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Parma capitale della cultura contemporanea con la nuova mostra a Palazzo del Governatore- Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività

di Titti Duimio 

Il Palazzo del Governatore torna ad essere protagonista dell’arte contemporanea dopo la mostra ‘Il Terzo Giorno’ che ha rilanciato Parma nel circuito internazionale delle grandi sedi espositive sulle produzioni artistiche più innovative.

Dal 10 novembre 2018 al 24 febbraio 2019, il Palazzo del Governatore di Parma accoglie infatti la mostra “Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività. Avanguardie in Germania” che propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di questa corrente culturale e artistica, sviluppatasi in Germania nella prima metà del Novecento, provenienti dal Von der Heydt Museum di Wuppertal (Germania) dove ha sede una delle più imponenti collezioni dell’Espressionismo tedesco e delle tendenze artistiche del periodo dopo la prima guerra mondiale, come la Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) e le diverse forme di Costruttivismo e Razionalismo.

L’evento espositivo è organizzato da Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con il Von Der Heydt Museum di Wuppertal, con il contributo del Comune di Parma, col sostegno di Iren e di CePIM – Interporto di Parma.

“La nostra intenzione è quella di portare un’attenzione particolare sull’arte contemporanea a Parma da sempre sede naturale di ricerca e di produzione di linguaggi culturali – spiega l’assessore Michele Guerra-Una mostra internazionale curata da Lorand Hegyi e Gerard Finckh per ripercorre la produzione delle avanguardie tedesche del primo ‘900 che hanno completamente cambiato il linguaggio dell’arte in tutto il mondo e che conferma il ruolo di Parma nel panorama cultura nazionale”

“Una grande sinergia tra i diversi assessorati per creare un percorso culturale e turistico che possa attirare pubblico nella nostra città-ha poi sottolineato Cristiano Casa-Un anno questo che ha portato un incremento di presenze a Parma dell’ 8,7% grazie ai prestigiosi riconoscimenti ottenuti recentemente sia nel campo enogastronomico con il titolo Unesco City of Gastonomy, sia con l’ investitura di Capitale della Cultura per il 2020 e che punta su questo importante appuntamento espositivo per incrementare ulteriormente i dati incoraggianti finora raggiunti”

“L’auspicio – ha detto Andrea Gambetta, presidente di Solares Fondazione delle Arti organizzatore della mostra insieme al Comune – è che la città possa avere sempre più caratteristiche internazionali e una programmazione culturale dello stesso livello: proprio la prospettiva sulla quale ci affacciamo ospitando a Parma questa mostra”.

Alla conferenza di presentazione è intervenuto poi Lorand Hegyi, ungherese, curatore della mostra e storico d’arte contemporanea tra i più apprezzati a livello internazionale con una lezione sul periodo storico e sulla produzione artistica che sarà presentata nelle 40 opere esposte in mostra a partire dal 10 novembre.

Il percorso espositivo si svilupperà in due importanti sezioni:la prima concentrata sull’Espressionismo tedesco, presentando opere paradigmatiche per lo più provenienti dalla cerchia dei gruppi di artisti del Die Brücke (Il Ponte) di Dresda, quali Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Otto Mueller, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluf, Max Pechstein del Der Blaue Reiter (Il Cavaliere azzurro) di Monaco, tra cui Vassilj Kandinskij, Franz Marc, Alexei Jawlensky, August Macke e di Der Sturm, la rivista d’arte e galleria con base a Berlino, con autori quali Heinrich M. Davringhausen, Max Beckmann, Karl Grossberg.

La seconda offrirà  la visione dei cambiamenti estetici negli anni del primo dopoguerra, quando artisti quali Karl Hofer, Eberhard Viegener, Otto Dix, Max Ernst, Jankel Adler, rappresentanti della Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) hanno creato, sotto l’influenza del nuovo Razionalismo e Funzionalismo, della “Pittura Metafisica” e del Neo-Classicismo del cosiddetto “Ritorno all’ordine” sviluppate in Italia, una nuova atmosfera artistica che riflette la disillusione della generazione che ha vissuto la guerra e la conseguente perdita di vite umane, la distruzione di città europee, la presa di potere delle macchine sia durante gli anni della guerra che nei primi anni ’20, ovvero nell’epoca della modernizzazione e della razionalizzazione della produzione, della vita, della società.

“L’esposizione – afferma il curatore, Lorand Hegyi -, grazie alla generosa e altamente professionale collaborazione con il Direttore del Museo Von Der Heydt, Dr.Gerhard Finckh e dei suoi colleghi, propone un approfondimento di un così importante movimento artistico, che più di 100 anni dopo la sua nascita conserva un messaggio estetico ed etico ancora estremamente diretto ed essenziale attraverso un linguaggio empatico che trasmette con efficacia messaggi toccanti, drammatici e spirituali”.

Nelle arti visive, nel cinema e nella musica, nella letteratura e nel teatro, nella filosofia e nella teoria politica, l’Espressionismo diventa – poco dopo la sua nascita sulle pagine di riviste e libri, nelle sale espositive e nelle sale da concerto – sinonimo di ‘Modernità’, l’incarnazione del nuovo spirito del nuovo secolo.

La nuova arte ha manifestato un controcanto alla vita reale e ha favorito la libera espressione del mondo interiore delle emozioni, dell’immaginazione e dell’intensità spirituale. Influenzati da Friedrich Nietzsche, Henri Bergson, Walt Whitman, Rudolf Steiner, i giovani artisti si sono avvicinati all’antropologia, all’antroposofia, alla teosofia e anche al Romanticismo, rivisitando l’arte medievale,  così come l’arte africana e i temi folklorici.

Uno dopo l’altro, si costituiscono gruppi di artisti e gallerie d’arte, riviste culturali e politiche che proclamano la necessità di una Nuova Spiritualità, basata sul potere dell’espressione immediata delle forze e delle energie interiori che scuotono l’umanità. Nel 1905 il gruppo “Die Brücke” viene fondato a Dresda da quattro giovani artisti tedeschi che organizzarono in breve tempo diverse mostre della loro nuova attività pittorica.

Tre anni dopo, nel 1907, il giovane storico dell’arte Wilhelm Worringer pubblicò “Astrazione ed empatia” in cui interpreta le forme astratte come manifestazione di un mondo spirituale alternativo al mondo materiale della natura. Il libro di Worringer ha influenzato l’intera generazione dell’espressionismo. Poco dopo, nel 1911, Kandinskij e Franz Marc fondarono il gruppo di artisti dell’espressionismo “Der Blaue Reiter”, che raccolse numerosi artisti internazionali del nuovo movimento.

Un anno dopo, nel 1912, Vassilj Kandinskij, uno dei padri dell’Astrattismo, pubblicò il suo famoso e influente libro “Lo Spirituale nell’Arte” in cui parlava della “necessità interiore” come forza propulsiva della creatività artistica. Nello stesso anno il poeta, scrittore ed editore Herwarth Walden aprì a Berlino la sua galleria “Der Sturm” che divenne anche il centro più importante dell’Espressionismo così come del Futurismo e del Cubismo. Attraverso l’attività della galleria l’Espressionismo tedesco divenne parte delle Avanguardie internazionali e svolse un ruolo molto influente sia nell’arte che nella teoria. La presenza di artisti internazionali di primo piano nella sua galleria manifestò anche la complessità delle avanguardie, come le diverse prospettive e le strategie sociali e politiche con cui i vari movimenti erano collegati.

 

Per la sua qualità, l’esposizione di Palazzo del Governatore di Parma è stata inserita tra gli eventi dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018, promosso dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, coordinato dal MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali.

 

 

Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività

Avanguardie in Germania

Parma, Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi

10 novembre 2018 – 24 febbraio 2019

 

Orari:

Martedì e mercoledì 15-19. Da giovedì a domenica e festivi 10-19.

Lunedì chiuso. Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

 

Biglietti:  intero 10 euro, ridotto 6 euro, ridotto scuole e studenti 4 euro

 

Catalogo: Gruppo Spaggiari Parma

 

Informazioni: tel IAT 0521 218889

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