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Le cose che forse non sai sul caffè

Pensi che l’Italia sia il regno del caffè per eccellenza? Probabilmente è così, ma il nostro non è il Paese in cui se ne consuma di più. Un po’ a sorpresa, in cima alla graduatoria mondiale si trova addirittura la Finlandia: ogni connazionale di Raikkonen, infatti, ogni anno consuma in media 12 chili di caffè, forse anche per riprendersi dal freddo di quelle latitudini. Sul lato opposto della classifica c’è, invece, Portorico, dove ci si ferma ad appena 400 grammi di caffè pro capite ogni anno. E l’Italia? Noi non siamo nemmeno nella top ten, e siamo preceduti da nazioni come l’Austria, la Danimarca, il Canada e la Svizzera: forse non è un caso che si tratti di location dove le temperature non sono mai troppo alte. Il Belpaese, comunque, si ferma al dodicesimo posto, con un consumo medio di 1 chilo e 300 grammi a persona.

Ma da dove arriva il caffè? Più o meno un migliaio di anni fa alcuni commercianti della penisola araba portarono in patria dei chicchi di caffè di ritorno da un viaggio in Africa. Da quei chicchi ricavarono una bevanda a cui fu attribuito il nome di qahwa, termine che vuol dire “eccitante”: insomma, sin dal primo momento se ne intuirono le caratteristiche. Secondo alcuni esperti, tuttavia, il nome del caffè deriva semplicemente dalla regione etiopica di Caffa, dove il prodotto cresce in modo spontaneo. Quello che è certo è che per osservare la diffusione del caffè nel continente europeo è necessario aspettare il Seicento: in questo periodo alla bevanda fu attribuito il nome di “vino d’Arabia”, mentre la Chiesa ci andò un po’ meno leggera identificandola niente meno che come bevanda del diavolo. Fu anche per questo motivo che per lungo tempo il caffè veniva servito e consumato di nascosto. Tutt’altra storia, invece, nel secolo successivo, quando il caffè diede il nome ai locali in cui erano soliti ritrovarsi i filosofi, gli intellettuali e gli illuministi.

Il caffè e la salute

Ma il caffè fa bene o male? Il dibattito sul tema è sempre acceso e aperto, ma alcuni punti fissi possono essere stabiliti: si sa, per esempio, che la caffeina è in grado di uccidere, ma per poter sperimentare i suoi effetti letali sarebbe necessario assumere circa un centinaio di tazzine nel giro di poche ore. Visto che nessuno è così pazzo da farlo, e così paziente da preparare il caffè tutte quelle volte, ci si può consolare leggendo gli esiti di una ricerca condotta nel 2008 dall’Università di Lund, in Svezia, secondo la quale l’assunzione della bevanda sarebbe in grado di limitare le probabilità di ammalarsi di cancro al seno. Un altro studio, che è stato condotto dalla Harvard School of Public Health nel 2011, ha messo in evidenza, invece, che chi beve non meno di sei tazze di caffè al giorno ha una probabilità di contrarre un tumore alla prostata del 60% inferiore alla media. Anche se forse fa un po’ di fatica ad addormentarsi.

Tra gli amanti più celebri del caffè c’è Carlo d’Inghilterra, per altro fervente sostenitore delle terapie mediche alternative: pare che sia convinto dell’utilità dei clisteri di caffè per prevenire e curare il cancro. Volendo è possibile trovare su Internet anche dei kit per prepararli da soli.

Infine, è curioso sapere che al mondo esiste solo una variante naturale di caffè decaffeinato: proviene dal Camerun e si chiama Coffea charreriana. Tutto il resto del caffè decaffeinato è prodotto a livello industriale, tramite procedimenti chimici, che comunque riescono a eliminare non più del 90% della caffeina presente nel prodotto.

Dove comprare le capsule di caffè

Italian-Coffee.biz è il sito dedicato a tutti gli amanti del caffè espresso, dal momento che permette di trovare e di acquistare capsule e cialde compatibili, con un vasto assortimento di gusti – dal caffè macchiato alle tisane, passando per la cioccolata – e, ovviamente, tutte le marche di maggior prestigio: un vero e proprio paradiso della tazzina.

 

 

 

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