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Eridania torna a San Quirico: anno prossimo la campagna dello zucchero

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Grazie alla ripresa del prezzo dello zucchero e ad alcuni lavori sull’efficienza, la società saccarifera Eridania Sadam del gruppo Maccaferri riaprirà per la stagione 2017/2018. A causa delle forti perdite economiche del 2014 e 2015 la società aveva deciso di sospendere la campagna di quest’anno ma aveva garantito “la conservazione dell’intero apparato tecnico-impiantistico e organizzativo, relativo alla trasformazione dello zucchero presente nell’impianto di San Quirico”, proprio in vista di “un’eventuale ripresa dell’attività”

Oggi la società ha deciso di sottoscrivere offerte di coltivazione in un raggio massimo di 90 km dallo zuccherificio di San Quirico di Trecasali: province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Cremona e Mantova. Il prezzo che verrà proposto nella campagna saccarifera sarà superiore a quello del 2015 e a quello proposto per il 2016.

Il Gruppo industriale Maccaferri, parallelamente, continua nell’attività di studio per lo sviluppo dello stabilimento di San Quirico in una bio-raffineria, affiancando progetti nell’ambito della chimica verde, in particolare nella produzione di bio-plastiche da glicerolo e nella produzione di acido levulinico da sughi zuccherini, sempre da barbabietola. A tal fine la ripresa delle attività dello stabilimento ha anche l’obiettivo di mantenere viva la produzione di barbabietola nel bacino storico dello stabilimento. Per il futuro – sottolinea il Gruppo Maccaferri – resta fondamentale il supporto delle istituzioni, in primis quello del Ministero delle Politiche Agricole, che ha sempre dedicato particolare attenzione al settore bieticolo-saccarifero.

Il deputato Giuseppe Romanini (PD) e l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli hanno dichiarato il loro appoggio istituzionale all’azienda. “La Regione- riferisce l’assessore- non mancherà di garantire il proprio sostegno alla filiera, perché sono convinta che occorre fare il possibile per salvaguardare la bieticoltura nei nostri bacini agricoli e per mantenere in Italia una quota di produzione di zucchero. Non solo per non dipendere completamente dall’estero per un materia prima comunque fondamentale ma anche, in prospettiva, per le opportunità di valorizzazione che potrebbero cogliere diverse filiere a valle del prodotto. Infine guardiamo con grande interesse ai progetti innovativi che ha in cantiere il Gruppo Maccaferri che, tra l’altro, potrebbero creare nuovi interessanti sbocchi di mercato alle produzioni regionali”.

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