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Consiglio Comunale, dopo la farsa di ieri, oggi si approva il regolamento di polizia municipale

Approderà oggi pomeriggio in consiglio comunale il nuovo regolamento di polizia urbana, dopo anni di studio forse pronto per la definizione.

Lo comunica l’Amministrazione con una lunga nota.

Ma prima di entrare nel merito di un regolamento di cui ormai si è scritto e detto tutto, tanto da pensare quasi che fosse già in vigore, non fosse per le solite lentocrazie buracratiche di un’amministrazione lumaca, anzi gambero, perchè sta portando la città ad arretrare anzichè crescere, una breve chiosa sul non consiglio comunale di lunedì.

Il consiglio comunale, dopo la noiosa edizione di martedì scorso, era stato convocato nuovamente per lunedì in prima convocazione. Come tutti ben sappiamo, saolitamente la prima convocazione, che sia assemblea condominiale o comunale, va deserta. Ma, c’è un ma.

Se tu amministratore pentastellato sai che il tuo gradimento è sotto gli scranni, e che la minoranza si è divisa tra chi ti aspetta al varco e chi attende che il tuo corpo passi sul bordo del fiume, non ha l’illuminata idea di presentarti anche alla prima convocazione? No, non ce l’hai.

Ecco dunque che la minoranza si presenta, puntuale, alle 14,30, il presidente del consiglio comunale con calma, arrriva alle 15,15 per fare l’appello, annuncia che non c’è il numero  legale, fa per andarsene, battibecca con Manno (PDCI).

“Non è un condominio” – dice l’esponente dell’opposizione. Ma sono parole e proteste al vento. Appuntamento ad oggi, con, appunto, il nuove regolamento della polizia Municipale.

E la nuova farsa chiamata consiglio comunale, dove la maggioranza non deve fare altro che autovotare le proprie delibere per farle passare.

Anche questa è democrazia.

LA NOTA DEL COMUNE – Il testo, proposto dall’assessore Cristiano Casa dopo la consultazione della città, è stato approvato all’unanimità nella Commissione consiliare competente.

Non gettare mozziconi di sigaretta, la città non è una latrina, se il tuo cane sporca il marciapiede o lo spazio verde, pulisci, non imbrattare edifici con inutili scritte, e la scia che i bambini giochino in cortile: è il buon senso il motivo ispiratore del nuovo regolamento di polizia urbana che arriva oggi sul tavolo del Consiglio Comunale per la definitiva approvazione dopi i passaggi in Giunta e in Commissione consiliare (dove è stato approvato all’unanimità), che manderà in pensione quello del 1982.

Trentatre anni fa non c’erano ancora né cellulari ne Internet. Il mondo è cambiato, ma il regolamento di polizia urbana del Comune di Parma non era mai stato adattato ai tempi.

Ora l’Amministrazione ha deciso di prendere in mano la questione e di rivedere completamente questo strumento, destinato a diventare in qualche modo uno “statuto” per la polizia municipale.

E’ una sorta di testo unico sulla convivenza civile con l’obiettivo di mettere ordine nella vita della città, introducendo istituti nuovi come la diffida e i lavori socialmente utili.

Il regolamento è innovativo anche nel suo impianto punta molto sull’educazione e sulla collaborazione dei cittadini. La diffida, che verrà applicata solo in alcuni casi, serve per avvisare prima di sanzionare chi sta adottando comportamenti scorretti, mentre i servizi socialmente utili sono previsti come alternativa alla multa (quindi alla sanzione pecuniaria).

Il nuovo regolamento spazia su diversi temi legati alla convivenza civile: si parla di quiete notturna, di salvaguardia del patrimonio pubblico, di preservare il decoro urbano (anche rimuovendo carcasse di biciclette e altri oggetti), di cura degli animali, di decoro degli edifici privati, di sgombro neve e persino di obbligo degli amministratori di condominio di esporre davanti agli edifici amministrati le targhette con le loro referenze.

Inoltre il regolamento vieta espressamente attività quali quelle dei lavavetri ai semafori, le trattative per la prostituzione, i parcheggiatori abusivi, il volantinaggio sui veicoli in sosta e le affissioni non consentite, che verranno pesantemente sanzionate.

Infine sono previste pene alternative alla multa e diffide (nei casi e con le modalità che saranno determinati dalla Giunta), ed è previsto anche lo strumento della “mediazione sociale”, quale ad esempio la composizione dei conflitti fra vicini, con sanzioni pecuniarie per chi non rispetta gli accordi.

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