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“Oltre il ponte”, a Parma la nuova associazione per l’integrazione sociale: dialogo, informazione e collaborazione

di Arianna Belloli

 

Nasce a Parma, nel cuore del centro, una nuova associazione di promozione sociale: “Oltre il ponte”.

Oggi, 15 marzo, presso il Laboratorio Famiglia dell’Oltretorrente, la presentazione ufficiale. Il presidente dell’associazione, noto fotografo a Parma, Sandro Capatti, il consigliere aggiunto Marion Gajda e il presidente del Forum interreligioso, Luciano Mazzoni sono i tre fondatori che questa mattina hanno parlato del progetto.

L’idea, nata l’estate scorsa, è di creare legami, dialogo e promuovere l’inclusione sociale non solo tra le varie culture presenti sul territorio, e quindi con le comunità straniere integrate, ma anche aiutare le persone con disagi sociali a non sentirsi abbandonate. Ma non si tratterà solo di dialogo tra le varie associazioni, ci saranno anche progetti concreti e informazione. Senza sbilanciarsi troppo Capatti ha parlato anche di un importante progetto editoriale.

 

“Oltre il ponte” è appena nata ma già cerca la collaborazione con le altre realtà del territorio e fuori. Un primo gemellaggio è stato già annunciato oggi con l’associazione di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, “Non ne vale la pena” che aiuta e sostiene le persone detenute in carcere e i loro famigliari. Insieme stanno lavorando a un progetto mirato alle famiglie dei detenuti che favorisca il dialogo e l’informazione sulle dinamiche carcerarie che spesso manca. Saranno quindi due progetti simili ma adeguati alle realtà diverse delle due città.

“Le associazioni, le persone, a Parma hanno già fatto tanto ma ora serve attraversare questo ponte – spiega Sandro Capatti – Quello che ci differenzia dagli altri è che non ci occuperemo di assistenza e accoglienza, ne di gestione dell’integrazione. Vogliamo creare un dialogo in grado di aiutare quelle persone che si vogliono integrare nel territorio e le fasce deboli. Vogliamo quel qualcosa in più, vogliamo l’integrazione civica”.

Oltre il ponte sarà composta da tre gruppi di lavoro coordinati tra loro. Il primo si occuperà di studio/ricerca e fotograferà il fenomeno migratorio in città. Il secondo realizzerà progetti in collaborazione con le altre associazioni. Infine il terzo si occuperà di comunicazione attraverso il progetto editoriale.

“Non abbiamo nessuna identità politica – conclude Capatti – Vogliamo essere liberi di dialogare e condividere con tutti. Siamo aperti alla collaborazione con tutte le associazioni interessate”.

 

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