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Sottoscritta la “Carta di Parma”: sette punti in difesa del Welfare

La società parmigiana, quella sana fatta di piccole grandi persone, non molla. E punta sul vivo, sui valori in cui crede e che da sempre fanno riempire di dignità le sale degli ospedali, le classi delle scuole, le strutture per i disabili, si unisce, cooperara scambia idea programmi e progetti: per questo crea una dichiarazione d’intenti sottoscritta da molti, anzi da tutti coloro che non ci stanno ad accettare passivamente che qualcuno vada a mettere le mani per peggiorare le poche cose che funzionano.

La sede è quella della piazza Garibaldi, gli attori sono molti, dai sindacati maggiori, Cgil, Cisl Uil, al Coordinamento per la tutela dello stato sociale. “ Poi i Comitati, quelli nati spontanei in questi mesi come quello dei “genitori infuriati” o del “per fare un bambino ci vuole un asilo”. Poi gli educatori che non accettano che il Bolle di sapone e la Tartaruga, due asili storici pubblici, siano diventati privati erodendo posti di lavoro e portando tagli di posti. C’è la Fondazione Mario Tommasini ed i Consiglieri comunali dell’opposizione Bizzi, Dall’Olio, Ghiretti, Guarnieri, Iotti, Manno, Pellacini, Scarpino, Vescovi, Volta.

Un arco costituzionale variegato che si è trovato d’accordo nella battaglia alle ingiustizie, che ha voluto lottare per difendere il welfare, ultimo presidio di civiltà.

“Un welfare che deve partire dal basso che difende le categorie e le fasce deboli. Insomma da pochi ed urlanti dissidenti ad una vera e propria armata, che fa del cuore la propria arma.

SETTE PUNTI FERMI PER RIPARTIRE

Sono sette i punti in cui si può riassumere il “Modello fondato sulla coesione sociale”

A) Intensificare la lotta contro l’evasione fiscale visto che Parma è al penultimo posto in regione e le risorse recuperate potrebbero essere utilizzate in cambio dei tagli governativi;

B) Riscuotere le imposte già accertate ed evase in maniera rapidadestinando le somme ai servizi educativi;

C) Ricontrattare al ribasso i debiti del Comune contratti dalle amministrazioni precedenti;

D) Monitorare l’efficacia e la qualità del servizio integrazione per i disabili;

E) Venire incontro alle famiglie con ricorso agli ammortizzatori locali visto che in tanti non possono permettersi i servizi tipo asilo o assistenza per i livelli di costo troppo alti;

F) Un serio confronto sulle politiche per gli anziani con nuova regolamentazione delle case famiglia;

G) Istituire un “comitato territoriale per il lavoro” per salvaguardare i livelli occupazionali e immaginare un nuovo livello di sviluppo;

La speranza è che dopo questo documento l’Amministrazione cambi rotta e ascolti con maggiore attenzione i problemi della gente, quella comune quella che compone lo zoccolo dura di Parma la grande.

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