Home » Sport » Parma Calcio » Parma terribile in avvio, bellissimo sul finale. Pordenone battuto 4-2

Parma terribile in avvio, bellissimo sul finale. Pordenone battuto 4-2


Pordenone ParmaHa rischiato di affondare, il Parma. Se l’è vista brutta, bruttissima. Sotto subito in avvio per un rigore di Arma, doppiamente sotto a inizio ripresa, è suonata la sveglia.

Dal fondo è risalito tutto il bello del Parma, la classe di Calaiò, il cuore di Nocciolini. Le doti di un gruppo che erano rimaste sopite, finalmente, espresse.

Uno due tre pazzesco di Nocciolini, poi il quarto, un capolavoro di tecnica di Calaiò. E il Pordenone capolista è battuto, insieme ai fantasmi che stavano per affondare il Parma. La notte, è stellata. Anche nel diluvio.

LA PARTITA – Allontanare i fantasmi, chiudere gli spettri in un cassetto per tornare a splendere. Questo il solo obiettivo del Parma al Bottecchia di Pordenone.

Davanti, la prima della classe, a parità di partite giocate, una squadra scontrosa, con alcuni nomi di spicco: Semenzato, figlio dell’Inter, Misuraca, un passato a Palermo, Rachid Arma, obiettivo dei ducali nel mercato per la serie D e attuale capocannoniere, ma anche il laziale Berettoni e una vecchia conoscenza dei ducali: Mirko Stefani. Lo avevamo lasciato giovane, lo ritroviamo capitano. Assenti, Marchi e Ingegneri, al suo posto, Parodi.

Apolloni cambia qualcosa, affidandosi di nuovo, come nel primo tempo della gara col Venezia, ad una sorta di 4-4-2 con Nocciolini altissimo, ma anche Nunzella avanzato sulla sinistra di difesa, per divenire a conti fatti un…3-4-3. In attacco, Evacuo e Calaiò.

Col gruppo, per fare gruppo contro i fantasmi da scacciare, anche Giorgino e Mazzocchi, infortunati. A Parma, è rimasto solo Guazzo, e chissà, che non sia un piccolo caso che scuote gli umori già fragili.

Si parte col minuto di silenzio: è per Carlo Azeglio Ciampi, ma si, per Parma, è anche per Gianfranco Bellè, che sappiamo, da lassù, penna e taccuino, starà guardando e stringendo una sciarpa gialloblù.

Ma per il Parma inizia non male, malissimo. Alla prima incursione, con Berettoni in avanti, Lucarelli tocca di mano. Rigore netto, che Rachid Arma trasforma. Zommers da una parte, palla dall’altra.

Se è un incubo, il suo creatore non gli ha fatto mancare alcun dettaglio: dalla serata umida passando per il campo bruttino, fino alla rete subita a freddo. Così era iniziata la settimana: con un rigore per il Parma al secondo minuto, e il Venezia che ha ribaltato il risultato negli ultimi attimi. Così rischia di finire: con la speranza di…invertire le parti.

Ma in campo i fantasmi si trasformano anche in nervosismo: saltano i nervi, e pure le idee. Corapi sciupa cercando la porta anzichè un compagno, Calaiò canna passaggi elementari, Evacuo manda al diavolo anche la propria ombra.

Apolloni parla tanto coi suoi, pare arretrare la difesa a 4, il Parma si riversa in avanti ma lo fa con disordine e rabbia, senza consapevolezza o metodo alcuno. No, i fantasmi non si catturano così, pare dire Apolloni. Al 22′ la prima vera occasione per il Parma: Lucarelli prima di testa, poi di piede, su corner, ma non fa male.

E sulla ripartenza è Berrettoni che rischia di fare male, arriva in area e calcia, fortunatamente per il Parma out. Poteva essere ko. Al 29esimo, dopo tanto disordine gialloblù, ancora Pordenone: Burraj ci prova da distanza siderale, palla spiovente che costringe Zommers in angolo.

La porta, di nuovo, è maledetta. I fantasmi si vestono da pali: al 38esimo Calaiò di testa bacia il palo interno, poi la palla finisce fuori. Ci prova Evacuo, ma Semenzato fa il miracolo. La maledizione fantasma.

Il Parma è una nave che rischia di affondare, tra gli affanni di Canini, i lanci lunghi verso il nulla, l’incapacità di far girare il pallone ma per davvero. Calaiò e Evacuo segnerebbero, se arrivassero palloni decenti. Lo dicono i loro numeri, ma i palloni decenti non arrivano.

Il problema è che il Pordenone invece li crea eccome. E Berrettoni è immarcabile, Arma una zanzara costantemente molesta in area, Parodi un marcatore tosto e fastidioso. E il Parma è prevedibile, inutilmente pasticcione, disastrosamente affannato.

Finisce il primo tempo, e finisce con la consapevolezza che si, i padroni di casa il vantaggio lo meritano tutto. Con la consapevolezza anche che si, il Parma i numeri per fare male li avrebbe. Ma deve trovare l’equazione giusta, la sequenza azzeccata, per farlo.

Si va negli spogliatoi, con la coda di fantasmi, pressanti, fastidiosi, molesti, che preme sulla mente. E rende difficile ragionare, ogni palla pesantissima, ogni tocco, un pizzico di agonia.

img_3059LA RIPRESA – Tornano in campo gli stessi 22 del primo tempo: Apolloni non cambia uomini, anche se ricambia modulo tornando a 3 dietro. Anche il canovaccio sembra non cambiare: il Parma pasticcia, il Pordenone macina e si prende una punizione da posizione pericolosa. Che Burrai non concretizza. Ancora Pordenone, Zommers è costretto a uscire di piede su Martignago. Troppi rischi, Troppi fantasmi, troppa poca fantasia per combinare qualcosa.

Al 53esimo l’ineluttabile patatrac: cross dalla destra, Misuraca e Arma sono in area da soli. Arma salta e tocca, poi anca Misuraca, ma la palla probabilmente è già dentro. Due a zero. E i fantasmi diventano di carne, ossa e colore: il neroverde del Pordenone.

Apolloni cambia: fuori Coly, dentro Melandri. E’ il 56esimo, e due minuti dopo Nocciolini accorcia le distanze. Melandri lo lancia, lui insacca. E il Parma ci crede, il doppio schiaffo ha suonato la sveglia, reinghiottito i fantasmi, ritornati nella loro notte.

Ed ecco il gol del pari: Scavone crossa, Nocciolini insacca. 2-2. Ora il Parma ha fiducia, sa che può fare male. E’ Calaiò che sfiora il tris, arrivano i corner.

Buratto si appoggia a Scavone in area, sarebbe rigore ma l’arbitro non lo vede e ammonisce il giocatore ducale per proteste, Canini la lancia in mezzo ed Evacuo di testa manca di poco lo specchio.

La partita ora ha un’altro volto, il Parma un’altro morale, un’altra consapevolezza. Il Pordenone prova a farsi vedere con Berrettoni, i ducali ribattono colpo su colpo.

Melandri lancia Calaiò, ma è impreciso, Berrettoni in ripartenza calcia lontanissimo dallo specchio. Ogni ripartenza potrebbe essere una rete, ed arriva quella del Parma. Calaiò fa un numero da paura, servito da Ricci, appena subentrato a Evacuo, che spaventa anche i fantasmi, ma schianta la palla all’incrocio, arriva Nocciolini e che fa. Gol. 2-3 Parma, gara ribaltata.

I padroni di casa non ci stanno, e spingono con insistenza. Zommers si allunga e dice no in angolo, i minuti scorrono, il recupero scivola via.

Dall’incubo è diventata melodia, il quarto di recupero è l’ultima notula di una sofferenza quasi dolce, ora. E Calaiò fa 4. Non è uno scherzo, ma una carambola. Calaiò se la tiene la palla, se la culla e se la gode. Poi la piazza. Fa 4, e finisce li. Come solo un attaccante di razza sa fare.

Dall’inferno al paradiso. Dall’incubo al sogno. Dalla notte insonne di martedì a quella beata di sabato.

Ecco il Parma, signore e signori. Ora dovrà imparare a non aver bisogno di schiaffi, per far vedere cosa sa fare, chi è il Parma. E’ veramente tantissimo, per una sera di fine estate. Quattro gol in una sera, la rimonta. Il fondo e la risalita.

Via tutti i fantasmi, ora anche la classifica, ammicca, luminosa.

images

IL TABELLINO

PORDENONE – PARMA 2-4

Marcatori: 2′ rig. Arma, 53′ Arma (Po), 58′ 61′ e 83′ Nocciolini, 94′ Calaiò(Pr)

Pordenone: Tomei, Semenzato, Stefani, Pardoni (84′ Pietribiasi), De Agostini, Suciu (63′ Burrato), Burrai, Misuraca, Martignago (63′ Azzi), Arma, Berrettoni. A disp: D’Arsiè, Pellegrini, Cattaneo, Broh, Raffini, Gerbaudo, Filinsky. All: Tedino

Parma: Zommers, Coly (56′ Melandri), Lucarelli, Canini, Nunzella, Garufo, Corapi, Scavone, Nocciolini (86′ Benassi), Calaiò, Evacuo (80′ Ricci). A disp: Coric, Saporetti, Miglietta, Baraye, Mastaj, Simonetti, Messina, Fall. All: Apolloni

Arbitro: Massimi

Ammoniti: Martignano, Burrai (Po), Scavone, Nocciolini (Pr)

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*