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Storia crociata – Parma Cagliari 3-2, il gol di Simplicio e il germe della salvezza

C’è un Parma-Cagliari che si eleva nella secolare storia Crociata, tra le sfide di campionato che sin dagli Anni Trenta allo stadio Ennio Tardini hanno visto affrontarsi la squadra sarda e la nostra.

Si innalza, per averci fatto vivere indelebili trepidazioni e aver marcato un solco determinante.

E’ la partita che si consumò domenica 6 marzo 2005. Con una vittoria dal risultato avvincente di 3-2. Conquistata in dieci uomini (il nostro portiere Sebastien Frey a mezz’ora dal termine fu espulso per un’uscita fallosa al limite dell’area sul neo entrato David Suazo). Maturata al 94’, grazie a un imparabile tiro sferrato dal centrocampista brasiliano Fabio Simplicio.

Già al 4′ passarono in vantaggio gli ospiti (tra le cui fila militavano il grande ex Gianfranco Zola e il nostro futuro inossidabile Massimo Gobbi), che approfittarono di una sfortunata autorete di Daniele Bonera nel tentativo di anticipare di testa Mauro Esposito.

Reagimmo in un istante: al 10′ il nostro bomber Alberto Gilardino sotto porta si girò benissimo per concretizzare un bell’assist dalla sinistra di Mark Bresciano.

Sempre il centrocampista offensivo australiano ispirò l‘immediato raddoppio, al 17′, da calciò d’angolo. Realizzò di testa il centrale difensivo Cesare Bovo, dopo una decisiva deviazione, sempre di testa, del Gila.

Al 34′ Domenico Mimmo Morfeo ci deliziò e ci illuse. Toccando splendidamente di tacco il pallone, che terminò sul palo.

Nel secondo tempo, a due minuti dal termine, una girata di Suazo servito da Rolando Bianchi trafisse alla sua destra Luca Bucci, che aveva rimpiazzato Frey per il 2-2.

Sembrava finita, ma all’ultimo soffio il missile terra-aria di destro di Simplicio, spedì la sfera all’incrocio dei pali alla sinistra dell’estremo difensore cagliaritano Gennaro Iezzo.

Facendo letteralmente esplodere il Tardini come forse vi riuscì soltanto il gol definitivo di Hernan Crespo alla Juventus sei anni prima.

Fu il successo del cuore Crociato. Fatto palpitare, prima della gara, dalla ‘marcia della salvezza’: “Portiamo il Parma alla salvezza !!!”. Dal Barilla Center, sede del ritiro della squadra, fino all’Ennio. Percorrendo barriera Repubblica, viale San Michele e piazzale Risorgimento.

Tutti assieme. Mischiati, Giocatori, staff tecmico e tifosi. Da allora, negli anni successivi, divenuta una tradizione caratteristica e identitaria della nostra comunità.

Ci si salvò con quel cuore, interpretato dalla guida di mister Gedeone Carmignani, in quell’interminabile stagione. Con l’apoteosi, tre mesi più tardi, nell‘epico spareggio andata e ritorno con il Bologna, a giugno inoltrato. Recuperando in trasferta una sconfitta casalinga.

Una forza d’animo che sorse in quella prova contro il Cagliari, altra pietra miliare della nostra storia.

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