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I pazienti di oncologia pediatrica diventano Supereroi

“Guarda mamma, sono Superman!”, esclama Andrea tutto orgoglioso mentre ritira la mega foto che lo ritrae nei panni del suo super eroe preferito. C’è chi si è trasformato in Batman, chi in Spider Man, chi in Capitan America. Ogni piccolo paziente ha scelto un personaggio che più lo rappresentava e i volontari dell’associazione I folletti li hanno immortalati in una foto che è stata riconsegnata questa mattina con un festa nel reparto di Pediatria e Oncoematologia dell’Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla”.

Abbiamo cavalcato l’idea realizzata dal fotografo italo-statunitense Josh Rossi – spiega Enza Salvati, presidente dei Folletti – e abbiamo trasformato i piccoli pazienti nei supereroi dei loro sogni. Un modo per cercare un sorriso e trasmettere ai ragazzi che frequentano questo reparto che loro sono i veri super eroi, capaci di affrontare la sfida più impegnativa della loro giovane esistenza. Perché, come dice Bebe Vio, se è impossibile, si può fare”.

I volontari dell’associazione hanno acquistato costumi e trucco mentre i fotografi (primi fra tutti Fausto Accorsi e il Circolo fotografico Brozzi di Traversetolo coordinato da Andrea Ferrari) si sono messi all’opera con grande professionalità. Grazie alla disponibilità della psicologa Federica Guidotti e al personale del reparto, hanno infatti allestito un vero e proprio set fotografico dove i protagonisti sono stati loro, i pazienti in cura presso il centro diretto dalla dottoressa Patrizia Bertolini. Così se la preparazione è stata divertente altrettanto lo è stato il risultato, con Macxs Oppici che ha curato l’aspetto grafico del lavoro ottenendo fotografie degne di una locandina di un film d’azione.

Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con tanto entusiasmo per realizzare questo progetto – conclude Enza Salvati – a cominciare dai bambini che sono stati i nostri protagonisti con le loro famiglie, al personale tutto del reparto, ai fotografici, al grafico e ai benefattori che hanno permesso, con le loro donazioni, che questo progetto prendesse forma”. E così ogni ragazzo se ne è tornato a casa con la prova sotto il braccio di essere entrato nella schiera dei supereroi.

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