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20 gennaio: “Chi aiuta chi assiste?”, un convegno dedicato alle famiglie dei malati di Alzheimer

La demenza è una malattia che deteriora progressivamente le capacità cognitive, sociali, funzionali del singolo e che influisce significativamente anche sul funzionamento dell’intero sistema di riferimento, famiglia e comunità sociale, determinandone necessità sempre più consistenti di natura sanitaria e socio-assistenziale: a questo delicato aspetto è dedicato il convegno “Chi aiuta chi assiste?”, organizzato A.I.M.A. – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – con il patrocinio delComune di Parma e di AUSL Parmasabato 20 gennaio, nella sala dei Convegni di Palazzo Soragna(strada al Ponte Caprazucca 6/a), dalle 9,30.

Ne hanno parlato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa l’assessora al Welfare, Laura Rossi, ed il Presidente di AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – sezione di Parma, Claudio Secchi.

“Il convegno di sabato – ha spiegato l’assessora al Welfare Laura Rossi – rappresenta un momento importante per riflettere e confrontarsi sul tema del supporto ai familiari di persone malate di Alzheimer nel difficile percorso di accompagnamento e comprensione della malattia. La proposta dell’Associazione AIMA è quella di estendere gli interventi a favore delle famiglie delle persone malate, secondo una progettualità innovativa ed efficace”.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato il Presidente di AIMA – sezione di Parma, Claudio Secchi – è quello di aiutare il più possibile i familiari nell’affrontare i difficile percorso della malattia, tramite diverse attività ed iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni per affrontare in modo adeguato una malattia sempre più diffusa. Vogliamo approfondire il tema di chi assiste il malato ed il convengo di sabato sarà l’occasione per farlo, anche alla luce delle nuove progettualità che intendiamo mettere in campo”.

Il presidente AIMA – sezione di Parma, Claudio Secchi, ha ringraziato la famiglia Raciti ed Angela Raciti per la donazione generosa fatta in memoria di Rosario Raciti, grazie alla quale sarà possibile avviare il progetto dedicato agli “interventi a favore del caregiver”. Un grazie è andato anche alla fondazione famiglia Furlotti ed alla Fondazione Cariparma.

Nella provincia di Parma attualmente ci sono circa 10.000 ammalati di demenza, dei quali circa 6.600nel solo Comune di Parma. Questi numeri sono destinati ad aumentare drammaticamente nel giro di pochi anni. Le famiglie rappresentano il servizio di assistenza maggiormente diffuso per le persone con disturbi cognitivi.

Attualmente a Parma più del 90% dei soggetti affetti da demenza vivono al proprio domicilio (con il coniuge o con i figli), spesso a totale carico della famiglia che cerca di garantirne una cura multiforme e continuativa. La presenza di un ammalato di demenza, nelle diverse fasi di malattia, comporta sempre un carico estremamente difficoltoso per i famigliari, imponendo dei cambiamenti significativi nell’organizzazione della vita familiare. A volte, se la famiglia è sola ad affrontare il problema, la situazione può risultare insopportabile.

Il convegno “Chi aiuta chi assiste?” intende esplorare gli interventi attuali e possibili a fronte di questa vera e propria emergenza sanitaria e sociale, affinché la famiglia sia accompagnata e sostenuta nell’affrontare la cura del proprio malato, cercando di rimuovere i fattori che rendono la situazione insopportabile.

Il convegno sarà inoltre l’occasione per presentare il progetto “In famiglia”.

Con questo progetto AIMA intende sostenere le famiglie che assistono malati gravi di demenza, in genere con disturbi comportamentali, intervenendo direttamente al loro domicilio.

Dietro segnalazione da parte degli assistenti sociali, degli operatori dell’assistenza domiciliare e dei professionisti del Centro Disturbi Cognitivi, due psicologhe-psicoterapeute di AIMA si recheranno all’abitazione del nucleo familiare, occupandosi l’una delle condizioni del malato e l’altra delle condizioni del caregiver, il famigliare.

È una proposta di attività di “stimolazione della comunicazione” a domicilio con il demente medio-grave o grave in cui la conversazione viene considerata come un metodo di cura per affrontare la patologia contrastando l’isolamento relazionale.

In questo modo le psicologhe aiuteranno a mantenere la relazione con il malato il più a lungo possibile, favorendone una migliore gestione da parte dei familiari e degli operatori.

L’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer A.I.M.A. è presente a Parma dal 1994 e opera per agevolare il più possibile gli ammalati e i loro familiari nel difficile percorso lungo la malattia.

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