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Il commercio parmense si rilancia, in controtendenza rispetto ai dati nazionali

Il tessuto commerciale parmense sta vivendo una fase di rinascita che va in controtendenza rispetto al panorama nazionale. I dati ufficiali del Comune di Parma, pubblicati a settembre 2025, contano 708 nuove aperture contro 330 cessazioni nel 2024, con un saldo positivo di 378 attività. Un risultato significativo se confrontato con l’andamento nazionale: secondo un’analisi di Confesercenti, in Italia per ogni nuova attività aperta nel 2024 ci sono state tre chiusure.

La crescita settore per settore

L’analisi comunale ha esaminato sette settori principali: commercio in sede fissa, online, ingrosso, pubblici esercizi di somministrazione, strutture ricettive, artigianato di servizio e strutture sanitarie. Le pratiche presentate al Comune sono cresciute dell’11,13% rispetto al 2023, passando da 4.654 a 5.172 richieste totali.

Il commercio in sede fissa mostra segnali positivi: 161 aperture contro 118 chiusure per i negozi di vicinato (superficie fino a 250 mq) e 11 aperture contro 2 chiusure per le medie strutture di vendita. Nel complesso dei cinque anni dal 2020 al 2024, per gli esercizi di vicinato si registrano 758 nuove aperture a fronte di 575 cessazioni.

Particolarmente vivace il settore del commercio online, con 91 nuove aperture contro 20 cessazioni nel 2024. Dal 2020 al 2024, le attività di e-commerce mostrano un saldo positivo di +374 unità, con 458 aperture e 84 chiusure. Come evidenzia l’analisi condotta dal Comune di Parma, ad avviare attività di commercio su internet sono state anche attività preesistenti, attive soprattutto nei settori tradizionali del commercio in sede fissa o dell’artigianato, che hanno reagito alla crisi attraverso questo nuovo canale di vendita.

I flussi turistici hanno accelerato l’adozione di sistemi di pagamento digitali per rispondere alle esigenze di ospiti abituati a transazioni cashless.

Nuove soluzioni per i pagamenti digitali

Questa crescita del commercio locale coincide con un’accelerazione nell’adozione di sistemi di pagamento elettronici. Il fenomeno interessa tutti i settori, dai negozi di vicinato ai pubblici esercizi, spinto dalle nuove abitudini dei consumatori e dalle necessità operative degli esercenti.

Nell’adozione di terminali POS pesano molto i costi di transazione, specie per i piccoli commercianti. Su questo fronte si stanno affacciando nuove soluzioni competitive, come Qonto, che offre terminali POS con commissioni a partire dallo 0,8% per le carte europee e accredito dei fondi entro il giorno lavorativo successivo.

Centro storico, settore ricettivo e artigianato moderno

Nel settore della somministrazione, i dati mostrano una ripresa differenziata. Nel centro storico 12 nuove aperture contro 3 chiusure, nelle zone periferiche 26 aperture contro 17 chiusure. Nel quinquennio, il saldo del centro storico registra +21 attività, mentre nelle aree periferiche il saldo rimane -3 a causa delle chiusure registrate negli anni della pandemia.

Il settore ricettivo registra dati particolarmente positivi. 231 aperture contro 95 chiusure, con particolare crescita degli appartamenti per uso turistico che rappresentano 161 delle 231 nuove aperture.

Anche il settore dell’artigianato di servizi mostra dinamiche positive con 82 contro 27 chiusure per acconciatori ed estetisti, attività di autoriparazione, tinto-lavanderia, pulizie, sanificazione, disinfezione, disinfestazione e derattizzazione. Nei cinque anni: +92 per le attività artigianali di servizio alla persona e +219 per quelle di servizio ai beni durevoli.

Investimenti e prospettive per il commercio parmense

Come sottolinea il sindaco Michele Guerra “I dati del Commercio restituiscono numeri di aperture in crescita, segnale di una vitalità economica importante e in controtendenza rispetto all’andamento nazionale.”

L’Amministrazione comunale ha destinato oltre 500mila euro in bandi e altre attività per supportare la crescita del commercio e dei negozi di vicinato, guardando con ottimismo alle opportunità legate all’HUB urbano riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna e agli HUB di prossimità.

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