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15-17 giugno: torna il Festival della Lentezza a Colorno

Dal 15 al 17 giugno 2018 alla Reggia di Colorno incontri, spettacoli, laboratori, mostre, libri per coltivare la qualità dei rapporti umani nel rispetto della terra e delle sue risorse naturali. Il 4 giugno al Podere Stuard è stato presentato il ricco programma.

La splendida Reggia di Colorno (PR) si prepara ad ospitare il Festival della Lentezza, che dal 15 al 17 giugno 2018 coltiva in un percorso di incontri, laboratori, spettacoli, documentari e libri, una filosofia di vita che mette al centro la qualità dei rapporti umani, nel rispetto del territorio e delle sue risorse naturali.

Lunedì 4 giugno 2018, la conferenza stampa di presentazione della manifestazione si è svolta, non a caso, nel Podere Stuard, azienda agraria specializzata nella produzione biologica, il recupero e la tutela della biodiversità agricola e l’agricoltura sostenibile. Temi al centro dell’edizione del Festival della Lentezza di quest’anno, come spiegato dalla sindaca di Colorno Michela Canova, la quale ha posto l’accento sul progetto Bosco del Tempo, al quale partecipa anche l’ Azienda Agraria Sperimentale Stuard di Parma: un frutteto di frutti dimenticati realizzato in un’area messa a disposizione del Comune, per il quale nei mesi scorsi sono stati raccolti circa 20.000 euro con l’adozione di alberi da tutta Italia. Tra qualche anno, i frutti raccolti saranno parte della dieta dei bambini nel servizio mensa e protagonisti di percorsi di educazione ambientale sul campo.

“Per toccare nel concreto come la lentezza, nel senso di prendersi cura dell’ambiente, rappresenti il rispetto da parte della comunità nei riguardi della natura”, ha detto la sindaca. La mattina di domenica 17 giugno sarà piantato nel terreno il primo seme del Bosco del Tempo. “Gli alberi da frutto saranno espressione di piante autoctone – ha spiegato Roberto Reggiani del Podere Stuard – e della varietà che va oltre l’omogeneità imposta dagli scaffali dei supermercati. Sarà un luogo di interazione, di svago, il posto in cui passare il tempo, ma anche dove aiutare, coltivare con il coinvolgimento della comunità. La lentezza è alla base della biodiversità. È la velocità che ci porta a standardizzare i prodotti”.

Marco Boschini, direttore artistico del Festival e coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi che organizza l’evento, ha posto l’accento sul tema della manifestazione: “coltivare”, un concetto che connette contenuti di varia natura e che è inteso in tutte le sue accezioni, dal coltivare la terra, al coltivare cultura, passioni, relazioni. “Le tante attività del ricco programma del Festival della Lentezza sono per la maggior parte gratuite e ad ingresso libero – ha sottolineato Boschini -. Per ogni evento c’è la possibilità di registrarsi e prenotarsi sul sito internethttps://lentezza.org/. Da non perdere, la cena anti-spreco di venerdì 15 giugno, che racchiude aspetti cruciali del festival, cioè il tema del cibo legato allo spreco alimentare, un problema etico, economico ed ambientale”. Appuntamento alle 20.00 nel giardino della Reggia con lo Chef Cristian Broglia e il prete di strada Don Fabio Corazzina. Circa 30 volontari saranno a lavoro per dare supporto nell’organizzazione e nella logistica della manifestazione, ragazzi e ragazze che nell’occasione faranno esperienza nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Inoltre, un questionario sarà somministrato ai partecipanti della comunità del festival, per ricevere feedback. Ad entrare nei dettagli del programma, durante la conferenza stampa, Alberto Monteverdi, organizzatore del Festival della Lentezza, il quale ha ricordato i nomi di richiamo che saranno presenti, come il filosofo e psicologo Umberto Galimberti, lo scienziato Stefano Mancuso, il musicista Samuele Bersani, lo scrittore Erri De Luca, la filantropa Cecilia Strada, il trombettista Paolo Fresu. “Non solo grandi nomi – ha aggiunto Monteverdi – ma una moltitudine di incontri ed attività laboratoriali, non solo per ascoltare, ma anche per fare. D’altronde, le relazioni si coltivano nel fare”. I laboratori saranno suddivisi a seconda delle fasce di età. Tante anche le esposizioni, tra cui lo spazio alla lettura con le Librerie Coop, il mercato contadino con i produttori locali a filiera corta (domenica 17 giugno), arte e artigianato. Particolarmente importante è la mostra fotografica incentrata sulla condizione femminile, come illustrato da Fabrizia Dalcò di Coop Alleanza 3.0, che ha collaborato all’organizzazione. La mostra dal titolo“Cento giorni di solitudine”, che sarà inaugurata il 16 giugno alle 10.00, è realizzata dalla fotografa dalla cittadinanza palestinese Nidaa Badwan, nota per la sua protesta artistica e pacifica riguardante la condizione del suo popolo e quella delle donne, in particolare. “Dietro al coltivare vi è il seminare – ha detto Fabrizia Dalcò – e il legame con il proprio territorio in cui si seminano e si vendono i prodotti. Coltivare è correlato anche alla cultura attraverso i libri che tramite le librerie Coop saranno presenti al festival”. Coltivare la lentezza.

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