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Disabilità- La storia di Vincenzo: il ragazzo che non smise di suonare la tromba dopo quel tragico incidente

di Roberta Nardone

 

Questa è la storia di Vincenzo.

Vincenzo è un musicista di Fasano (provincia di Brindisi), che ha cominciato a suonare la tromba sin da quando aveva 8 anni, con l’aiuto di suo padre. In seguito ha deciso di portare avanti questa passione frequentando il conservatorio, nel quale un giorno diventa insegnante.

Dopo un concerto con il suo gruppo, mentre si trovava in macchina sulla strada del ritorno per Taranto, Vincenzo è stato coinvolto in un incidente stradale a causa del quale gli è stata diagnosticata la tetraplegia, un grave disturbo del movimento, che nel suo caso ha provocato un’immediata perdita di sensibilità sia degli arti inferiori che superiori.

Quando il ragazzo è venuto a conoscenza della situazione ha immediatamente pensato: “Ho davanti a me due scelte: vivere o morire. Morire però non serve a niente se alla fine sono ancora qui. Ecco perché ho deciso di riprendere in mano la mia vita: perché non mi era stata strappata via, semplicemente me n’è stata donata una nuova che seppur difficile merita di essere vissuta, perché in fin dei conti, sempre di vita si tratta”.

Il suo modo per ricominciare a vivere, non poteva essere poi così distante dalla musica, che aveva da sempre rappresentato il suo mondo: ha ricominciato a mettere insieme le note e mescolarle con le parole attraverso un dispositivo che funziona grazie ai comandi vocali; ma a Vincenzo tutto questo non bastava.

Aveva bisogno di ricominciare a suonare la tromba, come aveva sempre fatto. Era un lontano pomeriggio del 2008, quando un suo amico che aveva conosciuto in conservatorio andò a trovarlo, ma non andò a mani vuote: portò con sé la tromba e propose a Vincenzo di provare a suonarla con il suo aiuto e con l’incredulità di entrambi, quella che sembrava un’impresa impossibile, si realizzò: il musicista, nonostante fosse stato ben quattro anni senza toccare alcuno strumento musicale, riuscì a suonare sfruttando il minimo movimento di un braccio.

Immediatamente allora, l’amico con l’aiuto del padre di Vincenzo, decisero di costruire diversi prototipi che potessero permettere al trombettista di ritornare a suonare e che gli consentissero anche di farlo nei concerti, come ogni musicista che si rispetti.

“Volevo ritornare a suonare in pubblico, ma volevo farlo da professionista, mostrando il mio talento. Quegli applausi non volevo mi fossero regalati, dovevo meritarmeli davvero!”.

Sono state queste le parole di Vincenzo a proposito del suo rapporto col pubblico e con il palcoscenico.

Il ragazzo nel 2013 ha partecipato a Sanremo giovani con la canzone “S’addormenta e vola” grazie alla collaborazione con Camillo Pace, dove racconta della sua nuova vita, quella dopo l’incidente.

“Con questa lettera voglio dirti che anche se non mi posso alzare, combatterò ancora”.

Vincenzo inoltre ha fondato un’associazione gli Accordiabili, che è nata a Fasano, nel 2011, con l’obiettivo di promuovere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie in grado di avvicinare un disabile, con facoltà cognitive integre, all’utilizzo di uno strumento musicale.

Gli altri fondatori di questo progetto sono: Fabrizio Giannuzzi, Bruno Marchi, Giuliano Di Cesare e Cinzia Marasciulo, ma sono davvero numerose le associazioni e i volontari che hanno deciso di sostenere quest’importante iniziativa.

“Perché quando si tratta di un talento, non c’è barriera fisica o mentale che tenga: bisogna solo restare in silenzio e lasciarsi trasportare dalla melodia”.

2 commenti

  1. Annamaria Balloni

    La storia è questa, ma la vita di Vincenzo è molto di più. È una persona che ha dimostrato e dimostra ogni giorno che vale la pena di lottare e che le passioni e l’amore ti aiutano a superare le difficoltà anche le più difficili. Grazie Vincenzo perché sei un esempio per tutti.

  2. Francesca Palmitessa

    Bravo. Ti stimo molto e ti seguo da lontano

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