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Dopo oltre un secolo, torna a suonare la campana dell’oratorio della Concezione di Maria Vergine

Dopo un silenzio durato oltre un secolo, il suono della campana dell’oratorio della Concezione di Maria Vergine, noto anche come oratorio di Santa Maria Immacolata, è tornato a risuonare nell’aria, portando con sé un messaggio di fede, rinascita e memoria.

Situato a ridosso dell’autostrada di Parma, questo scrigno sacro che fu costruito nel 1658 per volontà della nobile famiglia Banchini, è oggi tornato simbolicamente a vivere grazie a un gesto di generosa devozione. Il nuovo bronzo, realizzato dalla prestigiosa fonderia di Castelnuovo Monti, attiva da oltre 500 anni nel cuore dell’Appennino reggiano, è stato donato dall’imprenditrice Elena Angeletti di Assisi, profondamente legata ai valori spirituali dell’associazione Templari Oggi. La campana reca il blasone dell’Ordine e lo scudo del Magister attuale, Mauro Giorgio Ferretti, come segno di continuità tra passato e presente, tra fede e impegno concreto

Dieci anni fa, proprio gli stessi Templari hanno salvato l’oratorio da un destino di abbandono, restaurando il tetto, grazie al contributo di un’azienda privata, e restituendolo alla sua funzione originaria. Da allora, ogni mese vi si celebra una Santa Messa, e regolarmente i membri dell’Ordine vi si ritrovano per le preghiere serali. All’esterno, è stata posizionata una statua della Vergine alta circa 4 metri, recuperata in Toscana dopo essere stata destinata allo smaltimento. Il nuovo suono della campana rappresenta oggi un invito alla spiritualità, rinnovando l’anima di un luogo sacro che continua a custodire silenziosamente secoli di storia.

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