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Quando l’amore diventa inferno, stalking e lesioni: due condanne

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L’amore che diventa ossessione e malattia. L’amore che si trasforma in un addio unilaterale, non metabolizzato, e diviene stalking. Due casi diversi, ma uguali, sono finiti martedì davanti al Gup Paola Artusi.

Il primo tra giovani, giovanissimi: poco più che ventenne lei, 24enne parmigiano lui. L’addio proprio non gli andava giù, così dalle suppliche di un’ultima occasione, è passato alle minacce: “brucio la casa di tua nonna”, oppure il più classico “ti spacco la faccia”.

Poi, le aggressioni a pugni e sberle, calci. E un morso al mento, con la giovane finita al Pronto Soccorso. E l’assalto al nuovo corteggiatore della ragazza, con una spranga in ferro.

Poi, la denuncia. E la condanna, con rito abbreviato a un anno e quattro mesi, pena sospesa con la condizionale, oltre 3500 euro di provvisionale immediatamente esecutiva da risarcire alla vittima.

Giovani stalker, ma non solo. Anche un 42enne che vive in città da lungo tempo è diventato il persecutore dell’ex compagna, che lo aveva lasciato. Anziché andarsene in buon ordine si è chiuso nella cantina della donna, imbastendo veri e propri agguati sulle scale.

Appostamenti fatti di offese, minacce “devi crepare”, pretese di vedere i figli, tentativi di fotografarla “a tradimento” lungo la tromba delle scale, assalti alla serratura con tentativi di scassinarla.

Due anni di inferno, terminati con la condanna a un anno e sei mesi di reclusione.

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