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Domani in sala: Manchester by the Sea. Affleck e Williams in una emozionante storia qualunque

di Francesco Bacci

Non mi aspettavo che “Manchester by the Sea” fosse così intenso. I trailer preannunciavano la storia qualunque di un lutto all’interno di una famiglia disfunzionale, ma in realtà Kenneth Lonergan ha in serbo varie sorprese e colpi di scena strazianti.

Lonergan dirige la storia di Lee Chandler, un idraulico trasferitosi nel Quincy. Dopo la notizia dell’improvvisa scomparsa del fratello Joe, il protagonista è costretto a tornare a casa, a Manchester per prendersi cura del nipote, rimasto senza alcun sostegno famigliare. La storia esplorerà, tramite alcuni flashback, il passato di Lee mostrandoci cosa si nasconde dietro la sua impenetrabile corazza.

“Manchester by the Sea” non è un film facile: la dedizione del regista è rivolta alla ricerca di un realismo incisivo ed emozionante. La pellicola non si presenta come un drammone: ha vari momenti divertenti e le battute dei personaggi sanno essere argute e spesso dissacranti, ma dà spazio anche all’esplorazione del dolore, quella forza devastante che distrugge tutto quello che trova sulla sua strada e che riesce a cambiarti totalmente.

Il candidato all’Oscar, nonché vincitore del Golden Globe, Casey Affleck è alle prese con il ruolo di una vita: dà anima e corpo nell’interpretazione di Lee e riesce con parole abbozzate e tanti sguardi intensi a comunicare il dolore, la disperazione, l’angoscia e allo stesso tempo, anche la forza di andare avanti e il tentativo di creare un legame con il nipote. Gli interpreti sono tutti incredibili: Lucas Hedges dimostra un grande talento e Michelle Williams negli ultimi anni non sbaglia un colpo. La sua incredibile performance nei panni della ex Sandy è da Oscar: l’attrice americana riesce sempre a dedicare anima e corpo ai ruoli che interpreta.

La regia, la fotografia e la colonna sonora contribuiscono a creare un’atmosfera unica: i momenti più leggeri si alternano a grandi esplorazioni psicologiche dei personaggi ed entrano a far parte del ciclo della vita, montagne russe di emozioni.

È difficile spiegare perché ho amato così tanto “Manchester by the sea”. Sarà la sua capacità di proporre con grande lucidità un’analisi della memoria, vista come capacità indispensabile, ma anche come flagello inarrestabile. Saranno le interpretazioni brillanti dei protagonisti, sarà una regia incredibile, ma di una cosa sono certo: le sei nomination agli Oscar del film, sono assolutamente meritate. In Italia uscirà il 16 febbraio: andate a vederlo, sarà un’esperienza cinematografica.

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