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Welfare Parma 2020: pubblico e privato insieme per diffondere la cultura della condivisione

Firmato la mattina del 12 Gennaio, presso la sede della Fondazione Cariparma, il protocollo di intesa del progetto ‘Welfare Parma 2020’ promosso e finanziato dalla Fondazione.

Una vision sviluppata dall’intesa e complementarietà tra Pubblico e Terzo Settore, tra sociale e sanitario, tra realtà formali ed informali, dove il coinvolgimento diretto dei cittadini rappresenta il valore che innesca processi virtuosi di convivenza.

Il progetto “Welfare Parma 2020” è nato nell’ambito di “Espr.it – La comunità genera nuovo welfare”, percorso promosso e sostenuto da Fondazione Cariparma.

Tale percorso ha visto l’attivazione di diversi gruppi di lavoro multi-professionali e inter-istituzionali (con il coinvolgimento, fra gli altri, del Comune di Parma, di Azienda Ospedaliero-Universitaria e AUSL di Parma, di Forum Solidarietà, del Consorzio di Solidarietà Sociale e delle OO.SS.), chiamati a proporre progettualità innovative nell’ambito del welfare di comunità.

In tale ambito è stato ideato un progetto, chiamato “Welfare Parma 2020”, che fa tesoro di tutte le azioni e sperimentazioni portate avanti in questi anni in ambito sociale, volte a dare risposte a fragilità e vulnerabilità in un contesto in cui la crisi economica e le dinamiche sociali tendono ad essere fattori di indebolimento individuale e collettivo delle relazioni e delle reti di prossimità.

Il progetto si realizza attraverso due modalità: una prima riguarda la facilitazione all’accesso, all’accompagnamento all’utilizzo delle opportunità già presenti sul territorio; la seconda prevede invece lo sviluppo di modalità complementari soprattutto legate alla relazione, al supporto e alla prossimità, che consenta alle persone di non vivere momenti difficili della vita in solitudine.
Già da molti anni Servizi e Terzo Settore di Parma sono impegnati in sperimentazioni che, superata l’idea di servizio tradizionale, attivano risorse relazionali che fanno leva sull’integrazione tra figure professionali e volontarie nel rispetto dei reciproci ruoli complementari.

Espr.it ha favorito e rafforzato due piani di intervento:
Pubblico/terzo settore: già ripreso negli ultimi anni grazie all’istituzione delle micro equipe miste di Accordi di Comunità e alla sperimentazione dei Punti di Comunità;
Sociale/Sanitario: consolidare e sviluppare i percorsi di integrazione già in essere, in particolare le sperimentazioni più innovative (ad esempio il progressivo sviluppo delle Case della Salute, oltre ai citati percorso nascita e percorso delle dimissioni difficili).

Il risultato atteso del progetto è che ogni persona, che vive una situazione di difficoltà, possa avvalersi di una rete di prossimità in grado di accompagnarla e sostenerla e di valorizzarla, consentendole di mettere a disposizione della comunità, in una logica di circolarità, le proprie risorse e capacità.
In tale prospettiva, il risultato atteso complessivo è che ogni persona si senta parte di una comunità dalla quale può ricevere ma soprattutto alla quale può donare piccole azioni quotidiane che formano la ricchezza della comunità stessa, dove ognuno ha un ruolo specifico che, ben integrato al resto del sistema, esprime un potenziale d’azione solo parzialmente esplorato.

“Welfare Parma 2020” riserverà particolare attenzione all’area della vulnerabilità, espressa da chi vive una difficoltà ma non conosce e non fruisce dei percorsi d’aiuto istituzionali.
La modalità per conseguire tale risultato è lavorare a partire dai Punti di Comunità, presidi del territorio animati da volontari, promuovendone il naturale sviluppo in un sistema di rete, coordinato da un punto hub situato in Ospedale, e in connessione con i soggetti pubblici, privati, terzo settore e ogni altra realtà che nel tempo, condividendo il progetto, voglia aderire.

L’auspicio, dunque, è che tutti i quartieri della città possano essere in grado di proporre servizi leggeri di comunità (orientamento, accompagnamento, supporto alla domiciliarità, link e animazione territoriale, sostegno materiale); di essere in connessione proattiva con i “segnalatori di bisogni”: hub in ospedale, soggetti formali (Poli sociali, Case della Salute, scuole, parrocchie, società sportive, …) e informali del territorio (commercianti, privati cittadini, …); di mantenere la relazione con il cittadino attraverso l’aggancio, l’ascolto, l’accompagnamento e la co-costruzione; di proporre azioni di animazione della comunità (cura di spazi collettivi, collaborazione con feste di quartiere, continuità nelle relazioni con realtà/persone significative, …).
I Punti di Comunità evolvono quindi in PUNTI.com svolgendo anche un ruolo di connessione, raccordo, coordinamento delle risorse del territorio.

In sintesi, il progetto “Welfare Parma 2020” intende, da un lato, valorizzare, facilitare e connettere quanto esiste nelle istituzioni e soprattutto fuori da esse; dall’altro si propone come luogo di sviluppo di nuove azioni capaci, anche attraverso una forte attivazione dei cittadini e il coinvolgimento di imprese e nuovi attori, di produrre nuove modalità di supporto alla domiciliarità, alla fragilità e alla solitudine.

Un protocollo di intesa è stato siglato tra i partner del progetto in presenza dell’assessore Laura Rossi per Comune di Parma, Massimo Fabi per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Elena Saccenti per Azienda USL di Parma, Simona Tedeschi per il Forum Solidarietà, Federica Montani per il Consorzio Solidarietà Sociale, Federico Ghillani in rappresentanza di CISL-UST Parma-Piacenza, UIL CST Emilia-Camera Sindacale Territoriale Parma-Piacenza.

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