiata l’identità dell’Europa League negli anni

La Champions League è la competizione europea più prestigiosa e il suo fascino resta da sempre ineguagliabile. Tuttavia, anche il secondo torneo più importante del continente ha saputo regalare sin dalla nascita un grande spettacolo e chi vi partecipa fa di tutto per raggiungere il trionfo ed entrare nella storia. Quella che oggi conosciamo come Europa League, nasce nel 1971 come Coppa UEFA prendendo il posto della precedente Coppa delle Fiere, torneo privato di cui la UEFA aveva acquistato i diritti. Nel corso degli anni questa competizione si è trasformata sia nel format che nel nome. Vediamo allora in che modo è cambiata nel tempo fino ad oggi.

La nascita della competizione

Come detto, l’origine della Coppa UEFA risale agli inizi degli anni Settanta, quando l’UEFA decise di sostituire la Coppa delle Fiere con una nuova competizione ufficiale. Il progetto nacque per offrire una ribalta internazionale alle squadre che, pur non vincendo il campionato, si erano distinte nei rispettivi tornei nazionali. La formula ripercorreva esattamente quella della Coppa dei Campioni (attuale Champions League) un tabellone a eliminazione diretta, con gare di andata e ritorno, senza gironi preliminari.

I club italiani furono subiti grandi protagonisti in questo torneo. C’è stato infatti un passato in cui le squadre italiane sembravano dominare spesso e volentieri la Coppa UEFA. Negli ultimi anni le finali disputate da formazioni provenienti dalla Serie A si contano sulle dita di una mano e con l’introduzione della fase campionato anche le quote sul passaggio del turno in Europa League descrivono uno scenario complicato per le compagini nostrane, che si trovano spesso in difficoltà nell’inseguire una qualificazione alla fase ad eliminazione diretta. Tra il 1988 e il 1999 le italiane riuscirono a vincere il trofeo ben otto volte su undici la Coppa UEFA con Juventus, Inter, Parma e Napoli. Da quel momento in poi nessun trionfo fino a due anni fa con l’Atalanta di Gian Piero Gasperini.

L’Europa League

Nel 2009, l’UEFA decise di riformare profondamente la competizione, trasformando la Coppa UEFA nella Europa League con l’obiettivo era renderla più moderna e appetibile per sponsor, televisioni e pubblico globale, cercando di avvicinarla alla Champions League per prestigio e visibilità. La nuova formula introdusse una fase a gironi, che garantiva a ciascun club un numero maggiore di partite e una distribuzione più equa dei ricavi. Nonostante la grande disparità economica tra le squadre di prima fascia e le altre, la nuova Europa League ha regalato momenti memorabili e storie di grande valore sportivo, con il Siviglia grandissimo protagonista. Gli andalusi hanno alzato la coppa ben sette volte nel giro di 18 anni.

Il nuovo format: girone unico

A partire dal 2024-2025, l’Europa League ha abbracciato un nuovo format a girone unico, in linea con quello introdotto anche in Champions e Conference League, con ben 36 squadre partecipanti. Abbandonati i raggruppamenti tradizionali da quattro squadre, ora ogni squadra affronta otto avversarie diverse in una fase campionato a classifica unica, dove contano i punti conquistati. Le prime otto accedono direttamente agli ottavi di finale, mentre dal 9° al 24° posto si giocano la qualificazione attraverso gli spareggi. Questa rivoluzione ha portato all’aumento del numero di sfide internazionali e ridotto il rischio di incontri ripetitivi, anche se nella prima parte del torneo è tutto molto incerto ed è impossibile fare calcoli. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’Europa League più aperta e meritocratica, premiando la costanza di rendimento lungo l’intera fase regolare. Il torneo resta una vetrina fondamentale per il calcio europeo e un banco di prova decisivo per molte società che, pur non potendo competere per la Champions, aspirano ancora a scrivere la propria storia in campo internazionale.

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