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Ex Fatam, parte del Palazzo della Riserva all’asta: nel ‘700 fu teatro e dimora della corte ducale

L’agenzia del Demanio ha messo all’asta una piccola parte del Palazzo Riserva. Il locale era precedentemente affittato alla storica Boutique Fatam, fallita nel 2015.

Il lotto in vendita, tra via Cavour e via Melloni, parte all’asta a 1.565.000 euro. La scadenza per le offerte è il 14 settembre alle 16.

Come si legge sul sito dell’agenzia (Aste Demanio) “Palazzo della Riserva è un bene di rilevante pregio storico artistico nel centro storico della città. L’alienazione è stata autorizzata con provvedimento della Soprintendenza dell’8/7/2016 prot.n.5698. All’interno l’immobile oggetto di valutazione è costituito un ampio vano principale e tre vani secondari. I locali sono costituiti da una pavimentazione in parquet in mediocri condizioni di manutenzione e conservazione, mentre gli intonaci e le murature sono in condizioni manutentive ordinarie”.

L’acquisto dell’immobile presenta delle prescrizioni riguardanti la conservazione, la destinazione d’uso, compatibilità con il valore storico e contesto. La conservazione del bene dovrà essere assicurata mediante idonei interventi restaurativi e manutentivi con particolare riferimento alle peculiari qualità architettoniche e artistiche dell’immobile. In particolare, le facciate della porzione in vendita sono ornate da una pregevole tettoia in metallo e vetro, posta a 4 metri di altezza dal piano di calpestio, retto da mensole matalliche incernierate sulle pareti stesse, ascrivibile ai primi decenni del Novecento, così come le vetrine e gli ingressi commerciali, chiusi da avvolgibili in metallo. “Pertanto, si prescrive la conservazione degli elementi tipologici di pregio e di ogni altro elemento di interesse storico artistico presente all’interno dei locali”.

palazzo della riserva

La storia del Palazzo della Riserva risale al 1687 quando il duca Ranuccio II Farnese, dopo aver comprato diverse case nella zona, commissionò la costruzione, all’interno dell’isolato, di un nuovo Teatro Ducale in sostituzione del Teatro Farnese, divenuto inadeguato, per la sua particolare struttura e l’onerosità di gestione. Il progetto fu affidato a Stefano Lolli, che realizzò in pochi mesi un elegante luogo di spettacolo aperto al pubblico, costruito prevalentemente in legno. A fianco del teatro vennero ricavate la foresteria e alcuni appartamenti della corte ducale.  Il Palazzo però esternamente non era curato, come era usanza per i nobili del tempo. Solo con l’arrivo di Filippo di Borbone e soprattutto dopo l’insediamento di Guillaume du Tillot come primo ministro, venne presa in considerazione la necessità di un nuovo assetto delle residenze ducali a Parma e nel 1750 il palazzo ducale fu completamente ristrutturato col rifacimento degli interni e con una nuova facciata in stile Luigi XV. Nel 1763-64 una buona porzione del piano nobile che si affaccia all’attuale via Garibaldi fu trasformata in un elegante luogo di ritrovo per la nobiltà cittadina, detto Casino (o Ridotto) dei Nobili.

Dopo l’Unità d’Italia, il Palazzo di Riserva e le altre residenze ducali passarono al Demanio regio. Molti dei sontuosi arredi di cui era dotato furono dispersi in altre sedi ufficiali del Regno d’Italia e i suoi locali destinati a diversi usi, sia pubblici che privati. Tra il 1906 e il 1908 fu costruita, nell’area un tempo occupata dal Teatro Ducale, la nuova sede centrale delle Poste e Telegrafi. Il teatro non era più in funzione dal 1829, quando fu abbandonato dopo la costruzione del Teatro Regio.

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