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Spaccio in pieno giorno al parco . Una mamma: “Ho paura del futuro “

spaccio_droga_giovaniSpaccio in pieno giorno, a un metro tra asilo e centro anziani, affianco alla scuola elementare, mentre i ragazzini giocano al pallone convinti che la vita sia bella e senza pericoli.

La denuncia di Letizia G., una mamma, come tante. Il parco, quello tra Via Argonne e Via Ciro Menotti, da scuola Corazza, centro Argonne, asilo. Un quartiere residenziale, da sempre regno della classe medio/alta, condomini non di lusso ma tutto fuorché popolari.

“Sono una mamma come tante – inizia la lettera, firmata – che si ammazza di lavoro perché sola con un bambino di sei anni, vedova di un compagno non sposato dal quale non ho potuto ricevere alcun sussidio.

Lavoro in Piazzale Santa Croce, e dal quartiere Argonne ci vado con la bici – continua- li sono nata, li vivo, li educano mio figlio. In V.le Vittoria incrocio tutte le mattine giovanotti di colore, in bicicletta, agli angoli delle strade per cedere “dosi”. Pensavo il mio quartiere fosse esente. Ma….”.

Ma negli ultimi mesi, ho iniziato a notare un giovane alto, magro, di colore, rasta in testa a volte occultate da un cappello, spesso in divisa da metalmeccanico generico. Si apposta su una panchina, la prima parallela all’area cani, beve birra, legge giornali, finge di mangiare, saluta i passanti di età inferiore ai 40″.

E….

“Mio figlio va sempre lì, amici, nonni, genitori degli amici con lui. Approfittando delle ferie, ci sono andata io a fargli compagnia. E ho assistito a più cessioni di sacchettini, a giovani e giovanissimi, a mio avviso tutti minorenni.

Ora ho paura. Per mio figlio, per il mio quartiere. Per le generazioni che verranno. Se è’ consentito spacciare erba su una panchina alle 4 del pomeriggio, cosa gli insegneremo?”.

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