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Mater, numeri e perchè del grande flop (culturale) del Comune”. L’attacco di Ghiretti, la replica dell’amministrazione

mostra-mater-parmaTorna a far parlare (in male) di se la mostra Mater, in Piazza dal marzo al Giugno 2015. A riportarla alla ribalta, Roberto Ghiretti (Parma Unita) che minaccia di rivolgersi, in caso l’Amministrazione non faccia chiarezza, alla Procura.

Ecco la sua nota: “In questi giorni di approvazione del Bilancio previsionale 2016 si è molto parlato di cultura e si è cercato di accreditare buoni risultati anche per questo settore che invece ritengo che da anni sia in sofferenza. Un buon esempio di quanto sostengo viene dall’analisi delle carte relative alla vicenda della mostra Mater, ospitata a Palazzo del Governatore dall’8 marzo al 28 giugno di quest’anno.

Che l’esposizione sia stata un flop dal punto di vista del numero dei visitatori è un dato più o meno acquisito da tutti, altre cose risultano invece meno note.

NUMERO VISITATORI

Ad oggi, ad esempio, non si conosce il numero esatto dei visitatori, un elemento che comporta potenzialmente un danno erariale al Comune visto che da contratto erano previste royalties sopra un certo numero di visitatori. Di fatto un solo dato sulle presenze abbiamo a disposizione ed è quello fornito al consigliere Pellacini un mese prima della chiusura della mostra: 4197 persone per un incasso di 33.636 euro. A un nostro accesso agli atti, presentato a conclusione della mostra, la risposta è stata “non risulta il numero di visitatori e l’importo della biglietteria in quanto senza nostro consenso la biglietteria è stata gestita da una società a noi non riconducibile”.

CHI HA EFFETTUATO IL SERVIZIO DI BIGLIETTERIA?

La risposta appena citata proviene da Studio Pv srl, il soggetto incaricato dal Comune di Parma della gestione della mostra. Ora la domanda diventa: chi è Studio Pv? Chi l’ha coinvolto?

Studio PV Srl è uno studio di doppiaggio, produzione e post produzione cinematografica, come per altro emerge chiaramente visionando il loro sito internet www.pvgroup.com: nessun riferimento ad organizzazione di mostre traspare dall’analisi del portfolio clienti come dei servizi offerti.

A coinvolgerlo nella realizzazione della mostra è apparentemente la Fondazione DNArt, titolare del progetto scientifico della mostra. Il 23 gennaio 2015 viene infatti formalizzato un accordo di collaborazione a firma delle due società, accordo che poi trova conferma istituzionale in un ulteriore documento sottoscritto tra Studio PV e Comune di Parma e tra Dnart e Comune di Parma.

Faccio notare sommessamente che di questa evoluzione nulla è stato comunicato al Consiglio comunale, tanto meno alla città. Non si trattava di un obbligo, ma chiarezza e trasparenza avrebbero voluto che si informasse il Consiglio della decisione di inserire un terzo soggetto nella realizzazione della mostra.

Cercando di rispondere alla domanda “Chi ha effettuato il servizio di biglietteria?” proseguiamo la lettura dei documenti per scoprire che nel mese di maggio 2015 Fondazione Dnart e Studio Pv discutono pesantemente, con tanto di avvocati, rispetto alla questione “chi doveva fare cosa”. Mi guardo bene dall’entrare nel merito della diatriba cercando di individuare ragioni e torti ma la realtà di fatto che il 29 maggio viene rappresentata all’assessorato alla Cultura del Comune di Parma è che Dnart ha dovuto, così almeno sembra, sopperire alle mancanze di Studio Pv aprendo di persona la posizione Siae un solo giorno prima dell’apertura della mostra e gestendo di fatto i servizi di biglietteria e guardianato per la mostra. La risposta dell’assessorato è laconica: “Si ribadisce l’estraneità dell’amministrazione comunale ai rapporti intercorrenti tra Dnart e Studio Pv”.

Una posizione diciamo pilatesca che però male si accorda con il ruolo organizzativo super partes che di fatto riveste l’assessorato, ribadito da ben due contratti sottoscritti direttamente, uno con fondazione Dnart e uno con studio PV.

I DANNI

Il fatto che questa posizione sia potenzialmente pericolosa trova le sue piene conseguenze allorquando in vista della chiusura della mostra si pone il problema di riconsegnare le opere ai rispettivi musei d’appartenenza.

Il 19 giugno Studio Pv fa sapere che ha maturato 32mila euro di perdite, dovute anche alla mancata gestione della biglietteria e del bookshop e pertanto non è comunque in grado di adempiere alla riconsegna delle opere.

Come sapete alla fine il Comune di Parma provvederà a pagare 60mila euro direttamente e ad oggi siamo ancora in attesa di sapere se e come questi soldi potranno rientrare nelle casse comunali.

Ma vi è un fatto curioso che non posso non segnalare. Quando si chiede un preventivo per un servizio ci si aspetta che più servizi si comprano maggiore è lo sconto. E infatti anche in questo caso esiste un preventivo per il trasporto delle opere, inviato prima dell’inizio della mostra ovviamente, che complessivamente, andata e ritorno, ammontava a circa 60mila euro più iva. L’assurdità è che costituita dal fatto che Studio Pv accetta solo il preventivo in andata (circa 40mila euro + Iva) e non quello per il ritorno. Quando si tratterà poi di fare un nuovo preventivo ad opera del Comune di Parma per riconsegnare le opere il conto sarà di poco meno di 60mila euro + iva.

La domanda a cui a tutt’oggi non ho ricevuto risposta è: il Comune sapeva che studio pv aveva disposto di pagare solo le opere in andata rinunciando così ad un forte sconto sul ritorno? Anche questi non erano affari del Comune?

Aggiungo poi che valutando con attenzione la DD 1353, con la quale il comune stanzia € 59.542.95 per i costi di trasporto di restituzione delle opere, è emerso l’utilizzo del contributo di una fondazione bancaria pari a 30mila euro. È grazie a questo che il comune può dichiarare che metà dell’esborso è di fatto a carico di privati, ma sorge il sospetto che ci si trovi di fronte ad un utilizzo improprio di questi fondi.

Infatti il trasporto era contrattualmente a carico di Studio PV, quindi destinare un contributo che in una DD del 26 marzo n°572 era destinato a coprire spese a carico del Comune di Parma significa forse spostare impropriamente i fondi da una voce all’altra.

CONCLUSIONI

Comunque la si voglia vedere in questa vicenda il Comune di Parma non ci fa una bella figura. Il controllo e coordinamento dell’evento è mancato completamente e la scelta dei partner si è rivelata gravemente sbagliata.

Eppure gli elementi meritevoli di approfondimento c’erano tutti, a cominciare dalla palese mancanza di esperienza, almeno a livello curriculare, di Studio Pv nella gestione di un evento espositivo.

La mostra poi non è stata purtroppo un successo, nonostante avesse un suo pregio artistico che certo non contesto. Il problema è che ci abbiamo rimesso soldi dei cittadini per evitare di fare figure ancora più magre con i musei prestatori delle opere. Un disastro insomma.

Un disastro che l’assessore Ferraris si è ben guardata dal venire ad illustrare in Consiglio comunale e sul quale sussistono ancora oggi molti punti oscuri:

Perché il Comune non è corso ai ripari mentre Dnart e studio Pv si mandavano lettere dagli avvocati? Come è possibile non aver vigilato sulla gestione della biglietteria? Come è possibile non conoscere, a sei mesi dalla chiusura della mostra, l’esatto numero dei visitatori.

Com’è stato possibile esporre in maniera tanto dissennata importanti sponsor locali a un simile pasticcio? È corretto aver utilizzato i soldi di una fondazione bancaria per pagare spese che erano a carico di Studio Pv?

Io, come tutti voi, mi auguro che Parma possa essere capitale della cultura nel 2017, ma se queste sono le premesse davvero non capisco come si possa aspirare a tale titolo”.

 

LA RISPOSTA DEL COMUNE

La Mostra Mater è nata sulla base di una proposta scientifica di Fondazione DNArt, del cui valore sono testimonianza l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e i Patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Emilia-Romagna e della Diocesi di Parma.

La Mostra Mater è stata regolata interamente all’interno di precisi accordi di collaborazione, al cui puntuale rispetto l’Amministrazione Comunale ha sempre richiamato tutte le parti interessate ogni qualvolta ha avuto notizia di problematiche riguardanti il suo svolgimento. Preme rilevare che la mostra si è regolarmente svolta e ha permesso alla cittadinanza di avere per la prima volta a Parma opere provenienti dai maggiori Musei italiani, tra i quali i Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi, i Musei di Strada Nuova di Genova, i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, i Civici Musei di Padova, Museo Diocesano di Arte Sacra e la Pinacoteca civica di Volterra, il Museo Egizio di Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Per la realizzazione della mostra Mater il Comune di Parma ha sottoscritto con Studio P.V. s.r.l. uno specifico contratto (prot. 37421 del 02/03/15) per la definizione delle responsabilità e obbligazioni giuridiche relative alla produzione e gestione della mostra. Dall’archivio ufficiale della camera di Commercio di Milano registro imprese risulta che l’oggetto sociale di Studio P.V. comprende anche la “produzione, gestione, organizzazione di spettacoli teatrali, musicali di arte varia, di manifestazioni sportive, eventi, convention, mostre”.

Il contratto sottoscritto tra Comune di Parma e Studio P.V. s.r.l. prevedeva a carico di quest’ultimo, oltre a tutta un’altra serie di oneri, il servizio di trasporto andata e ritorno delle opere, così come la gestione dei viaggi e della logistica degli accompagnatori (cfr. art. 4, lettera b, lettera c del contratto). L’attribuzione di tali responsabilità relativamente al trasporto delle opere era quindi regolata dagli articoli sopracitati dell’accordo di collaborazione, che non prevedevano in alcun modo la presentazione di preventivi. Studio P.V. ha onorato tutti i suoi impegni con il Comune di Parma, portando la mostra sino alla conclusione nella data prevista, facendosi carico di significative spese. In data 19/06/15 Studio P.V. s.r.l., ha comunicato “l’incapacità, al momento, di Studio P.V. s.r.l. di far fronte all’integrale pagamento dei costi necessari per il trasporto presso i prestatori delle opere esposte presso la mostra Mater”. Con comunicazione del 22/06/15 il Comune di Parma ha preso atto della richiamata momentanea impossibilità da parte di Studio P.V. s.r.l. ad adempiere integralmente agli obblighi di cui al contratto sottoscritto, avvisando altresì che “al solo scopo di assicurare una congrua tempistica per il disallestimento della mostra a tutela delle opere ivi presenti, si vede costretto suo malgrado a provvedere a dette operazioni relative ai trasporti anticipando le spese ad esse relative, impregiudicata ogni azione per il recupero delle stesse nei confronti di Studio P.V. s.r.l.”. In data 28/09/2015 il Comune di Parma intimava Studio P.V. s.r.l. di volere provvedere al versamento di euro 60.375.,10 al Comune di Parma a titolo di rimborso delle spese di trasporto anticipate dallo stesso. Il 18/11/ 2015 Studio P.V. ha comunicato al Comune di Parma di accettare di restituire al Comune di Parma euro 60.375,10 in forma rateizzata.

Il Comune di Parma ha fatto fronte alla anticipazione di spesa utilizzando risorse disponibili a bilancio su capitoli finalizzati alla realizzazione di mostre, non creando in alcun modo debiti fuori bilancio né distraendo risorse finalizzate ad altri scopi.

 

LA CONTROREPLICA DI GHIRETTI

Prendo atto che il Comune di Parma nella sostanza conferma in larghissima parte la ricostruzione da me presentata alla stampa nella giornata di ieri. Prendo atto altresì che nulla viene detto circa la gestione della biglietteria e il numero complessivo dei visitatori, un’omissione davvero singolare per un comunicato stampa che dovrebbe fare chiarezza. Alla luce di ciò risulta ancora più singolare che nella risposta dell’Amministrazione si legga che “Preme rilevare che la mostra si è regolarmente svolta” e più avanti che “Studio P. V. ha onorato tutti i suoi impegni con il Comune di Parma”.

Ne deduco che davvero abbiamo opinioni divergenti in merito a come dovrebbe essere una mostra che si svolge regolarmente e ancora di più a cosa significhi adempiere a impegni contrattuali. Il fatto poi che si dichiari la competenza di Studio Pv nella gestione di una mostra citando l’oggetto sociale lascia davvero di stucco! L’oggetto sociale di una società non è il suo curriculum. È il range più ampio possibile delle attività che potrebbe realizzare e per le quali si è costituita. Se davvero per valutare Studio PV si è guardato al suo oggetto sociale siamo di fronte ad una prova di incompetenza abissale.

Ciò che invece proprio infastidisce sono le mancate verità che il Comunicato cerca di spacciare in merito a quanto accaduto al momento del ritorno delle opere. Quando Studio PV dichiara di non essere in grado di far fronte ai pagamenti non ottempera a un suo preciso obbligo contrattuale e lo stesso fa quando non fornisce il dato ufficiale sul numero di biglietti venduti. Per non parlare poi del fatto che quando il Comune interviene pagando in prima persona il conto si genera un danno erariale. Questo è quanto allo stato degli atti. Se poi esiste una disponibilità da parte di Studio PV a restituire la somma bene, ma non si cerchi per questo di sostenere che ci troviamo in una condizione di normalità.

Quanto poi alla provenienza dei fondi utilizzati per saldare le fatture io mi sono solo limitato a sottolineare che i soldi messi a disposizione da una Fondazione bancaria, 30mila euro, concessi “quale contributo a copertura delle spese per l’apertura straordinaria del Palazzo del Governatore in occasione della mostra Mater” come si può leggere nella DD-2015-572, sono stati in realtà destinati (DD-2015-1353) alla copertura parziale delle spese di rientro delle opere che, da contratto, al Comune non competevano.

Ripeto dunque la domanda posta ieri: è normale una simile procedura? E aggiungo: è normale che ad un privato si concedano dilazioni e rateizzazioni su un mancato pagamento come ci spiega oggi il Comune? Io credo che in questa vicenda esista un profilo generale di irregolarità che deve trovare piena ed esaustiva giustificazione da parte dell’amministrazione e se l’Assessore lo ritiene sono pronto ad un confronto pubblico sulla vicenda. Come da questo guazzabuglio si possa sostenere che “la mostra si è regolarmente svolta” è per me fonte di meraviglia e, francamente, preoccupazione.

Gli allegati: 2015_PD_0000757_DET_NONCONTABILE 2015_PD_0001785_DET_NUOVOIMPEGNO 2015_PD_0000757_lettera_fondazione_cariparma_signed

IL PEZZO PUBLICATO SUL NOSTRO QUOTIDIANO IL 3 LUGLIO 2015
“Esiste un eterno battito del mondo, che si manifesta dove si incontrano forma e colore?
Può l’arte riproporre attraverso i secoli la forza della maternità
come simbolo che ci lega al trascendente e perpetua le antiche regole della vita?”
Queste belle parole, intrise di tutto, erano lo slogan della mostra Mater, che si è intrattenuta a Palazzo del Governatore dall’8 Marzo al 28 giugno 2015.
Una mostra che è piaciuta ai più, ma un colossale flop dal punto di vista economico -amministrativo. Le ragioni, nei numeri.

I NUMERI – “Mater” è rimasta aperta per 138 giorni ed è stata visitata da 4197 persone per un incasso di 33.636 euro.

E’ costata 548mila euro e ha ricevuto 148mila euro da 14 sponsor mentre il Comune ha sborsato 53.649 euro e concesso vantaggi economici (non un esborso diretto) per 23.658 euro oltre a pulizie (10.200 euro), vigilanza (19.025 euro), presidio tecnico (23.424 euro).

130mila euro circa, in tutto.

60MILA EURO PER IL “RIMPATRIO” DELLE OPERE – Cui vanno aggiunti i 60 mila euro che il Comune dovrà tirar fuori per “rimpatriare” le opere, perché la promessa “ditta primaria del trasporto” che doveva occuparsene non lo farà. Semplicemente, perché la ditta organizzatrice è inadempiente: forse per i pochi incassi, o forse perchè lo è…per abitudine.

Emergono infatti dettagli e notizie…agghiaccianti.

Prima, la “lista della spesa” delle cose che non sono andare per il verso giusto. Pubblicità tardiva, e una roialty fissata a favore del Comune a partire dai 40mila visitatori, come dire che ci si aspettavano dai 60mila ai 100mila visitatori per un incasso fra i 480mila euro e gli 800mila euro. 

Come dire anzi, che facendo qui numeri il bilancio si sarebbe chiuso in pari. Ma così non è stato.

E forse, era prevedibile, considerati i precedenti della fondazione organizzatrice, la Dnart, e delle sue “teste”.

LA FONDAZIONE DNART E I SUOI GUAI – La Presidente della Fondazione DnArt è Elena Fontanella. Condannata in primo grado ha rimediato una condanna a due anni di carcere per una eredità contesa, quella della zia della Fontanella, deceduta nel 2008.
L’imputata era in possesso di un testamento olografo del 2002, ma nella abitazione della donna ne era stato rinvenuto uno più recente. Ovviamente, a valere è il secondo. Ovviamente l’eredità non arriva. E non avendola ricevuta, la Fontanella avrebbe scritto il valore su due assegni in bianco di proprietà della parente deceduta, intestandoli ad un complice, e poi avrebbe richiesto l’emissione di un decreto ingiutivo nei confronti di quanti avevano incassato l’eredità. Valore degli assegni, più o meno lo stesso dell’eredità, ossia 700mila euro. Una bella somma.
Nei guai  anche un membro del CdA della Fondazione, Riccardo Bertollini, sotto indagine per le sue possibili responsabilità nella vicenda. Del resto, la “complice”, ossia l’intestataria degli assegni, era l’anziana madre di Bertollini. Secondo i giudici, una prestanome.
“L’ESPERIENZA DI MANTOVA” – Anche nelle Fruttiere di Palazzo Te, fiore all’occhiello della vicina Mantova, la Dnart aveva organizzato una mostra. Il nome? “Storie e leggende dei Cavalieri del Tempio”. Iniziata con un mese di ritardo e chiusa con netto anticipo e senza alcun preavviso. Perla delle perle, dopo che il tribunale di Mantova aveva bloccato, con un pignoramento, i pagamenti alla Dnart per un ammontare complessivo di 2.600 euro.Perché? Perché la Dnart non aveva pagato quattro persone, si tratta di quattro mantovani, che avevano lavorato per la mostra “L’ordine e la luce”. Inizialmente era stato raggiunto un accordo bonario di fronte ai sindacati, poi la Dnart non aveva pagato quanto pattuito ed i quattro sono stati costretti a rivolgersi alla giustizia…da li il pignoramento. E la fuga anticipata da Mantova.
IL RITIRO DELLA COOP STUDIO & LAVORO – A Parma, soprattutto a Palazzo del Governatore e limitrofe, la gestione del lavoro nelle mostre viene affidata alla cooperativa Studio & Lavoro. Così era andata anche per Mater, fino alla ritiro della coop stessa, tra il tam tam del web che scoraggiava a lavorare con Dnart e qualche non meglio definita “incomprensione”.
Così  Dnart cercò di risolvere con l’annuncio: offerta di lavoro per giovani ambosessi con la laurea in Beni Culturali.

Ecco come una ragazza racconta il primo incontro di selezione: “c’era uno che si spacciava per essere di Dnart. Ci hanno proposto due modalità, una  part-time e una full time per un corrispettivo di 500 oppure 1000 euro al mese”. Anita, ma il nome è di fantasia per esplicita scelta della ragazza, accetta il part-time. “Ma all’incontro non fanno firmare alcun contratto, rimandano al giorno dopo dicendo che lo avrebbero fatto avere”.

Il giorno seguente, inizia il lavoro per Anita e una collega. Ma senza uno straccio di contratto.
“Abbiamo richiesto nuovamente di poter firmare un contratto – quello di cui aveva parlato il ‘fittizio’ Dnart. Avrebbe dovuto esser un contratto a progetto mensile con pagamenti che sarebbero stati effettuati o in contanti o con assegno – ma nulla, ci hanno risposto ancora che dovevamo aspettare. In più ci hanno chiesto di aumentare le ore di part time a 30 settimanali, cambiando il compenso in 4 euro all’ora”. Più ore, meno soldi. No contratto, facendola breve.  

Alché, dopo tre giorni, Anita fugge. Vengono pagate alla spicciolata, in nero, le ore fatte. E adios.

Il resto è storia recente. Con il rientro dei quadri non pagato. E il Comune a 5Stelle, tanto 2.0 e amante dei social e del web che forse, prima di prendersi in casa codesta fondazione, poteva fare una “googolata” di controllo…


1 Commento

  1. La solita mostra dnart organizzata da delinquenti per altri delinquenti! Alla larga da certa gentaglia

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