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Popolazione parmigiana: aumentano grandi anziani e neonati, in calo gli stranieri

Al 1° gennaio 2015, la popolazione del Parmense fa registrare un leggero aumento di circa 1.100 individui (+0,3%), arrivando a 445.451 persone al 1° gennaio 2015.

Lo rivelano i dati resi noti oggi in Provincia.

Nonostante l’aumento, il ritmo di crescita è decisamente rallentato, assestandosi al livello della fine degli anni ‘90. La crescita della popolazione è stata determinata per circa la metà dagli stranieri residenti, che aumentano di 671 persone, superando la soglia dei 59 mila, pari al 13,3% del totale.

Anche la popolazione straniera, però, registra nuovamente una battuta d’arresto nei ritmi di crescita, con un aumento di solo 1,1%; anche considerando a parte il 2013, in cui si era registrato un decremento che risentiva anche delle regolarizzazioni anagrafiche conseguenti al Censimento del 2011, negli ultimi 3-4 anni il flusso di immigrati ha notevolmente rallentato rispetto agli aumenti percentuali a due cifre che si erano rilevati per oltre un decennio a partire dal 1995. In alcuni di quegli anni si era arrivati a sfiorare, e in un caso addirittura a superare, il 20% annuo di aumento nella popolazione straniera.
Probabilmente la crisi economica ha diminuito il movimento in ingresso e determinato il ritorno in patria di un certo numero di persone.

Gli stranieri sono in prevalenza giovani: il 27% della popolazione complessiva nella fascia di età 25-34 anni e il 24,9% nella fascia 0-4.

“L’elevata presenza di minori stranieri oggi deve farci puntare decisamente sulle politiche di integrazione – ammette il Delegato provinciale alla Statistica Censi – Alla maggiore età saranno tutti cittadini italiani e questi nuovi connazionali vanno messi in condizione di vivere pienamente la loro cittadinanza e di diventare parte attiva delle nostre comunità. Senza dimenticare il sostegno ai più anziani”.

A livello comunale, la popolazione complessiva cresce soltanto in 16 comuni su 46, con gli incrementi percentuali più forti a Solignano (+2,3%), Compiano (+1,3%) e Fidenza (+1,1%).
I decrementi maggiori riguardano alcuni centri della fascia montana: Monchio delle Corti (-3,4%), Bore (-2,7%) e Tornolo (-2,4%).

La più alta incidenza degli stranieri sulla popolazione totale si registra nei comuni di Langhirano, Calestano, e Colorno (tutti intorno al 19%); quella più bassa, in generale, nei comuni montani. In alcuni casi, però, anche qualche comune montano raggiunge percentuali di presenza straniera piuttosto alte, come Tizzano (13,3%), Palanzano (9,5%) e Solignano (9,3%).

Continua la crescita della presenza femminile, che raggiunge il 52,9% (nel 1998 le donne erano solo il 41,1% del totale della popolazione straniera).
Per quanto riguarda le cittadinanze più numerose, al primo posto, per il 4° anno consecutivo, troviamo i Moldavi (seppur in calo, in valore assoluto, rispetto al 2014), seguiti a breve distanza dai Rumeni (cresciuti, invece, del 7,8% nell’arco dell’ultimo anno); in generale i cittadini dell’Est Europa si confermano il gruppo più numeroso tra gli stranieri.
In calo varie delle principali cittadinanze, innanzitutto Marocchini (-3,2%) e Tunisini (-3,1%).

Anche se prevalentemente giovane, nella popolazione straniera crescono le persone con 65 anni e oltre: sono oggi 1.730, di cui il 64,2% donne. Nel 1997 erano solamente 114.

Sostanzialmente stabile il dato dei nati complessivi nella provincia di Parma, con 8 nascite in meno dell’anno precedente; analogo l’andamento dei nati stranieri, con 5 bambini in meno.

Nelle fasce di età scolare crescono soltanto la 6-10 (+2,5% rispetto all’anno precedente, ma +13,7% rispetto al 2009) e la 14-18 (+1,6% nell’ultimo anno, e + 8,2% sul 2009). Rispetto al 2009 tutte le classi presentano aumenti percentuali, tranne la 0-2 che cala del 4,1%.

Continuano ad aumentare, infine, i “grandi anziani” (da 75 anni in poi), nella popolazione complessiva, con una crescita abbastanza consistente (+1,9%), che raggiungono il numero di 102.735, quasi 1 su 4 della popolazione complessiva.
Crescono anche le persone con 80 anni e oltre, che sono 33.340, il 7,5% del totale (erano il 6,8% nel 2005).
All’1.1.2015, inoltre, ci assestiamo, per il secondo anno consecutivo, sopra i 200 ultracentenari (213 ), in leggero calo rispetto al massimo storico di 220 registrato l’anno precedente.

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