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Francesca Dosi sceglie l’Oltretorrente per il suo atelier d’arte. ‘Qui sento la bellezza senza tempo tra le diverse culture e i dialoghi popolari’

Nella serata di sabato 30 marzo, in via Imbriani 50/a, Francesca Dosi ha inaugurato il proprio atelier di pittura.

E’ stata per i molti partecipanti l’occasione di brindare alla nascita di un laboratorio creativo e di un accogliente spazio espositivo dove la pittrice lavora e conserva le proprie opere in un dialogo ininterrotto con la strada che la ospita.

Rientrata ormai da qualche anno da Parigi, Francesca ha deciso di riproporre nella nostra città un luogo di ricerca e di ritrovo molto simile a quelli della Montmatre, dove abitava. La pittrice racconta che allora dipingeva all’interno di un vasto spazio condiviso con altri pittori e, una volta a Parma, si è ritrovata senza un luogo in cui poter lavorare alle proprie tele, perlopiù di grosse dimensioni.

A spingerla alla ricerca del laboratorio è stata dunque la necessità “vitale” di proseguire nella propria ricerca pittorica e di farlo in uno spazio che non fosse quello delle mura domestiche, bensì un luogo deputato al lavoro artistico.

In pochi mesi ha creato un “atelier” d’altri tempi in cui i toni caldi della pittura si sposano con la pietra e le travi a vista di un interno settecentesco.

La vetrina del laboratorio si affaccia infatti su di una tipica via dell’oltretorrente, dove le case dai toni pastello portano addosso il ricordo della resistenza partigiana e di un passato popolare, di qualcosa di genuino che ancora si percepisce e che induce oggi molti giovani a collocarvi le proprie “imprese” culturali, nella speranza di farne un polo di ricerca e di ritrovo.  

Non a caso l’inaugurazione è stata seguita dal vernissage della mostra “Seppia” presso l’eno-libreria Chourmo, a pochi metri dall’atelier, uno dei tanti esercizi “non solo” commerciali che contribuiscono alla riqualificazione del quartiere con incontri, presentazioni, esposizioni e conferenze.

Introdotta da una conversazione sul percorso di ricerca di Francesca e condotta da Annalisa Mombelli (storica dell’arte) e Monica Mattioli (anglista), la mostra, visibile ancora per una decina di giorni, raccoglie una serie di quadri di piccole dimensioni accumunati da un cromatismo che tradizionalmente evoca un mondo scomparso: le cartoline d’epoca che annunciano la Lettera in corpo (la produzione più recente di Francesca, ispirata alle Relazioni pericolose di Laclos), l’icona di Marilyn che scompare dietro un velo mortuario, il volto di Fabrizio de Andrè di cui continuano a “nutrirsi” anche le nuove generazioni.

Francesca, convinta che l’arte sia una delle modalità più dirette ed efficaci nello stimolare la partecipazione collettiva e la riqualificazione cittadinae nel promuovere un’inclusione concreta, spera di dare, con il proprio spazio e con le opere che nasceranno al suo interno, il proprio contributo, seppur piccolo, a recuperare e rinnovare la bellezza senza tempo di questo centro multietnico e popolare che sta “al di qua dell’acqua” del torrente Parma .

Sito: www.francescadosiartist.com

Pagine facebook: L’Atelier di Francesca Dosi, Atelier-Ninfa, Atelier- Evanescenze.

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