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Diari di Bordo, chiusura estiva: riflessioni di un libraio indipendente

di Antonello Saiz  

 

Il prossimo 13 settembre sarà festa: sono tre anni, infatti, che io e Alice abbiamo creato questo spazio a Parma in Borgo Santa Brigida al numero 9. Uno spazio che, fin dal primo giorno, abbiamo voluto fortemente identitario: una Libreria con un progetto culturale molto ben definito e delineato. Volevamo dare vita a una realtà focalizzata sui luoghi e sul viaggio e riempire gli scaffali soltanto di buona editoria indipendente di qualità.

Tra mille difficoltà ci siamo riusciti a creare un nostro piccolissimo e vivace angolo di cultura. Siamo riusciti ad animare quello spazio di gente come noi; gente motivata da un incredibile amore per i libri. Non era semplice ritagliarsi uno spazio originale per i lettori, all’interno di una città colta e già con diverse realtà culturali strutturate da molti anni sul territorio. Ma lontano dalle logiche della grande distribuzione e forti di un grande legame personale che ci univa, solidificatosi intorno ai libri, tutto questo è stato possibile, nonostante le mille difficoltà oggettive che la gestione di una libreria comporta.

Tra presentazioni mirate e ben studiate, mostre di fotografia ed esposizioni di quadri, corsi di scrittura, letture ad Alta Voce, collaborazioni con altre librerie indipendenti sparse in giro per l’Italia,iniziative in associazione con case editrici, Università, Comune, Musei, siamo riusciti a creare un luogo di condivisione, che col tempo è diventato parecchio apprezzato anche fuori dai confini della città ducale. Ogni libreria che si rispetti, con i suoi librai, dovrebbe avere,tra i compiti principali, quello di fare della buona divulgazione. Ed è proprio da quel presupposto che siamo partiti con il proporre autori di qualità e presentazioni capaci di togliere la polvere dai libri e i libri dalla polvere.

Non si contano il numero di presentazioni in tre anni, considerando la media di due a settimana in giorni prestabiliti, al Mercoledì e al Sabato. Coinvolgendo persone di grande spessore culturale e umano come Ivano Porpora, Jacopo Masini, Fabrizia Dalcò, Andrea Cabassi, Claudio Bocchi, Seba Pezzani siamo riusciti a fare gran belle cose all’interno del nostro spazio. La lista di chi è passato dai Diari è lunghissima, a partire dall’ultimo vincitore del Premio Strega, Paolo Cognetti passando per Luca Briasco e Elisabetta Bucciarelli e Paolo Colagrande, Alessandro Zaccuri, Francesco Permunian, Chiara Marchelli, Paolo Nori, Paola Barbato, Demetrio Paolin, Ilaria Gaspari, Alessio Torino, Valerio Aiolli,Alessandro Carlini, Claudio Morandini, Gabriele Di Fronzo, Sandro Campani, Alessandro Raveggi, Alessandro Garigliano, Marta Zura-Puntaroni, Giorgio Serafini-Prosperi, Gian Luca Favetto, Silvia Greco,Fabrizio Patriarca, Alessandra Minervini, Ginevra Lamberti, Simona Baldanzi,Andrea Cisi e tanti tanti altri. Non sono mancati autori stranieri di grande portata come Andrès Neuman, Arno Camenisch, Joseph Incardona,Tom Drury, Brian Turner…

Riuscire ad ottenere, per la competenza e la serietà con cui svolgiamo il nostro lavoro di librai, la fiducia di tante case editrici indipendenti, solide e importanti, è stata una conquista non da poco in questi tre anni. Librai integralisti per certi versi, ma mossi sempre da grande passione e grandi passioni civili. A proposito di passione civile, uno degli ultimi libri che si possono apprezzare in questa libreria è Memoria e sulla Resistenza di Nicola Maestri.
Nell’ultimo di Nicola Maestri siamo sempre in zona Resistenza e il protagonista è Olmo,un ragazzo giovanissimo che desidera la libertà e ama la sua Clelia di un amore contrastato e struggente. A maggio del 1944, in piena occupazione nazista, decide di unirsi ai ribelli della Resistenza, sulle montagne al confine tra Parma e Reggio. Inizia così un viaggio che ci trasporta, attraverso quello che succederà da lì in poi, sulla superficie delle linee generali della Memoria. Ma la storia di Olmo spacca questa superficie e ci trascina a picco nella memoria personale, quella vera, quella che fa male. Il generoso Olmo che ama e combatte, viene fatto prigioniero e mandato a Mauthausen, nella perversione assoluta. Olmo cerca di sopravvivere e quando dopo la liberazione torna a casa conta chi c’è, e chi non c’è più, con la voglia di vivere che fatica a ritornare. Riesce col tempo a trasformare la propria tragedia in missione. Una missione che porterà avanti fino al suo novantesimo compleanno, e oltre, non cessando mai di raccontare, in prima persona, quello che è stato. Il testimone passa a noi, che dobbiamo liberarci dalla trappola dell’insensibilità.“Non sarà un inverno freddo” è un libro che rompe la patina di una società che viaggia veloce sulla superficie, e ti lascia la grande scelta di vivere quei momenti, di diventare una parte vitale della memoria collettiva, e di tramandare nel futuro Libertà, Rispetto e Coraggio.
Nicola Maestri aveva esordito nella scrittura attraverso il primo libro “Ti riporto a casa” raccontando la storia vera di suo nonno, Eleuterio Massari, uno dei sette martiri di Piazza Garibaldi,che prelevati dalla caserma e dalla sede della brigata nera furono trucidati per rappresaglia dai nazifascisti, dopo atroci sevizie, nella notte del primo settembre 1944, i cui corpi martoriati furono trasportati da Piazza Garibaldi e lasciati davanti alla Villetta come barbaro monito di ciò che poteva accadere agli oppositori del regime. Sono i borghi dell’Oltretorrente di Parma, durante gli anni Quaranta,i protagonisti di questo libro assieme alla determinazione e al coraggio di nonna Livia e all’ostinata resistenza e all’ironia di nonno Eleuterio. Nel racconto di questa tenera vicenda s’intrecciano gioia e dolore, amore e odio, libertà e prigionia, dolcezza e crudeltà, eroismo e viltà.
Una scelta non casuale quella di concludere la nostra stagione degli Eventi con dei chiari esempi di R*esistenza. Una R*esitenza che tocca anche noi che proviamo a fare Cultura dal nostro piccolo avamposto cittadino.

diaridibordo.jimdo.com

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